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Latte microfiltrato Coop ed ÈPiù: il produttore è lo stesso, anche l’etichetta e il prezzo sono simili, cambia però la filiera

epiu-latte-microfiltratoL’azienda che produce il latte microfiltrato “ÈPiù” è la stessa che confeziona lo stesso prodotto firmato Coop. Per capire meglio di cosa si tratta stiamo parlando di un latte sottoposto a una filtrazione in grado di eliminare il 99,9% della flora microbica originaria, lasciando inalterati i principi nutritivi e le caratteristiche organolettiche. Considerando che non ci sono altri ingredienti è lecito chiedersi se esistono differenze tra i due marchi. Prima di esaminare questo aspetto conviene focalizzare l’attenzione sul processo di lavorazione. Il latte giunto alla centrale viene trasferito in cisterne e fatto passare attraverso una membrana in grado di trattenere i vari microrganismi presenti, per essere poi sottoposto ad una pastorizzazione più blanda rispetto al latte fresco, vista la minore presenza di batteri.

Il motivo per cui molti consumatori comprano il latte microfiltrato è la possibilità di conservarlo in frigorifero per un periodo quasi doppio rispetto a quello fresco pastorizzato. Se il primo scade 6 giorni dopo il giorno di  confezionamento, quello microfiltrato arriva a 11.

coop-microfiltrato-latteIl Fatto Alimentare ha preso in esame il latte microfiltrato pastorizzato parzialmente scremato “ÈPiù” prodotto da Padania Alimenti S.r.l. e il latte Coop con la stessa denominazione, confezionati entrambi nello stabilimento di Casalmaggiore (CR) in Via Enrico Fermi 79. Il latte ÈPiù si trova solo in alcuni supermercati e ipermercati, perchè l’attività principale dell’azienda è produrre latte con il marchio delle catene. Anche il prezzo medio di ÈPiù risulta molto simile a quello del prodotto confezionato per altre insegne (da 1,05 a 1,10 euro ed è comunque inferiore rispetto alla media del  latte fresco venduto a prezzi superiori).

Confrontando le etichette del cartone di latte microfiltrato Coop e quello di Padania Alimenti è sin troppo evidente la similitudine dei valori nutrizionali e questo rafforza l’idea di avere di fronte prodotti uguali. Non è proprio così. La differenza sostanziale è da ricercare nella materia prima. Coop precisa che “il processo tecnologico è lo stesso ma la materia prima, come riportato anche sulla confezione, arriva da allevamenti italiani selezionati, caratterizzati da alimentazione delle vacche senza OGM, dunque fa parte della filiera Qualità Sicura Coop”.

Un’altra differenza riguarda la scadenza, il latte microfiltrato ÈPiù ha una scadenza di 13 giorni oltre a quello del confezionamento,  mentre Coop propone 11 giorni più quello del confezionamento d’estate e 12 giorni più quello del confezionamento d’inverno.

latte donnaPadania dice che “il latte microfiltrato Coop non è esattamente omologo al latte ÈPiù, anche se entrambi utilizzano solo materia prima italiana come viene indicato sulla confezione. Il prodotto Coop non è confrontabile con le altre marche che utilizzano latte italiano, perchè si tratta di una filiera dedicata Le regole del disciplinare prevedono l’alimentazione delle mucche con mangimi non OGM e senza grassi animali e proteine aggiunte,  proveniente da  mangimifici selezionati e controllati)”.

L’ultima nota su Coop riguarda il livello di aflatossine nel latte e nei mangimi che risulta inferiore al 50% rispetto al limite massimo stabilito dalla legge (*) . Si tratta di un elemento di qualità riconosciuto all’allevatore con un incremento del prezzo al litro. Per dovere di cronaca ricordiamo che nel 2005 il latte microfiltrato Coop ha ottenuto dall’ente CSQA una certificazione di prodotto  senza OGM e di controllo delle caratteristiche igienico-sanitarie.

(*) Le aflatossine sono sostanze prodotte da alcuni tipi di funghi e/o muffe che, in particolari condizioni climatiche, possono formarsi su mais, grano e altri cereali e attraverso il mangime contaminare indirettamente il latte. L’aflatossina del latte si chiama M1 (M sta per “metabolita”) e deriva dall’eventuale presenza di aflatossina B1 nei mangimi somministrati agli animali. Le aflatossine sono considerate “possibili agenti cancerogeni nell’uomo”, tanto che sono entrate in vigore norme comunitarie molto stringenti che fissano il limite di ammissibilità di aflatossina M1 nel latte,  in caso di superamento di tale limite il prodotto non può essere commercializzato.

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ÈPiù – Latte microfiltrato pastorizzato parzialmente scremato

epiu-latte-microfiltratoValori nutrizionali medi (per 100ml di prodotto)

Valore energetico 47 Kcal199 KJ
Proteine 3,2 g
Carboidrati 5,0 g
Grassi 1,6 g
Calcio 122 mg
Confezione da litro: Tetra Top Katla Tetra Pak

 

Coop – Latte microfiltrato pastorizzato parzialmente scremato

coop-microfiltrato-latteValori nutrizionali medi (per 100ml di prodotto)

Valore energetico 49 Kcal206 KJ
Proteine 3,4 g
Carboidrati 5,0 g
Grassidi cui: saturi 1,7 g1,2 g
Colesterolo 7,0 mg
Calcio 120 mg
Fibre alimentari 0,0 g
Sodio 0,05 g
Confezione da litro: Tetra Top® Tetra Pak

Foto: Photos.com, Epiulatte.com

  Claudio Troiani

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4 Commenti

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    E che dire di quello sempre prodotto da padania alimentari x i discount a 69cent litro !? Provati coop e discount,ed sinceramente non vedo differenze di sorta !!

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    scusa maurizio, ma pensi di sentire un sapore diverso se ci sono meno micotossine nel latte o se hai una filiera garantita e controllata a monte del prodotto? In molti prodotti di pari produttore potresti non trovare diffenze di sapore, cambiano però le garanzie fornite al consumatore. in altri casi i capitolati di fornitura dei prodoti industriali comportano anche un sapore differente di prodotti visivamente e nutrizionalmente uguali

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      Allora Sig.christian propio stamattina notavo la dicitura impressa sulla scadenza dei brick latte in oggetto,e tutti e’ due avevano la stessa dicitura di tracciabilita’,a parte le scadenze,essendo da me acquistati in diverse date !!! poi non sono un esperto ne un analista di laboratorio,ma se come dice lei la filiera cambia penso che anche i codici di produzione debbano cambiare?!?

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      il lotto di produzione può coincidere con la data, per ciascun marchio: ciò garantisce la rintracciabilità, visto che all’interno dello stabilimento di produzione devono essere individuati tutti i lotti (ed eventuali sublotti, come differenti cisterne di stoccaggio da confezionare nello stesso giorno),in autocontrollo, a disposizione dell’Autorità di controllo ed anche per eventuali necessità di ritiro dal mercato