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India, l’inflazione riduce del 40% il consumo di cibi ad alto valore nutritivo. Buone prospettive per le catene che propongono ristorazione veloce

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Cipolle e patate sono alla base della cucina indiana: il  consumo è calato a seguito dell’inflazione

Negli ultimi tre anni, l’inflazione ha ridotto il budget alimentare delle famiglie indiane e il consumo di cibi essenziali, come frutta, verdura e latte, di circa il 40 per cento. L’impatto è stato più forte nelle maggiori città. Lo rileva un sondaggio condotto in ottobre e novembre dall’associazione della Camere di commercio indiane, tra duemila casalinghe e mille persone che lavorano.

 

La riduzione del consumo di cibo ricco di sostanze nutritive riguarda il 72 per cento delle famiglie della fascia più bassa della classe media. Anche pomodori, cipolle e patate, le tre verdure più utilizzate dalle famiglie indiane, stanno diventando inaccessibili a causa dei danni provocati dalle piogge fuori stagione.

 

In parallelo a questi dati, ci sono quelli resi noti dalla società di ricerca indiana Crisil, secondo cui il settore della ristorazione veloce è ormai posseduto per il 63 % dai grandi marchi occidentali. Il fatturato in questo settore raddoppierà nei prossimi tre anni, con l’apertura di nuovi locali nei piccoli centri, dove è previsto che la spesa delle famiglie aumenterà del 150%, mentre nelle grandi città l’incremento sarà del 60%.

 

Beniamino Bonardi

©Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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