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La macellazione rituale senza stordimento è incompatibile con il marchio europeo del biologico. Sentenza della Corte di giustizia dell’Ue

carne macelloIl logo di produzione biologica europeo non può essere apposto a carni provenienti da macellazione rituale senza stordimento preventivo. Lo ha stabilito una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea in una causa intentata in Francia dall’Ente di assistenza agli animali da abbattere (OABA) contro il ministero dell’Agricoltura e l’organismo di certificazione Ecocert.

La Corte di giustizia ha dato ragione a OABA, che chiedeva di vietare la dicitura “agricoltura biologica” (AB) sulle pubblicità e gli imballaggi di hamburger di carne bovina certificati “halal”. La Corte ha ricordato che alcuni studi scientifici hanno dimostrato che lo stordimento costituisce la tecnica meno lesiva del benessere degli animali al momento della macellazione. La pratica della macellazione rituale, nel corso della quale l’animale può essere macellato senza stordimento preventivo, è autorizzata nell’Ue in deroga alle regole generali e solo al fine di garantire il rispetto della libertà di religione, ma non è tale da attenuare del tutto il dolore, la paura o la sofferenza degli animali in modo tanto efficace quanto la macellazione che invece lo prevede. Lo stordimento, infatti, è necessario per indurre nell’animale uno stato di incoscienza e di perdita di sensibilità tale da ridurre considerevolmente la sua sofferenza.

Anche se la macellazione senza previo stordimento richiede un taglio preciso della gola con un coltello affilato al fine di ridurre il più possibile le sofferenze dell’animale, secondo la Corte di giustizia l’impiego di questa tecnica non consente comunque di ridurle al minimo.

Quindi, afferma la Corte, i metodi particolari di macellazione prescritti da riti religiosi non equivalgono, in termini di garanzia di un livello elevato di benessere degli animali al momento del loro abbattimento, al metodo della macellazione con stordimento preventivo, in linea con il principio imposto dal diritto dell’Unione.

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Per la Corte di giustizia Ue, la macellazione rituale senza stordimento non è compatibile con il logo europeo del biologico

Nella sentenza della Corte di giustizia si afferma che, poiché l’obiettivo delle norme dell’Ue relative all’etichettatura biologica consiste nel “tutelare e giustificare la fiducia del consumatore nei prodotti etichettati come biologici”, è importante vigilare affinché sia garantito che gli alimenti che recano il logo di produzione bio dell’Unione europea siano stati effettivamente ottenuti nel rispetto delle norme più elevate, segnatamente in materia di benessere degli animali.

Per questi motivi, la Corte ha deciso che le regole di diritto dell’Unione non consentono l’apposizione del logo di produzione biologica dell’Unione europea su prodotti provenienti da animali che sono stati assoggettati a macellazione rituale senza stordimento preventivo.

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  Beniamino Bonardi

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7 Commenti

  1. Vedo che questo argomento non interessa a nessuno. Peccato!
    Personalmente ritengo che il tipo di abbattimento non debba incidere solo sulla qualifica “bio” ma che debba essere comunque abolito l’abbattimento a mezzo dissanguamento.
    Se 1000 o 2000 anni fa poteva (forse) avere un senso cercare di far durare di più la carne in assenza di refrigerazione (e questo sembra che sia uno dei “pregi” dell’abbattimento con dissanguamento) oggi è una pratica inaccettabile.
    Nessuno ha il coraggio di dire che per sveltire i tempi del “trattamento” in molti macelli gli animali vengono appesi per le zampe posteriori, in modo che il sangue defluisca verso il basso dove si trova la gola.
    Mucche, pecore (ma anche i maiali) non sono in grado di sopportare questo trattamento perché gli si spezzano le gambe. Quindi nessuno venga a raccontare che muoiono in modo rapido e INDOLORE.
    molti paesi europei hanno proibito l’abbattimento rituale, facciamolo anche noi.

    • Rilevo da altro sito:
      “Svizzera, Norvegia, Islanda, Lettonia, Svezia e Polonia vietano la macellazione rituale. – conclude Fuccelli – Considerato che gli italiani in base al 25° Rapporto Italia Eurispes hanno dimostrato ancora una volta la particolare sensibilità e il rispetto nei confronti degli animali e preso atto di un trattamento di privilegio riservato alle comunità islamiche ed ebraiche, tutto ciò appare ingiusto e discriminatorio nei confronti della maggioranza cristiana e del mondo laico ed ateo. A rafforzare quanto detto la petizione on-line che ha raggiunto 60 mila sottoscrittori ” conclude il presidente del PAE.”

