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Latte e yogurt, benefici nell’alimentazione di tutti i giorni, ma sempre più spesso evitati

latte yogurtIl consumo quotidiano di latte e yogurt è associato al mantenimento di un buono stato di salute. Lo conferma anche l’ultima edizione delle Linee guida per una sana alimentazione del Crea, nelle quali si raccomandano tre porzioni al giorno di questi alimenti, pari a un quantitativo di 375 ml. Eppure il consumo quotidiano in Italia è lontano da quello ottimale e negli ultimi anni ha registrato una progressiva riduzione. Di questo tema si è occupato il Tavolo tecnico sulla Sicurezza Nutrizionale (TaSiN) di cui fanno parte esperti del ministero della Salute, del Crea, delle società scientifiche e del mondo accademico.

Un documento predisposto dallo stesso Tavolo tecnico fa il punto sulle recenti evidenze scientifiche riguardo agli effetti sulla salute del consumo di questi alimenti. L’articolo più recente, pubblicato proprio lo scorso anno da un team di ricercatori cinesi, sottolinea che un incremento di 200 ml di latte al giorno è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ictus, ipertensione, cancro del colon-retto, sindrome metabolica, obesità e osteoporosi. Correlazioni benefiche sono state trovate anche per il diabete mellito di tipo 2 e il morbo di Alzheimer.

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Un incremento di 200 ml di latte al giorno è associato a un minor rischio di ictus, ipertensione, sindrome metabolica, obesità e osteoporosi

Secondo quanto riportato dall’American Institute for cancer research, poi, il consumo di latte e derivati presenta una, seppur limitata, associazione con la riduzione del rischio di cancro della mammella nelle donne in premenopausa. Mentre, d’altro canto, evidenzi anche che l’assunzione di latte potrebbe essere associata a un rischio più elevato di cancro alla prostata, morbo di Parkinson, acne e anemia da carenza di ferro nell’infanzia. Il documento del nostro Tavolo tecnico sottolinea comunque che sono numerosi gli studi che attestano l’effetto favorevole del consumo di latte e yogurt, associato a un minor rischio di sindrome metabolica e delle sue manifestazioni, come iperglicemia, pressione arteriosa elevata, ipertrigliceridemia e basso colesterolo Hdl, nonché sulle malattie cardio e cerebrovascolari e sulla mortalità generale, come conferma uno studio pubblicato sulla prestigiosa The Lancet nel 2018 .

Nonostante questi presupposti, si stima che, tra il 1998 e il 2020, il consumo giornaliero in Italia si sia ridotto, passando dal 62,2% al 48,1%. Questa diminuzione, osservata maggiormente nella fascia di età dai 6 ai 24 anni e nell’area del Nord Italia, si deve in particolare al cambiamento nelle abitudini legate alla colazione. Nello specifico, non si tratta di un incremento di coloro che non fanno colazione, quanto di coloro che si sono orientati su colazioni alternative alla tradizionale tazza di latte. I dati dell’indagine OKkio alla Salute 2019, condotta sui bambini della scuola primaria dall’Iss in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, indicano per esempio che solo il 64,5% dei bambini italiani consuma latte o yogurt a colazione o a merenda.

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Nel 2019, i bambini italiani della scuola primaria che consumavano latte o yogurt a colazione o a merenda erano il 64,5%

È proprio in considerazione di questi dati che il Tavolo tecnico sulla sicurezza nutrizionale ha elaborato una sorta di vademecum in dieci punti sul corretto consumo di latte e yogurt nell’alimentazione quotidiana:

1- Consuma ogni giorno tre porzioni tra latte e yogurt. Una porzione corrisponde a 125 g cioè un bicchiere piccolo oppure a mezza tazza, o un vasetto, di yogurt.

2- Il latte e lo yogurt sono alimenti per iniziare bene la giornata. Con una tazza intera di latte (due porzioni) a colazione e uno yogurt come spuntino si raggiungono le tre porzioni raccomandate.

