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Franco Berrino: “La farina bianca è tossica”. Replica Vittorio Krogh dell’Istituto Nazionale dei Tumori “Non è vero”

Franco Berrino
La teoria di Franco Berrino sulla farina bianca nociva viene smentita dall’Istituto dei tumori di Milano

L’epidemiologo Franco Berrino intervistato nel servizio “Farina “veleno” bianco” del programma “Piatti chiari” del 4 novembre 2016 dalla tv svizzera italiana, ha accusato la farina bianca di essere nociva e di favorire diverse patologie come il diabete e persino tumori. La cosa desta una certa perplessità, perché la farina bianca viene assunta ogni giorno da milioni di italiani quando mangiano: pane, brioche, biscotti, pizze, cracker, focacce… Berrino (*), noto al  pubblico italiano per le frequenti apparizioni televisive, non lascia spazio alla fantasia sulla nocività del prodotto. Concetti simili vengono ribaditi anche da Anna Villarini, ricercatrice dell’Istituto Nazionale dei Tumori che successivamente rilancia il pensiero del professore, per cercare di convincere i telespettatori a consumare solo farina integrale.

Abbiamo chiesto a Vittorio Krogh, direttore della Struttura complessa di Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, un parere sulla vicenda. Come prima cosa Krogh precisa che «la farina bianca non è un veleno, non è tossica e che i riferimenti ai suoi effetti tumorali non sono del tutto corretti, e che l’Istituto dei tumori di Milano sposa le tesi del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF) e del Codice Europeo Contro il Cancro 2014. Le tesi  raccomandano di mantenere una dieta sana basata prevalentemente su cereali integrali, legumi, verdura e frutta, ma senza accusare la farina bianca di colpe che non ha».

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La puntata sulla farina della tv svizzera italiana titola: Farina “veleno” bianco

Franco Berrino intervistato nel programma sostiene che “la farina bianca è nociva perché gli abbiamo tolto i componenti che fanno bene alla salute, in particolare le fibre che proteggono l’intestino e poi ha un indice glicemico molto alto. Tutte le volte che noi mangiamo digeriamo gli amidi e assorbiamo il glucosio e sale la glicemia. Se mangiamo la farina bianca la glicemia sale molto rapidamente e questo favorisce molte malattie, favorisce il diabete, favorisce i tumori e favorisce l’obesità“.

Nel servizio televisivo interviene anche Anna Villarini che supporta la tesi della nocività: “la farina bianca… favorirà la formazione di fattori di crescita cellulare e questi fattori di crescita sono molto utili alle cellule tumorali per crescere bene. Sono una specie di concime di queste cellule tumorali“. La giornalista della tv svizzera semplifica il concetto dicendo: “Insomma la farina bianca è un fertilizzante per le cellule tumorali“. La Villarini precisa che “i picchi di insulina fanno sì che si liberino anche dei fattori infiammatori, l’infiammazione cronica favorisce la crescita della massa tumorale perché crea attorno alla massa tumorale un ambiente che ne facilita l’espansione”.

anna villarini
Anna Villarini supporta le tesi di Berrino sulla nocività della farina bianca ma anche lei viene smentita

Krogh smentisce queste affermazioni «Non esistono cibi velenosi, quindi la farina bianca non può essere considerata un veleno, piuttosto va tenuto presente che se il suo consumo è preponderante rispetto all’alternativa integrale, viene ridotto nella dieta l’apporto di componenti benefiche come la fibra». La nota prosegue dicendo che «Per quanto riguarda la trasmissione televisiva in generale i toni del servizio non sono condivisibili… La farina bianca non è un veleno».

riso farina arsenico
Secondo Krogh dell’Istituto tumori di Milano “Non esistono cibi velenosi, quindi la farina bianca non può essere considerata un veleno”

Krogh sulla questione della farina integrale precisa che «La parte dell’intervista riguardante  l’indice glicemico contiene alcune inesattezze o eccessive semplificazioni: l’indice glicemico del pane prodotto con farina integrale può essere simile se non maggiore del pane prodotto con farina raffinata… Ridurre tutto alla dicotomia integrale/raffinato può creare confusione e convincere i consumatori all’equivalenza  integrale = salutare, ma non è cosi: un pane prodotto con farina integrale può avere un indice glicemico altissimo». Krogh continua dicendo che «la pasta prodotta con semola integrale ha lo stesso indice glicemico della pasta prodotta con semola raffinata… Se si vuole abbassare l’indice glicemico della dieta senza pesare sulle tasche della gente e senza generare allarmismi ingiustificati basta consigliare di consumare meno pane sostituendolo con la pasta. Consumare pasta cotta al dente è il modo più efficace di ridurre il suo impatto glicemico». E infine aggiunge «Se i circa 100 grammi di pane consumati al giorno in Italia sono da farine integrali o raffinate questo sposta di ben poco l’apporto di fibre». Questo episodio evidenzia un problema di opinabilità delle teorie scientifiche che si protrarrà fino a che non si arriverà a una certezza finale.

