Home / Pianeta / Latte trattato con UV: un “novel food” che aumenta la quantità di vitamina D del prodotto. L’EU ne autorizza l’immissione sul mercato

Latte trattato con UV: un “novel food” che aumenta la quantità di vitamina D del prodotto. L’EU ne autorizza l’immissione sul mercato

latte 178624151
Il latte trattato con UV è un cosiddetto “novel food”, la cui immissione in commercio è appena stata approvata

Il latte trattato con UV è stato autorizzato dalla Commissione Europea e questo vuol dire che il  prodotto potrà cominciare ad essere venduto al dettaglio. Si tratta di un  “novel food”: un nuovo  alimento la cui immissione sul mercato è regolamentata  dal (CE) n. 258/97. La valutazione e l’autorizzazione di solito si basa  sul parere scientifico dell’Efsa, oltre ai test per verificare la sicurezza sicurezza previste dalla legislazione comunitaria. L’iniziativa per valutare questo prodotto è partita dall’Irlanda.  L’Efsa ha espresso un parere favorevole, considerando il latte trattato con UV “sicuro alle condizioni di uso proposte”.

Ma quali sono i benefici del prodotto? Il latte pastorizzato e poi trattato con UV ha un contenuto di vitamina D maggiore (la carenza di vitamina D è una delle principali cause di rachitismo). Sulla “quantità significativa” della vitamina in questione, la Commissione Europea rimanda alle definizioni del Regolamento (UE) n. 1169/2011 e invita a “informare in modo adeguato il consumatore della presenza ottenuta attraverso il trattamento con raggi UV“.  In etichetta potrà comparire la dicitura “Latte contenente vitamina D risultante dal trattamento con raggi UV”. Il latte viene ottenuto attraverso un impianto chiamato SurePure, ma  bisogna stare attenti perché un’eccessiva esposizione ai raggi UV può dare al latte   un sapore particolarmente fastidioso. Il nuovo latte  che dovrebbe essere commercializzato in UK – potrebbe in futuro essere proposto anche in Italia.

sostieni il fatto alimetnare
sostieni il fatto alimetnare

 

Le donazioni si possono fare:

* Con Carta di credito (attraverso PayPal): clicca qui

* Con bonifico bancario: IBAN: IT 77 Q 02008 01622 000110003264

 indicando come causale: sostieni Ilfattoalimentare

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

Guarda qui

meloni frutta giappone coltivare serra

Un’anguria da 5.000 euro! Ecco i tre frutti più cari al mondo venduti in Giappone raccontati in un articolo di Italia Fruit News

La rivista online Italia Fruit News ha pubblicato un interessante articolo su alcuni costosissimi frutti …

3 Commenti

  1. Ne avevamo davvero bisogno??

    • Mia madre prende integratori di vitamina D per l’osteopenia, anticamera dell’osteoporosi, che colpisce la gran parte delle donne dopo una certa età. Direi che si, ne avevamo hisogno considerato che gli integratori di calcio hanno effetti collaterali non da poco.

  2. Abbiamo bisogno di tutto quello che migliora il profilo nutrizionale degli alimenti. Anche di questo. L’innovazione deve andare avanti e dobbiamo avere a disposizione cibi sempre piu’ salutari.