3- Il latte e lo yogurt sono fonti di calcio, contengono vitamina A, vitamine del gruppo B e sali minerali come fosforo, magnesio, zinco e selenio.

4- Il latte e lo yogurt bianco, senza zuccheri aggiunti, sono simili dal punto di vista nutrizionale. Lo yogurt, grazie ai fermenti lattici, favorisce l’equilibrio della flora intestinale.

5- Puoi scegliere tra latte fresco pastorizzato, fresco pastorizzato di alta qualità, pastorizzato, microfiltrato e a lunga conservazione (Uht). Se preferisci  quello crudo, ricorda che è necessario farlo bollire prima del consumo.

6- Lo yogurt si ottiene per fermentazione del latte a opera di specifici microrganismi. Quando la fermentazione non è dovuta ai microrganismi dello yogurt, si ottengono latti fermentati, come il kefir, tipica bevanda dell’Europa dell’est.

7- Latte e yogurt possono essere interi, scremati o parzialmente scremati in base alla percentuale di grassi, quelli scremati o parzialmente scremati hanno un ridotto contenuto di grassi e calorie, senza riduzione di calcio e proteine.

8- Il latte può essere bevuto a ogni età. Nell’intestino umano è presente la lattasi, enzima necessario per la digestione del lattosio (zucchero del latte). Ciò rende il latte un alimento adeguato per bambini, adulti e anziani, a eccezione degli intolleranti al lattosio, che hanno una carenza di lattasi.

9- Lo yogurt è ben tollerato dalla maggior parte di coloro che soffrono di intolleranza al lattosio. Inoltre, sono disponibili molti prodotti a ridotto o nullo contenuto di lattosio, come i latti delattosati.

10- ll calcio e il fosforo presenti nel latte e nello yogurt sono facilmente assorbiti dall’organismo. Il loro consumo contribuisce a diminuire il rischio di insorgenza di osteoporosi.

© Riproduzione riservata; Foto: Fotolia, AdobeStock

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16 Commenti

  1. Buongiorno, argomento controverso: molti medici italiani e non solo sono contrarissimi ai latticini, non si può condannare lattosio e caseina da una parte e consigliarne il consumo dall’altra. Auspico una visione comune.

    • Concordo. E aggiungiamoci la lettera del 29 dicembre sulla dieta mediterranea, anche lì dice no a latte e formaggi…

    • La lettera a cui ti riferisci non ha alcun valore, è di una comune lettrice come te e me, non di una esperta o di una scienziata, che ha “cercato su Google e Wikipedia”, e che fa delle osservazioni personali e opinabili sulla dieta mediterranea in genere, sbagliando clamorosamente proprio su latte e latticini che secondo lei erano poco usati, e nei commenti c’è anche la smentita alle sue osservazioni (a cui non ha replicato).

      Secondo la lettrice “la componente di origine animale era molto poco rappresenta nella dieta”, mentre invece in ogni cascina uova, latte e pollame (o pesce nelle zone costiere, e cacciagione di frodo, non v’era contadino che non piazzasse i lacci per le lepri) venivano consumati a integrazione delle zuppe e delle polente perché prodotti sul posto a costo quasi nullo, il pollame razzolava nei campi e gli si dava una integrazione solo in inverno, il latte era delle bestie allevate per il doppio scopo di lavoro (o lana) e latte, e si consumava tutto l’invenduto o se ne facevano formaggi.

      Quanto alle affermazioni sulla moderata quantità di vino basta tenere conto di quante osterie, locande, stazioni di cambio cavalli e simili vi fossero, in città e in campagna, frequentate in continuazione dagli uomini dopo il lavoro e che praticamente come bevanda somministravano solo vino… che inoltre era anche la normale bevanda del pasto casalingo, e sulconsumo di carne di vitello che non veniva assolutamente mangiata, i vitelli si vendevano ricavandone un buon guadagno, o si allevavano per farne bestie da lavoro e da latte per sostituire quelle vecchie che si macellavano, e la cui carne veniva venduta o consumata.