(*) Franco Berrino ormai in pensione, ha lavorato per anni nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano dove attualmente porta avanti un progetto.

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  Roberto La Pira

Roberto La Pira
Giornalista professionista, laurea in Scienze delle preparazioni alimentari

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52 Commenti

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    Sia nella vera Dieta Mediterranea che nelle raccomandazioni dietetiche dell’OMS, ma ormai finalmente in tutte le raccomandazioni dietetiche e salutistiche dei maggiori esperti e ricercatori della nutrizione, la scelta verso i carboidrati complessi integrali è condivisa, contro il consumo degli stessi raffinati, per diverse ragioni più una: la completezza.
    La polemica di Vittorio Krogh contro le raccomandazioni di Berrino, è inopportuna ed irragionevole dal punto di vista medico ed in particolare per il settore oncologico, che dovrebbe avere come primo pensiero la prevenzione alle malattie tumorali.
    I vantaggi di un’alimentazione integrale a partire dai cereali, non è solo per la prevenzione come indica Berrino, ma da questi dimostrato con studi clinici mirati, anche in abbinamento terapeutico oncologico.
    L’affermazione che le farine bianche sono nocive è corretta ed indirizza alla giusta prevenzione.
    Mentre il termine velenosa è una forzatura sia giornalistica, sia scientifica, anche se tutti gli alimenti usati in eccesso possono diventare dannosi, quindi potenzialmente “velenosi”, se causano infiammazione acuta e cronica.

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      Hai studi che indichino come i tumori possano essere favoriti da prodotti raffinati? Puoi dimostrare che il pane e la pasta integrali hanno un indice glicemico più basso dei loro corrispondenti prodotti con farine raffinate?

      Ti ricordo che Berrino è anche quello che sostiene che il latte pure sia un veleno poichè sottrae calcio alle ossa (bugia clamorosa). Ed è lui stesso a definire latte, farina e non mi ricordo cos’altro “veleni”. Non è una forzatura giornalistica, sono le “opinioni” di Berrino.

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      mi sento più vicino alle tesi di Berrino, piuttosto che quelle di Krogh.

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      A sentimento o hai un motivo preciso? PErchè ti ricordo che Berrino è lo stesso che sostiene che anche il latte è velenoso, poichè sottrae calcio alle ossa.

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      Condivido quanto dici, Ezio. Berrino avrà forse esagerato nella scelta dei termini, ma a fin di bene, per svegliare le coscienze da un’alimentazione occidentale dominata da una farina industriale e innaturale.

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    Più escono diatribe come questa più mi convinco che i tumori sono scarsissimamente legati all’alimentazione.

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    Buongiorno,
    nella trasmissione di ieri, 14/11/16, “Indovina chi viene a cena” di Raitre viene spiegato il processo di produzione del pane ed in particolare anche della farina. Sono rimasto completamente ‘spiazzato’ nel vedere che la maggioranza dei prodotti sulla cui etichetta è indicato siano integrali, in realtà non lo sono e che tale informazione ‘errata’ non vìola alcuna legge. Sarebbe possibile avere da voi, così come puntualmente fate, un elenco di prodotti da forno, reperibili nei supermercati, che siano prodotti utilizzando al 100% farine integrali ?.
    Grazie,
    Saluti

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      UP “…Sarebbe possibile avere da voi, così come puntualmente fate, un elenco di prodotti da forno, reperibili nei supermercati, che siano prodotti utilizzando al 100% farine integrali ?.”

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    Il programma non l’ho visto e dall’articolo non è chiaro: quelle di Berrino e della Villarini sono opinioni o alla base ci sono studi a supporto? Lo stesso per Krogh: esprime opinioni o si basa su studi a supporto di quanto sostiene? Sennò diventa una questione di tifo…

    • Roberto La Pira

      Krogh è la persona che indica la linea dell’Istituto dei tumori e smentisce in modo evidente Berrino e Villarini. Non c’è nessun tifo. Questi sono i fatti. Premesso ciò i lavori scientifici ci sono e ognuno sfoggia i suoi

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    Che l farina di grano o altri cereali raffinata sia nociva non ci piove viene privata modificata sbiancata e stabilizzata sia per migliore e duraturo stoccaggio sia per un impatto estetico gradevole.
    ci solo altri motivi tra cui che l’industria di trasformazione chiede prodotti uniformi e standard ora ognuno di noi tragga le sue conclusioni.

