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Hamburger e spiedini alla griglia? Sì ma solo ben cotti: le regole da seguire per evitare il mal di pancia

Poche settimane fa 19 cittadini  belgi sono stati colpiti da una infezione alimentare, dopo avere mangiato carne cruda contaminata  da Escherichia coli. In estate i disturbi gastrointestinali causati dall’ingestione di cibo contaminato da batteri patogeni come Salmonella e Campylobacter si ripetono spesso. I cibi più insidiosi sono i piatti di tartare e carpaccio crudi, oltre ad hamburger e salsicce poco cotte durante le grigliate in giardino.

 

Quando sulla griglia o in padella ci sono hamburger e salsicce,  per evitare incidenti conviene cuocere bene la carne, raggiungendo la temperatura di 70°C al centro del prodotto, per almeno due minuti. Certo il calcolo non è proprio banale senza un termometro ma in realtà basta osservare il colore della carne per farsi un’idea.

 

Le foto che vi proponiamo sono tratte dal sito francese dell’Agenza per la sicurezza alimentare e mostrano tre hamburger giunti ad un diverso stadio di cottura. Nell’immagine a destra si vede un hamburger cotto “al sangue”  con la tipica colorazione rosa all’interno. 

L’hamburger in mezzo è semi cotto e infatti si vedono ancora alcune aree rosate. Solo la foto a destra mostra come deve essere l’hamburger ben cotto da servire a tavola. Il colore grigio indica che è stata raggiunta una temperatura adeguata in grado di eliminare eventuali batteri patogeni. La questione non è a sottovalutare, tanto che da anni le catene di fast-food seguono rigidamente questa modalità di cottura, per garantire il massimo livello di garanzia igienica.

 

La stessa regola vale per spiedini e hamburger di pollo. L’altro accorgimento da seguire quando si invitano gli amici per la grigliata, è tenere ben separati i cibi crudi dai cotti e usare posate e piatti diversi per la carne cruda e cotta.

Roberto La Pira

 

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