  2. “Eppure il consumo quotidiano in Italia è lontano da quello ottimale e negli ultimi anni ha registrato una progressiva riduzione.”

    Per forza, con l’ossessiva propaganda delle multinazionali della soia contro il latte e a favore dei succedanei artificiali molti consumatori impreparati hanno lasciato il latte e si sono rivolti a prodotti industriali spesso ultratrasformati per farli assomigliare al latte.

    Personalmente sono fedele alla prima colazione con latte, pane, marmellata e yogurt, il primo dei cinque (5, non 3) pasti suggeriti da sempre dai dietisti per ripartire le calorie: prima colazione (ore 8), spuntino (ore 11), seconda colazione (ore 13), merenda (ore 17), pranzo (ore 21), e sono assolutamente normopeso (1,76 x 78) nonostante occasionali spuntini (quelli che una volta erano chiamati “cena”) anche oltre le 24 se ho passato la serata fuori casa.

    In questo mi rifaccio alla tradizione italiana di fare colazione con lo zuppone di caffelatte (leggero, oppure d’orzo per i bambini), burro e marmellata, che ha contribuito a mantenere alto il livello di lattasi nella nostra popolazione e quindi bassa l’intolleranza al lattosio, che però può manifestarsi negli adulti che hanno da tempo perso quell’abitudine.

    In questi casi un graduale ritorno al consumo di latte provoca, dopo ovvi disturbi iniziali di breve durata, la ricomparsa della lattasi in quantità sufficiente a normalizzare la digestione, e data l’importanza del latte e dei latticini per il loro appporto di calcio è una pratica assolutamente da incoraggiare.

    Ovviamente chi è realmente intollerante in modo non reversibile potrà ripiegare sul latte privo di lattosio (in realtà latte col lattosio già scomposto e che quindi non necessita della lattasi) e ai prodoti caseari stagionati, nei quali il lattosio non è più presente.

    Quanto allo yogurt, lo assumo perché mi piace più che per gli effetti benefici, di fatto i lattobacilli che sopravvivono ai succhi gastrici sono pochissimi e hanno scarso impatto sul nostro probiota, anche se nel processo di trasformazione del latte in yogurt si svulippano comunque sostanze utili che vengono metabolizzate dal nostro corpo.

  3. Sarebbe auspicabile dare anche indicazioni di quale latte parliamo, io penso che un latte di animali che mangiano erbe o fieni polifiti, sia diverso dai latti di animali che mangiano insilati e concentrati. I primi garantiscono un Grado di protezione antiossidante (G.P.A) venti volte maggiore del secondo, un rapporto omega 3/6 sotto il 5, se sono animali al pascolo raggiungono tranquillamente 1, non parliamo della presenza del acido linoleico concentrato( CLA grasso insaturo benefico ). Se poi vogliamo confrontare il rapporto grassi saturi/insaturi nei due latti abbiamo 50/50 il primo, 70/30 il secondo. per me queste sono le differenze da tenere in considerazione, se vogliamo parlare di latte di alta qualità, non i parametri ( carica batterica, cellule somatiche,grasso, proteine).

  4. Tre porzioni giornaliere di latte e latticini, 5 porzioni di frutta e verdura, due primi piatti ben conditi, due secondi piatti proteici di carni o pesce o uova, pane, fette biscottate, biscotti, un dolcetto, due litri di acqua al giorno, un succhino, salvo aggiunte occasionali….ed abbiamo costruito il perfetto sovrappeso da palestra obbligatoria, pena sindrome metabolica annunciata, con passato di verdure pesce lesso e brodino vegetale.
    Queste le raccomandazioni standard consuete della famosa mediterranea lobbistica, che ha poco a che vedere ed ancora meno a che fare, con la vera e più credibile “Dieta Mediterranea” di Keys.

    • Caro Ezio, dipende dalle quantità, non dal numero delle porzioni… il diavolo si nasconde nei dettagli.