    • Roberto La Pira

      Anche l’olio di oliva è raffinato anche tutti gli oli di semi ma non sono nocivi . La farina di grano bianca non è nociva ….ma se si vuole negare la realtà e il parere dell’Istituto dei tumori a tutti i costi …..

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      Forse occuparsi di alimenti non è la stessa cosa che occuparsi di chimica o medicina. In ogni caso, certe affermazioni, mi lasciano davvero di stucco.

      Un prodotto come l’olio di oliva che, raffinato viene estratto l’olio di sansa tramite solventi chimici io credo che bene alla salute proprio non fa.

      Stesso identico discorso per la farina. Il cibo è buono se è naturale altrimenti siamo alle solite…

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      Loris, ma tu hai davvero idea di cosa voglia dire naturale? Le clementine senza semi coltivate bio, secondo te sono naturali? No, perchè nessun albero in natura farebbe mai la fatica di produrre frutti del genere solo per essere mangiati senza altri benefici.
      Naturale vuol dire solo che si trova in natura. La lavorazione della farina per levare il “guscio” (al momento non mi ricordo come si chiama) e altre impurità non la rende necessariamente velenosa o non naturale, non più di quanto lo sia la carne macinata.

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    “Questo episodio evidenzia un problema di opinabilità delle teorie scientifiche che si protrarrà fino a che non si arriverà a una certezza finale.”
    La scienza non è democratica. Non c’è opinabilità calata dall’alto. Se si vuole contraddire qualcosa, in scienza, si fa uno studio controllato, e si confuta dati alla mano.

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      Non sarebbe ora di togliere la parola “scienza” da queste diatribe medicalistiche per perditempo ? Lo “studio controllato” non è altro che uno studio statistico e il fatto che la statistica sia un settore della matematica non autorizza a sostenere che chi la usa abbia capito qualcosa di cosa veramente succeda nell’organismo a seguito dell’ingestione di un alimento. La verità è che fino ad oggi nessuno ne sa nulla, così come nessuno sa nulla di come il cancro si installi e difenda la sua autonomia di organismo separato dal corpo. Punto.

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      Giorgio, la scienza sarebbe il caso di levarla dalla bocca di gente come Berrino. Nessuno ha capito cosa succede veramente in seguito all’ingestione di un alimento? I processi digestivi e di assorbimento sono studiati da anni, e se ne capisce decisamente più oggi che 20 anni fa. Nessuno sa nulla di come il cancro si installi e si difenda? E i nuovi farmaci che attaccano miratamente le cellule tumorali li hanno trovati sotto il tavolo? Ma per piacere. Poi, se vuoi ignorare gli studi fattinegli ultimi 20-30 anni, non è un problema mio, sei tu che hai le fette di prosciutto sugli occhi. Sostenere che migliaia di scienziati che lavorano ogni giorno per trovare una cura per uno o l’altro tumore o che cercano creare molecole sempre più efficaci per la gestione di disturbi e malattie croniche legate alla digestione ed assorbimento dei cibi vuol dire atteggiarsi esattamente come Berrino.

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    Concordo con quanto detto da Ezio, i consigli di Berrino indicano la strada da seguire, certo che usare l’aggettivo “velenoso” è più mediatico, di forte impatto che scientifico, ma se può essere utile a orientare gli indecisi ben venga. In ogni caso, ragionevolmente parlando, una alimentazione ricca di fibre è sicuramente più completa di una priva costituita da alimenti raffinati, di conseguenza sicuramente migliore e ciò senza necessariamente essere scienzati o esperti di nutrizione.

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      L’aggettivo “velenoso” viene usato da berrino. Senza alcuna prova scientifica. E “velenoso” è un termine che ha una valenza ben precisa. Berrino sta spaventando la gente, giocando sulla paura dei tumori e sull’ignoranza (legittima) dei consumatori in termini di apporti nutritivi. Per inciso, le fibre assunte con la farina integrale sono una quantità minima rispetto ad un piatto di verdure ben fatto.

      Quanto ai “consigli di Berrino”, dal momento che non mi sembra avere solide basi scientifiche (come spiegherebbe il suddetto signore che l’indice glicemico di un pane fatto ocn farina integrale potrebbe tranquillamente essere più alto di quello del pane fatto ocn farina bianca?), ne faccio a meno.

