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Influenza aviaria: secondo l’Efsa il virus si espande in Europa. Più interessata la Francia

influenza aviariaUn recente rapporto sull’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) ha rilevato circa mille positività nei 25 Paesi UE e nel Regno Unito tra l’8 dicembre 2020 e il 23 febbraio 2021. Il 60% circa dei casi sono stati segnalati negli allevamenti di pollame, il resto in uccelli selvatici e uccelli in cattività. La maggior parte dei casi riguardano però le anatre francesi.

A causa della continua presenza di virus HPAI negli uccelli selvatici e nell’ambiente, c’è tuttora il rischio di un’ulteriore diffusione, principalmente nelle aree ad alta densità di pollame. In Russia sono stati segnalati nell’uomo sette casi di infezione da virus A(H5N8) HPAI, con sintomi lievi o nulli, tra gli addetti del settore. Il rischio di infezione umana legato al virus dell’influenza aviaria A(H5N8) rimane molto basso per la popolazione dell’UE, e basso anche per le persone esposte per motivi professionali. Il problema però non è da sottovalutare visto che c’è la possibilità che emergano nuovi ceppi con un maggiore potenziale e in grado di infettare gli esseri umani, ma a oggi non c’è evidenza di alcuna mutazione.

Per scaricare il rapporto sull’influenza aviaria dicembre 2020-febbraio 2021 clicca qui.

© Riproduzione riservata. Foto: Stock.adobe.com

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Avatar

    Vedrete che i soliti geni arriveranno a dire “polli industriali=polli allevati per uso personale come Dio comanda=polli fanno tutti male e sono rischiosi” e per “il nostro bene” magari qualcuno penserà di arrivare a vietare gli allevamenti in futuro….

    • Avatar

      Però andremo ad importare i polli dalla Cina, che sono più sani e passano i controlli Efsa…

  2. Avatar

    Concordo al 100% con quanto dice Caci8aro. Sull’argomento alimentazione è stata sempre adottata, da parte dei media (non dal Fatto Alimentare), una “semplificazione”, che sicuramente è la cosa più immediata, più conveniente e più d’impatto sull’opinione pubblica, ma molte volte (forse mai), la più corretta. Non tutti i cibi sono uguali, occorre avere il coraggio di dire che sarebbe ora di fare qualche passo indietro, cambiando completamente il modo di alimentarsi ed anche dove acquistare il cibo!!!! Perchè non rivolgersi ad un piccolo allevatore di cui si può conoscere come vengono allevati ad alimentati i capi? Creare un rapporto cliente-produttore! Certo non sempre è possibile! C’è carne di pollo e carne di pollo (come carne di bovino, ecc), c’è olio ed olio, ecc Il “sillogismo” riportato da Cacio8aro, purtroppo è stato spesso adottato facendo gravissimi errori.