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Influenza aviaria: a che punto siamo? Forse il problema è stato superato ma milioni di polli sono stati soppressi

allevamento intensivo polli Depositphotos_37754611_S influenza aviariaL’epidemia di influenza aviaria ad alta patogenicità in Veneto e Lombardia sta decisamente rallentando, grazie alle misure di contenimento adottate dagli uffici veterinari presenti sul territorio. All’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, che è il centro di riferimento per l’influenza aviaria, in questi giorni si avverte una certa soddisfazione convinti che il peggio sia quasi finito.

“Dal 10 gennaio 2022 non si registrano nuovi focolai – precisa Calogero Terregino, direttore del Laboratorio di referenza europeo per l’Influenza aviaria – e questo lascia ben sperare per il futuro, visto che  nei giorni precedenti arrivavano 7 – 8 nuove segnalazioni  ogni 24 ore.  Resta invece ancora sospeso l’accasamento di nuovi pulcini nei capannoni. Per avere il via libera occorre essere sicuri che il virus sia stato completamente debellato”. Alla domanda che alcuni lettori fanno sulle modalità di soppressioni dei volatili infetti, l’Istituto zooprofilattico risponde che vengono soppressi in pochi minuti con metodi umanitari nel rispetto delle norme sul benessere animale, somministrando agenti inalatori come il biossido di carbonio (CO2).

influenza aviaria
In questo momento non vi sono numeri definitivi anche se la stima è di circa 13 milioni di cap

Capire la numerosità dei polli abbattuti non è facile. Questo link, visualizza tutte le informazioni sulla situazione epidemiologica in Europa. I numeri che compaiono nella tabella corrispondono alle capacità produttive potenziali dei singoli allevamenti che si ricavano dalla Banca Dati Nazionale. Non possono essere utilizzati con precisione per calcolare quanti animali sono stati veramente accasati all’inizio del ciclo, né quelli vivi al momento del sequestro per sospetto/conferma influenza, né ancora quelli che sono stati abbattuti e distrutti, né morti per influenza. In questo momento non vi sono numeri definitivi anche se la stima è di circa 13 milioni di capi.

Più sicuro è invece il numero delle aziende agricole colpite dall’influenza aviaria. Per il momento sono stati identificati 305 focolai in Italia di cui 247 in Veneto, 55 in Lombardia, 1 in Lazio, 1 in Emilia e 1 in Friuli Venezia Giulia.

© Riproduzione riservata; Foto: AdobeStock, Depositphotos

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    Comunque sia quei poveri animali avrebbero fatto la stessa fine….siamo esseri mostruosi!!

  2. Avatar

    “Alla domanda che alcuni lettori fanno sulle modalità di soppressioni dei volatili infetti, l’Istituto zooprofilattico risponde che vengono soppressi in pochi minuti con metodi umanitari nel rispetto delle norme sul benessere animale, somministrando agenti inalatori come il biossido di carbonio (CO2).”

    Quella del benessere animale e dei metodi umanitari è la nuova grande menzogna dell’industria zootecnica nel disperato tentativo di ripulire la propria immagine agli occhi dei sempre più numerosi consumatori consapevoli e informati del trattamento indecente riservato ai cosiddetti animali da cibo, da reddito, da consumo.
    Dopo il brainwashing da greenwashing, adesso è il turno dell’HUMANE WASHING.

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