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      Berrino NON HA studi in mano che dimostrino ciò che dice, e se deve fare terrorismo additando come veleno ciò che non lo è, vuol dire che non è in grado di portare argomentaizoni migliori. Mi sembra più che sufficiente.
      Con una dieta equilibrata si hanno tutte le fibre necessarie, a prescindere che si usi farina bianca o integrale.

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    Berrino in Italia è stato il primo ricercatore a fare uno studio esteso sull’alimentazione di pazienti oncologiche, con controllo clinico sugli effetti del cibo in abbinamento ai trattamenti farmacologici e come prevenzione.
    Lo studio denominato Diana è ben conosciuto in oncologia e mi meravigliano le critiche di Krogh, proveniente dallo stesso ambiente.
    I principi dietetici in oncologia sono condivisi in tutto il mondo scientifico a partire dal Prof. Veronesi e non serve documentarli perché univoci.
    Forse è proprio Vittorio Krogh (e Jari) che dovrebbero documentarci su queste affermazioni fuori tempo e fuori luogo.
    A procurare nocività nel caso delle farine bianche raffinate, non assimilabili ad un condimento, proprio per il larghissimo consumo che ne facciamo (l’invasione del grasso di palma insegna), sono le carenze causate dalla privazione delle frazioni nutrizionali più importanti contenute nello scarto della raffinazione.
    Una cosa è aggiungere un condimento raffinato al 99% di un alimento completo, altra cosa è alimentarsi prevalentemente tre o quattro volte al giorno di un alimento squilibrato privo di nutrienti essenziali, che dovremo integrare se informati e responsabili.
    E’ come usare Nutella con olio di palma e zucchero raffinato, in abbondanza ai pasti, tre o quattro volte al giorno.

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      Ah, mi mancava l’olio di palma. Lo stavo aspettando. Purtroppo, ezio, è totalmente ot (senza contare che per sostituire l’olio di palma servono coltivazioni più ampie di prodotti che dovranno poi essere idrogenati, e i grassi idrogenati non sono esattamente salutari, ma sorvoliamo).
      La mia non è prevenzione nei confronti di Berrino, è che fa allarmismo chiamando veleno ciò che non lo è. Qualsiasi sostanza risulta nociva, se non mortale in dosi eccessive, ma questo non dimostra nulla, se non che ci vuole una alimentazione equilibrata. Da qui a demonizzare la farina raffinata il passo è lunghissimo.

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    Aggiungo il link della trasmissione “Indovina chi viene a cena” andata in onda ieri 14 Novembre su Rai3, chiarificatrice e completa con la testimonianza del Prof. Alessio Fasano, eminente gastroenterologo della Harvard Medical School, sulla farina raffinata/deprivata ed i danni prodotti.
    http://www.raiplay.it/video/2016/11/Indovina-chi-viene-a-cena-8b995ef7-a23c-4184-aa7c-a23f6dd1f40f.html
    Consiglio vivamente anche a La Pira di vedere questa breve puntata, per informarvi sullo stato dell’arte alimentare del consumo di alimenti raffinati e deprivati, per poter poi eventualmente discutere sulla posizione errata e fuori luogo di Krogh, indipendentemente dai messaggi provocatori per prevenzione di Berrino.

    • Roberto La Pira

      Premesso che Krogh si schiera a favore dei prodotti integrali, il problema è il tono allarmistico e inaccettabile di Berrino che dice cose scorrette ed errate. Parla della farina bianca come cibo che favorisce i tumori!!!!!
      Il servizio di Report l’ho visto ma non sono d’accordo sul tono della giornalista che tende a drammatizzare e tanto meno con Alessio Fasano. Report non è certo la bibbia! C’è il pane buono e la farina buona come pure quello mediocre ma non ha senso dire che tutti usano additivi. Dire che i messaggi di Berrino sono “provocatori per prevenzione di Berrino” mi sembra fuori luogo

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      Aggiungo che Berrino ha spesso un approccio poco professionale ed assolutamente non corretto verso il pubblico.

      Qualsiasi vero ricercatore sa bene che prima di esporre la proprio tesi è fondamentale avere fonti verificate e/o comprovati studi (validati da terzi) e tutte le affermazioni fatte senza queste basi sono pura spazzatura.

      Ad aggravare la situazione c’è il fatto che costui utilizza toni allarmistici ed inappropriati per trovare spazio nei compiacenti mezzi di comunicazione di massa, i quali preferiscono suscitare un facile scalpore nel pubblico piuttosto che fare una vera ed obiettiva informazione.

