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Mangiare fuori casa aumenta il rischio di obesità per gli adolescenti: i risultati di uno studio su 1.600 ragazzi siciliani

Young man holds a piece of fresh pizza in his hands to smell a scent with his eyes closed, isolated on a yellow background. Guy enjoys fast food on a yellow background.Gli adolescenti che mangiano spesso fuori casa, soprattutto se si tratta dei pasti principali, sono più a rischio di sviluppare sovrappeso e obesità. È quanto riporta uno studio realizzato in collaborazione tra le università di Catania e di Milano e pubblicato su Progress In Nutrition, che ha indagato le abitudini di 1.600 adolescenti catanesi. Secondo i risultati anche l’allontanamento dalla dieta mediterranea sarebbe responsabile dell’aumento dell’obesità nei più giovani, suggerendo che a fare la differenza sia la qualità, e non la quantità, del cibo consumato fuori casa.

I ricercatori hanno raccolto per due anni scolastici consecutivi i dati su circa 1.600 adolescenti tra gli 11 e i 16 anni, che frequentavano 15 diverse scuole del comune di Catania. I ragazzi sono stati visitati per raccogliere le misure antropometriche e hanno risposto a dei questionari sulle abitudini alimentari, sul livello di attività fisica, e sul lavoro e il grado di istruzione dei genitori. Il questionario sulle abitudini alimentari chiedeva la frequenza degli spuntini a cavallo fra i pasti principali, quella dei pasti fuori casa e il luogo (se pub, ristorante o fast food), e quali cibi da fast food o spuntini consumavano di solito. Infine gli autori hanno calcolato l’aderenza alla dieta mediterranea, dando un punteggio positivo per il consumo di frutta e verdura, latticini, cereali, frutta secca e olio di oliva e un punteggio negativo per il consumo di dolciumi, carni e cibi da fast food. Un punteggio negativo veniva dato anche quando i ragazzi saltavano la colazione.

Degli adolescenti che hanno partecipato allo studio, equamente divisi tra maschi e femmine, circa il 9% era obeso e il 15% sovrappeso, di cui un terzo ragazze e due terzi ragazzi. Chi mangia più spesso fuori casa ha più possibilità di essere obeso o sovrappeso, soprattutto per quanto riguarda i pasti principali. Invece chi segue la dieta mediterranea ha una probabilità inferiore rispetto a chi non la segue. Il sovrappeso è anche risultato essere associato a una maggiore probabilità di appartenere a uno stato socioeconomico più basso, dato già noto in molti studi.

Secondo i ricercatori, il motivo principale per cui mangiare fuori è associato al sovrappeso è la qualità degli alimenti, ovvero il tipo di oli usati per i cibi fritti, le grandi dimensioni delle porzioni e l’elevato contenuto calorico. “Mangiare questi cibi è in linea con l’occidentalizzazione delle abitudini alimentari – spiegano gli autori nell’articolo – Fenomeno particolarmente evidente tra i giovani, molto influenzati dagli stili di vita moderni”. Inoltre, i ragazzi che mangiano spesso fuori casa consumano meno frutta e verdura e più bevande zuccherate, abitudini a loro volta associate con un maggiore indice di massa corporea. In generale, non mangiare a casa porta a fare scelte alimentari non salutari e ad avere un apporto calorico maggiore, a cui consegue un bilancio energetico positivo, una delle principali cause dell’obesità.

Two female friends hangout at the city street.Laughing and fun.Drinking juice.Two female friends hangout at the city street.Laughing and fun.Drinking juice.
Mangiare spesso fuori casa aumenta la probabilità di sviluppare obesità per gli adolescenti

Lo studio è stato condotto a Catania, un centro urbanizzato, elemento non indifferente per l’interpretazione dei risultati: gli stessi autori infatti, in uno studio precedente hanno dimostrato che vivere in un contesto urbanizzato ha un forte impatto sulle scelte alimentari dei giovani. La disponibilità degli alimenti influenza molto le scelte degli adolescenti, e la globalizzazione del mercato del cibo e il facile accesso ai fast food hanno un impatto decisivo sulla consolidazione di abitudini alimentari sbagliate.

Secondo Lelio Morricone, responsabile unità di diabetologia e malattie metaboliche all’Istituto Clinico S.Ambrogio, “l’aspetto più interessante dello studio è che mette la questione qualitativa davanti a quella quantitativa: non è il mangiare fuori di per sé che è pericoloso, ma che cosa si mangia fuori. Il problema è che avendo copiato le abitudini alimentari dall’estero, street food e fast food non sono improntati a dei principi sani. Per esempio il mangiare fuori è quasi sempre associato al consumo di bevande zuccherate”.

Ma come fare a evitare che i giovani mangino fuori casa, quando si tratta di un’occasione per socializzare e stare con gli amici? Secondo Morricone “Il problema non è più risolvibile dal punto di vista delle decisioni individuali, o forniamo ai ragazzi degli strumenti per poter fare in modo autonomo delle scelte sane, o non se ne esce. Per lavorare nel cambiamento dei regimi alimentari serve una drastica svolta culturale, sia per quanto riguarda l’offerta dei locali, che nell’insegnare ai giovani il valore del cibo fin da piccoli. Dovrebbe esserci un’offerta di “fast food sani”, che servano pasti con ingredienti salutari e alternative alle bevande zuccherate, quello che per ora i genitori possono fare è cercare dei posti meno peggio, anche se non è facile trovarli. E poi è necessario dedicare più tempo al cibo in casa, coinvolgendo i ragazzi in cucina, insegnando loro a riconoscere gli ingredienti migliori e il valore della dieta mediterranea”.

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  Alice Matone

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2 Commenti

  1. invece che al fast food potrebbero andare allo street food, cannolo di ricotta, cassatella (dolce a base di ricotta) la pasta di mandorla, cipollina (pasta sfoglia, pomodoro, cipolla, mozzarella e prosciutto), cartocciate, arancini, carne di cavallo e asina arrostita al momento…

    • Non che cambia molto, visto che si parla sempre di fritti, grassi saturi e cibi molto zuccherati e poveri di fibre 😉