    • Caro Alessio, quando parliamo di porzioni generalmente ci riferiamo a quelle standard dei LARN: https://sinu.it/wp-content/uploads/2019/07/20141111_LARN_Porzioni.pdf
      Poi quasi nessuno pesa le portate ed andiamo ad occhio, nel senso letterale che se abbiamo fame decide proprio l’occhio del desiderio per gratificarci, ma anche seguendo le porzioni standard previste, c’è di che abbondare se mangiamo tutto quello e quanto previsto.

    • @Roberto
      “due primi piatti ben conditi, due secondi piatti proteici di carni o pesce o uova, pane, fette biscottate, biscotti, un dolcetto, due litri di acqua al giorno, un succhino”

      Dove vedi “porzioni” in questo menù pantagruelico (a parte le “3 porzioni di latte e latticini” che ci infili)?

      @Ezio & Antonio
      Da quando “due secondi” e il resto del menù per una squadra di rugby sono una porzione “standard dei LARN”?

      Per tutti: l’articolo parla di latte/yogurt, proprio non riuscite a non andare fuori argomento tirandoci dentro i menù da fast food, le lobby, i Marò?

    • @Alessio
      Quello da me elencato è lo stile alimentare medio standard degli italiani, al quale ho omesso anche i due spuntini giornalieri di metà mattina e metà pomeriggio, solitamente consigliati dai nostri dietologi di riferimento.
      Per stare al tema dell’articolo, non possiamo che prevedere le 3 porzioni di latticini a tutto il resto del cibo che solitamente trangugiamo, formaggi ai pasti compresi.
      Basta informarsi sull’incidenza del sovrappeso e dell’obesità nella popolazione italiana, a partire da quella infantile, per non preoccuparci del fatto che è sempre la somma che fa’ il totale.

    • Pura vis polemica, se gli italiani si nutrissero con con quei quantitativi batteremmo gli americani quanto a obesità, mentre ne siamo ben lontani, e della mia cerchia di qualche centinaio di conoscenti non ce n’è uno che si strippi nella giornata 2 primi e 2 secondi più tutto quello che ci hai aggiunto; in compenso consumano vino (poco) e non “succhini”.

      L’articolo ovviamente si riferisce a un’alimentazione normale e rileva che “un incremento di 200 ml di latte al giorno è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari, ictus, ipertensione, cancro del colon-retto, sindrome metabolica, obesità e osteoporosi”, ovvio che per chi ha abitudini alimentari eccessive e squilibrate come quelle che credi tu gli effetti benefici saranno scarsi.

      E continuo a domandarmi perché parliate di argomenti diversi da quelli dell’articolo, forse dovreste leggelo con più calma.

    • @Alessio, nessuna polemica solo documentazione oggettiva e visione d’insieme:
      https://www.epicentro.iss.it/obesita/epidemiologia-italia

    • Ottima risposta!!! Concordo su tutta la linea….parola di Dietista.

  5. Non posso che trovarmi d’accordo con Ezio.

  6. Il latte è un alimento a cui non ho mai rinunciato, in primis perché mi piace molto. Lo consumo principalmente crudo o di alta qualità. A colazione e merenda. In alcune regioni, in inverno, c’era anche la minestra di riso e latte, un piatto povero ma nutriente. A colazione si inzuppava il pane secco nel latte, i biscotti non erano abitudine quotidiana. Sulle tante osservazioni sull’obesità io osserverei che non vanno sottovalutate le abitudini di consumo di cibi già pronti, precotti, surgelati e le tante merendine che non mantengono le corrette proporzioni tra nutrienti, grassi e zuccheri. La dieta mediterranea è spesso travisata, nel sentire comune, e forse se cucinassimo di più utilizzando erbe aromatiche per insaporire le pietanze, verdure di stagione, più legumi e meno carne ne avremmo benefici e meno problemi. Siamo nell’epoca delle diete che tolgono alimenti per sostituirli con integratori vitaminici…di informazioni dettate da visioni parziali per condizionare i nostri consumi. Mentre si empatizza con gli animali una parte del mondo non ha di che sfamarsi. Un po’ di buonsenso, coerenza e meno estremismi dovrebbero “integrare” le nostre diete.