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      Ho visto quella puntata è il Prof. Fasano mi è sembrato piuttosto chiaro in merito alle farine raffinate e problemi che può dare il glutine e, nei contenuti dell’intervista, mi è parso allarmista almeno tanto quanto il Prof. Berrino. E’ sempre più evidente che siamo difronte all’ingerenza di forti intessi lobbistici, commerciali, ma si continua a negare l’evidenza dei fatti. Detto questo, ognuno mangi quel che vuole, io continuerò a cibarmi del mio squisito e fragrante pane fatto in casa a lunga lievitazione con pasta madre e farine integrali a km0 prodotte da piccoli mugnai.

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      fabrizio_caiofabricius

      Filippo,
      ottima la tua scelta, ma una controllatina analitica alle componenti delle farine integrali del bravo (ma inconsapevole) piccolo mugnaio a km 0 gliela darei, soprattutto se abiti al NORD-ITALIA (al Sud per fortuna i funghi tossigeni vengono GENERALMENTE tenuti a bada dall’aridità climatica….e purtroppo le micotossine non le hanno inventate i lobbisti, anzi per tutto il medio-evo (documenti dal 1000) fino all’800 causavano milioni di morti NATURALE (e bio) in tutta Europa soprattutto continentalee ed erano motivo principale di caccia alle streghe, visto che uno dei primi sintomi di intossicazione era il “comportamento strano” che, ovviamente, nelle donne suonava male…

      L’industrializzazione e il capitalismo sono brutte, bruttissime parole, lo sò, lo sò e condivido, vista la piega terribile che hanno preso negli ultimi anni, ma oltre i cattivoni delle lobbies, queste forme di gestione del lavoro e delle attività umane almeno nell’8-900 alla fine hanno aumentato benessere e qualità e lunghezza della vita di miliardi di persone nel mondo che con l’artigianato e le piccole attività non si sarebbero mai sognate nei secoli precedenti. Certo grazie anche all’illuminismo e ai nobili principi sociali della rivoluzione Francese, ma anche dell’IGIENE e dell’organizzazione e ricerca dell’efficienza e di costi minori anche grazie alla condivisione cooperativistica.

      Non buttiamo anche un sorridente bel bambino con l’ acqua sporca.

      Cibi Integrali si
      Integralismo alimentare no
      Allarmismo giornalistico delle ignorantissime STAR TV a fin di lucrosissimi spot ancor meno

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      @Filippo: secondo te costa di più un pacco di pasta normale o uno di pasta senza glutine?
      Prima di parlare di lobby prova a riflettere sul costo che ha per le tasche dei consumatori l’effetto di una millantata epidemia…

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    fabrizio_caiofabricius

    Non se ne può più di questi fornitori di scandali al servizio permanente dei forcaioli secredenti antikasta.

    Non bastava la rauca androgina di RAI3 che dopo biologico, latte e vino ha pensato di demolire un altro dei pochi settori agricoli italiani con reddittività positiva (GRAVE COLPA DA PUNIRE), il Prosecco…

    All’ennesimo epigono dello scandalismo antiscientifico per sentito dire vorrei replicare che la verità scientifica è complessa e solo centinaia di studi seri e replicati possono dimostrare qualcosa di concreto.

    A differenza delle religioni e superstizioni, poi, la conoscenza scientifica dei processi biologici non indica mai verità assoluta che non esistono, ma si parla di “differenze stisticamente significative” .

    I cereali integrali per esempio sicuramente sono considerati più salutistici per via della permanenza di componenti fibrosi …ma se poi la “trasmissione” decide di creare un altro scandalo-allarme-audience-pubblicità-altro che reddito “solo positivo” per quei 4 sfigati di agricoltori- bè allora parliamo di MICOTOSSINE, METALLI PESANTI E ALTRI INQUINANTI ovviamente concentrati DECINE VOLTE DI PIU’ negli strati più esterni della cariossside e meccanicamente allontanati con il perfido processo di raffinazione.
    DAJE CHE ‘NO SCANDALETTO SE TROVA SEMPRE….

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      Il problema è l’avidità. L’uva prosecco è talmente ben prezzata che si fa di tutto, la si riempie di pesticidi, concimi, pur di farne crescere tanta, troppa, e fare sempre più soldi, a scapito di chi vive in campagna e di chi beve il prosecco, convinto della buona fede di chi fa il viticoltore.

      Statisticamente significative non è una verità assoluta, certo, ma è una verità. Che vogliamo fare, ignorare le statistiche significative? un +80% ipotetico, è significativo, che vuol dire che è fasullo? che sarebbe da ignorare?

      Riguardo metalli pesanti, micotossine, ecc… si tratta di parti per milione. Certo non fanno bene, ma per eliminarle basta attenersi ad un’agricoltura decente, VERAMENTE biologica.
      Abbiamo solo da regolarci, smettere di coltivare e pompare come se non ci fosse un domani, mangiare meno e mangiare meglio e semplice. Meno passaggi fa un alimento, più è salutare.

