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Il 25% del pesce venduto a Dublino, negli Stati Uniti e… anche in Italia riporta indicazioni errate

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un quarto del pesce venduto come merluzzo nei negozi e nei supermercati di Dublino è in realtà pesce diverso. Il dato è perfettamente in linea con i risultati di test analoghi condotti negli Stati Uniti e anche in Italia da Eurofishmarket e da alcune associazioni di consumatori. È ragionevole credere che l’imprecisione nei sistemi di etichettatura rappresenta un fenomeno diffuso su scala globale. I risultati dello studio sulla città di Dublino sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Ecology and the Environment. Foto : Flick cc La ricerca diffusa dal sito Cordis della Commissione Europea è stata condotta da alcuni ecologisti irlandesi che hanno utilizzato la tecnica del DNA (acido desossiribonucleico) barcoding per identificare le specie presenti nei negozi che vendono fish and chips da asporto, dai pescivendoli e nei supermercati disseminati in dieci aree di Dublino. I ricercatori hanno analizzato merluzzo ed eglefino preparato e conservato in vari modi (affumicato, fritto, in pastella, fresco e congelato) prelevando una porzione di tessuto da ogni campione e confrontandone le sequenze genetiche con numerose banche dati. I risultati hanno evidenziato che 39 prodotti sui 156 analizzati tra quelli in vendita non erano in realtà merluzzo o eglefino come invece riportavano le etichette. Il dato relativo al pesce affumicato è particolarmente sorprendente: 28 prodotti sui 34 presi in considerazione, ovvero più dell’80% dei campioni, si sono rivelati etichettati in modo impreciso. Circa un quarto delle etichette di quelli che all’analisi si sono dimostrati campioni di merluzzo riportavano eglefino (e viceversa) o un’altra specie, ad esempio pollack, merlano o carbonaro. In alcuni casi il merluzzo del Pacifico era etichettato come merluzzo dell’Atlantico. In uno studio analogo condotto dall’Università della California, con sede a San Diego (Stati Uniti), gli scienziati hanno applicato un approccio simile per identificare il pesce servito nei ristoranti di New York. I risultati hanno messo in evidenza che il 25% del pesce era etichettato in modo scorretto.

 

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