      Ora, che si faccia riferimento alla “maggiioranza cristiana, laica ed atea” nel paese dove più sei minoranza e più hai diritti… (vogliamo parlare del ladino? degli altoatesini? dei cani a cui non puoi vietare l’ingresso nei luoghi pubblici, avendo quindi più diritti degli umani allergici agli stessi?) fa come minimo sorridere… 60mila firme poi, dal mio punto di vista per cui “i numeri contano”, lungi da essere un bel risultato, sono semmai la certificazione di scarso interesse a questo tema: se 60mila hanno firmato, fino a prova contraria 60 milioni meno 60mila non hanno firmato…
      La questione non è di scarso valore, ma è anche vero che nemmeno le convinzioni legate alla propria religiosità sono di scarso valore, interessando le sensibilità più profonde degli esseri umani. Tant’è che la gente si uccide per motivi religiosi. Gli esseri umani sempre per quanto mi riguarda non sono alla pari degli animali, ma sopra. Mi pare che gli animalisti nel trattare questi aspetti siano troppo superficiali: vogliono tutti i diritti per gli animali, ma riducono e semplificano troppo i diritti e le convinzioni altrui.
      E faccio notare, non come questione politica, ma mera osservazione del trend demografico, che magari in futuro avremo in Italia una maggioranza di fede islamica. Comunque sia, prima di un eventuale divieto non si può fare a meno di coinvolgere la parte religiosa interessata

  2. Keller Giovanni Edoardo

    Sì, questa pratica crudele, al pari di altre che riguardano gli umani che non cito perchè esulerebbero dall’argomento e da questo spazio di confronto, va proprio proibita. Anche se gli animali nn fossero appesi per le gambe. Sono esseri senzienti e meritevoli di cure, attenzioni e tutele, anche ecologiche. Ti ringrazio per aver posto il problema.

  3. Va detto che la petizione non ha avuto praticamente nessuna visibilità. Se nel nostro civilissimo paese si potessero indire referendum propositivi come in Svizzera probabilmente il risultato sarebbe diverso.
    Personalmente ritengo che usi millenari dettati non dal buon senso e da motivi sanitari ma solo dall’appartenenza a sette religiose più o meno collegate alla realtà siano da rivedere e, come in questo caso, da abolire.
    Il problema non è esclusivamente collegato al benessere animale ma anche a quello umano.
    Se vogliamo parlare del problema fregandocene degli animali che mettiamo in padella pensiamo allora che animali stressati, spaventati e doloranti forniscono carni qualitativamente inferiori.
    Che ne dice sig. Osvaldo?

    • Che quello che lei scrive
      “Se vogliamo parlare del problema fregandocene degli animali che mettiamo in padella pensiamo allora che animali stressati, spaventati e doloranti forniscono carni qualitativamente inferiori”
      non c’entra con l’argomento di cui stavamo discutendo. E’ una questione diversa che riguarda semmai la fase del loro allevamento, quindi non la carne islamica ma quella in genere: non credo (fino a prova contraria) che lo stress di quel tipo di macellazione abbia una influenza significativa sulla qualità della carne, ormai arrivata al capolinea metabolico.
      D’altra parte fosse per i vegani (minoranza) gli altri (maggioranza) dovrebbero fare a meno di carne, latte uova ecc. Vede che essere minoranza o maggioranza nel ragionamento non conta (infatti in Italia minoranze, ma ben organizzate, hanno ottenuto come ho scritto norme che pongono ad es. i cani sopra gli umani).

  4. Keller Giovanni Edoardo

    “Gli esseri umani sempre per quanto mi riguarda non sono alla pari degli animali, ma sopra.”
    Forse è proprio quel sentirsi “sopra” che spiega la giustificazione di comportamenti così crudeli. Sentirsi parte di un ecosistema potrebbe aiutare a comprendere le motivazioni di chi promuove una pacifica convivenza con gli animali.

    • Frncamente? Se non vuol capire, è inutile stare qui a perder tempo… Io dovrei comprendere lei, ma lei non vuole comprendere le motivazioni degli islamici… confermo comunque: con chi ritiene che animali ed uomini siano sulo stesso piano, è difficile un qualunque dialogo, c’è una differenza di fondo per cui io rimango della mia idea e lei della sua. Amen

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