      Mi sono anche stufato della tesi “La gente deve lavorare” ergo “Continuiamo a coltivare-produrre-vendere ecc… roba che fa male”
      Internet ha privato i produttori e commercianti del monopolio dell’informazione. State solo subendo il nuovo equilibrio tra acquirente e commerciante, altri che “no scandaletto si trova sempre”, c’era solo da far le cose correttamente fin dal principio.

    • Avatar
      fabrizio_caiofabricius

      “State” chi ? Tu per caso sei convinto di essere un buono e “noi” finalmente il perfido e avido nemico da sconfiggere?

      Ci sarebbe da ridere ma non ci resta veramente che piangere.

      Di agricoltura ne capisco sicuramente abbastanza. e non per sentito dire su TELESCANDALO.

      IO (sono una persona , non una S.pA.) ho sempre lavorato onestamente sui cereali e su quelli biologici in particolare molto prima che avessero il meritato successo che hanno: MA ANCHE DEL BIO, oltre che del prosecco, appunto, e del latte e del vino, la giovanna d’arco di RAI 3 ha voluto fare SCANDALO, chè è l’unica via per fare AUDIENCE e miliardi di pubblicità. Incurante dei MILIONI di posti di lavoro e della grande passione dei più.

      Alcune MICOTOSSINE sono CANCEROGENE (secondo lo IARC, non secondo wanna Marchi) già a Parti per BILIONE (miliardi) figuriamoci per milione.

      Ben venga il “nuovo equilibrio fra acquirente e commerciante” che non sto (IO) subendo (MA CHE NE SAI?) ma di cui invece sono attivo autore di proselitismo se però il consumatore RICONOSCE, pagandola, qualità e impegno dell’agricoltore che certa informazione prezzolata e scandalistica invece demonizza in un unico calderone di mezzi delinquenti da “stanare” da “VOI” integerrimi solo con gli altri.

      Insomma raffinare cereali e olio che si fa da secoli (per moltissimi motivi) è un crimine da smascherare, mentre l’accertata pericolosità anche cancerogena degli inquinanti naturali e sintetici delle crusche esterne per il momento si può sottacere.

      Peccato che la verità scientifica sia una sola, ma evidentemente adesso tira di più solo la prima….

      (però basta attendere, le redazioni fameliche di scandali, staranno sicuramente preparando uno SCUUUUUP sui “VOI” ! i perfidi speculatori che con la scusa dell’integrale sterminate poveri ingenui gonzumadori con micotossine e metalli pesanti”….ATTENDERE PREGO)

  11. Avatar

    Gent. Sig. La Pira,

    Berrino è lo scienziato italiano che ha partecipato alla stesura del codice europeo contro il cancro e del WCRF (cioè rappresenta l’Italia quando gli scienziati mondiali fanno le revisioni di tutta la letteratura scientifica mondiale per quanto riguarda il tumore e che permette all’Airc di ottenere i finanziamenti e che ha una certa autorevolezza, è in pensione ma rimane all’Istituto perché i soldi dei finanziamenti sono legati al suo prestigio).
    Berrino dice semplicemente che un tipo di alimentazione provoca sindrome metabolica e/o porta al tumore. (Come conferma Krogh)
    Il 30% dei tumori è provocato dall’alimentazione, il 5% da obesità e il 3% da alcohol.
    Inoltre il cibo ha un effetto sinergico con altre sostanze, nel bene e nel male. Sia per quanto riguarda l’effetto cancerogeno, sia per quanto riguarda la protezione.

    Questo significa NON che la farina bianca abbia un effetto cancerogeno.
    Semplicemente che l’alimentazione basata su cibo inerte (quello industriale) non apporta tutte quelle sostanze protettive necessarie per proteggere dal tumore.

    • Roberto La Pira

      Lei può pensare quello che vuole, ma l’Istituto dei tumori smentisce giustamente le cose dette da Berrino e Villarini nel programma sulla farina bianca. Krogh non ha mai citato il tumore!

  12. Avatar
    fabrizio_caiofabricius

    Il tumore lo “provocano” anche e SOPRATTUTTO agenti “naturali” come i VIRUS (es. da epatite C e B) e molte MICOTOSSINE che si trovano decine di volte di più negli strati “INTEGRALI” della cariosside, insieme ad benefattori come i METALLI PESANTI. Sono evidenze scientifiche arcinote che non si possono sottacere tanto per sparare contro i perfidi raffinatori (anche loro della Kasta, ovviamente SignoraMia)

    BASTA, vi prego BASTA con gli allarmismi un tanto al kilo per fare AUDIENCE.

