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Piattaforma europea su ?dieta, attività fisica e salute?. Un primo bilancio

È stato di recente pubblicato il resoconto dei primi cinque anni di attività della “EU Platform for Action on Diet, Physical Activity and Health”.

La Commissione europea aveva invitato alla Piattaforma le autorità sanitarie nazionali e i rappresentanti di industria alimentare, distribuzione e ristorazione, per creare sinergie utili contro gli stili di vita scorretti dei cittadini caratterizzate da diete poco equilibrate ed  un eccesso di sedentarietà.

I partecipanti hanno assunto e rispettato impegni come l’introduzione della tabella nutrizionale sulle etichette dei prodotti alimentari, l’autoregolazione delle attività promozionali rivolte ai bambini, il miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei cibi, la riduzione delle porzioni.

La valutazione di questi cinque anni di attività è stata affidata dalla Commissione a una società indipendente che ha stilato una copiosa relazione.

Uno dei dati più interessanti riguarda la riformulazione dei prodotti, cioè la revisione in chiave “salutistica” delle ricette di alimenti e bevande (per esempio, con la riduzione di grassi, zuccheri, sodio). Un lavoro assai più complesso di quanto sembri, che richiede gradualità perché i consumatori possano progressivamente adattarsi a sapori più delicati.

Le iniziative sono state assunte da grandi gruppi industriali (es. Danone, Ferrero, Kraft, Mars, Unilever…), da alcune catene distributive (es. Coop Italia, Marks & Spencer, Tesco…) e dalle associazioni che rappresentano i settori a livello europeo.

Il gruppo Unilever ha stanziato 104 milioni di euro in quattro anni, e coinvolto 150 esperti a tempo pieno, per attuare il “Programma di miglioramento della nutrizione” (“Nutrition Enhancement Programme”). Risultato: dagli alimenti venduti in Europa tra il 2005 e il 2008 sono stati “sottratti” oltre 30 mila tonnellate di acidi trans-grassi, 18 mila di grassi saturi, quasi 4 mila di sodio e 37 mila di zucchero.

Il gruppo Mars nel 2008 ha ridotto il sale in misura variabile tra il 20 e il 35%, a seconda dei prodotti, con ulteriore diminuzione del 10-20% nel 2009.

La relazione  evidenzia la carenza di comunicazione e asupica  il miglioramento del dialogo tra gli operatori sociali, scientifici ed economici per aumentare la reciproca fiducia e stimolare ulteriormente la collaborazione. Bisogna  favorire anche lo scambio di informazioni tra la Piattaforma europea e le varie Piattaforme nazionali.

Dario Dongo

© Il Fatto Alimentare 2010 – Riproduzione riservata

 

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