    La conoscenza scientifica è una cosa seria e non dovrebbe immischiarsi in questa tristissima TV commerciale in mano a professionisti del panico a fin di spot

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    A me Berrino non sta simpatico, è un po troppo talebano, ed è di cattivo gusto chiamare “veleno” la farina bianca, lui ODIA anche il riso brillato per inciso.

    Ma fatemi capire, scende in campo Vittorio Krogh, direttore della Struttura complessa di Epidemiologia e Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, contro il signor Franco Berrino (un utente del blog lo definisce signor) epidemiologo.

    Krogh sostiene che non c’è nessuna controindicazione all’uso della farina 00, men che mai NESSUN legame col tumore.

    Poi a fine articolo, bontà sua l’autore dell’articolo, il giornalista tecnologo alimentare La Pira, ci dice che Berrino ha lavorato per anni nel Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva SEMPRE dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che a quanto leggo su internet ha pure DIRETTO “dal 2002 dirige il Dipartimento di medicina preventiva e predittiva” dello stesso (leggo su internet, se non fosse vero il Krog dovrebbe patrocinare anche una diffida contro costui).

    Io da utente che cerca di informarsi, vedo questo articolo come una guerra per procura….. dei produttori di farina e alimenti industriali che sono già incavolati neri per la nota storia dell’olio di palma…. e che avendo provato quest’estate a comprare paginate in difesa dell’olio di palma creando addirittura una associazione in sua difesa, ora provino il metodo dello screditamento. Visto il fallimento del metodo A, in questo caso su richiesta si passa a screditare un direttore (in pensione, credo) da parte di un direttore dello stesso ente di appartenenza. Il colmo quindi è che la pubblica piazzata sia fatta da funzionari dello stesso ente.

    • Roberto La Pira

      Berrino per troppi anni è andato a ruota libera proponendo strane teorie border line avendo alle spalle l’etichetta dell’Istituto dei tumori. Adesso la situazione è cambiata e quelle strane teorie non hanno più l’etichetta dell’Istituto .

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      Concordo pienamente con le osservazioni, giudizi e conclusioni di Massimo, sugli eccessi di Berrino e per la guerra dei soliti noti che difendono il loro dannoso marketing.
      Ma se Davide non strilla chi lo sente?
      Non certo nell’assordante frastuono pubblicitario del mondo dominato dai Golia.

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    Franco Berrino meno di un anno fa ha firmato, insieme ad una pluralità di colleghi europei, la quarta edizione dell’ ”European Code against Cancer” gratuitamente visionabile a questo indirizzo: http://www.cancerepidemiology.net/article/S1877-7821(15)00070-3/pdf . In tale sede si suggerisce di limitare i “refined starchy foods” (tra cui vi sono le farine bianche) e non di evitarli, il verbo “avoid” è stato usato per altre categorie di cibi, nessuna delle quali è comunque stata considerata un veleno. Questo è quello che Berrino ha firmato. E’ da ringraziare il prof Krogh che fa chiarezza su tali temi, in tale modo si spera che le eventuali opinioni personali di Berrino cessino di godere del supporto del prestigioso Istituto Nazionale dei Tumori.

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    Dopo avere letto questa sequenza di opinioni tra scienza e giornalismo,sia come consumatore che come tecnologo alimentare rimango veramente perplesso.

    Mi sembra questo un modo per confondere ancora di pìù il consumatore.
    Non ho dati per dire se 100 anni or sono, dove la maggior parte dei prodotti agricoli non passava attraverso i processi industriali di adesso, si moriva di più o di meno di tumori dovuti agli alimenti. So però che era molto più diffuso l’uso di prodotti integrali comprese le farine.
    Sarebbe bene approfondire questo aspetto piuttosto che menarsela in questo modo pseudoscientifico!

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    Ricordo a La Pira che è la somma che fa il totale e non un consumo moderato e/o occasionale.
    Da non sottovalutare segnali allarmistici preventivi, anche se un poco forzati, ma che ci devono far riflettere su un consumo quotidiano esagerato, tutto italiano di farinacei raffinati.
    Fasano ha spiegato il danno degli alimenti raffinati con l’azione proinfiammatoria indotta, che se quotidiana, eccessiva e cronica può causare patologie anche gravi.
    Un cucchiaio di Nutella su una fetta di pane integrale fa colazione o merenda, un vasetto intero al giorno……non facciamo allarmismi?
    Comunque tra l’allarmismo di Berrino e la negazione di Krogh, preferisco l’approfondimento della ricerca senza sicurezze imperative da qualsiasi fonte arrivino, vista la realtà sanitaria e l’incidenza nazionale di malattie oncologiche in continua crescita.
    Ultima considerazione dietetica:
    ma dove sono tutti gli sponsor di razza della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’umanità che non contempla affatto consumi smodati e continui di cereali raffinati, conquista solo estetica e tecnologica dell’industria alimentare moderna, agli antipodi del nostro vanto dietetico salutistico nazionale?

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    A mio parere, se il succo del discorso è quello che emerge dagli interventi del direttore di questo blog, sarebbe stato meglio che L’ISTITUTO dicesse che il dott Berrino ha cessato ogni collaborazione con lo stesso e che non rappresenta la voce delle stesso.

    In questo modo invece, eventualmente, l’ISTITUTO, segue il metodo che segue Berrino… esagera come quando Berrino per dire che non si deve assumere quotidianamente cibi con farina non integrale dice che la stessa è VELENO.
    Se “i riferimenti (di Berrino) ai suoi effetti tumorali non sono del tutto corretti” perchè “Le tesi (WCRF) raccomandano di mantenere una dieta sana basata prevalentemente su cereali integrali”? Basterebbe continuare a mangiare cereali non integrali…. E chiaro che se voglio posso mangiare una FIESTA ogni tanto, ma se la mangio fin da piccolo tutte le mattine…. allora mi conviene ascoltare Berrino.

    La comunicazione di Krogh è sbagliata, ma forse non poteva, anche lui, fare di più,in questa faida Istituto Nazionale Tumori…

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    E’ evidente che all’autore dell’articolo Franco Berrino sia antipatico, visto che non è la prima volta che dietro un apparente articolo informativo, ci sia dietro un attacco personale. L’articolo mi sembra assai fuorviante, come le dichiarazioni del nuovo direttore Krogh. Tutto si basa sulla definizione colorita di Franco Berrino che definisce farina bianca “veleno” ma Krogh che dice che nessun cibo è veleno, non è meno colorito, visto che poi esistono funghi velenosi per la presenza di alcaloidi che sono altresi presenti anche in specie edibili e possono essere causa di tossicità più contenute che danno disturbi gastrointestinali, come esistono i polifosfati e nitarti che vengono aggiunti a tanti alimenti e sappiamo essere cancerogeni, non uccidono subito ma espongono le cellule intestinali ad una lenta intossicazione. Lasciando da parte il discorso dell’indice glicemico, che peraltro è riduttivo perchè bisognerebbe parlare anche di carico glicemico, è certo che la farina bianca è raffinata, quindi privata di qualsiasi micro nutriente: gli viene tolto il germe di grano ricco di polifenoli di vitamine di minerali essenziali, aminoacidi essenziale e fibre: ossia togliamo tutto ciò che è necessario all’organismo e al nostro microbiota, che presiede a tante funzioni metaboliche e che influenza il nostro sistema immunitario. Faccio anche fatica a capire perchè Krogh sostenga tanto un prodotto raffinato privato di tutto. Se le indicazione del WCRF e del codice europeo ci dicono di mangiare cereali integrali preferibilmente, visto che la carenza di fibre in generale è un fattore associato a maggior rischio di tumore al colon, perchè questa difesa verso un prodotto industriale sbiancato chimicamente e privato di sostanze utili? Perchè se la dieta mediterranea viene indicata come preventiva, grazie all’uso di cereali non raffinati e in chicco ( la mediterranea originale), incitiamo le persone a consumare cereali raffinati? L’esempio di La Pira sull’olio di oliva è calzante di quanto le persone spesso non conoscano gli alimenti e il reale effetto sull’organismo, in parte spiegato dall’epigennetica: forse lui non sa che l’olio d’oliva non extravergine non ha le proprietà nutraceutiche dell’olio extravergine spremuto a freddo: l’olio d’oliva infatti nella raffinazione perde qualità: ad esempio ha una maggiore acidità che può creare fastidi alla digestione, una perdita consistente di vitamina E e molti polifenoli, come l’idrossitirosolo e l’ oleuropeina) facilmente degradati dal porcesso, ossia perde quei componenti che sono associati al potere nutraceutico di cui invece l’olio EVO è ricco. Questo articolo in definitiva mi sembra inutile e fuorviante, e serve solo ad incoraggiare l’industria alimentare a produrre alimenti con calorie vuote, perchè il pane bianco, non apporta altro che carboidrati ad alto indice glicemico e nient’altro. Concludo che certamente un cittadino, una persona vissuta a Milano faccia assai fatica a capire certe differenze, ma state certi che un produttore agricolo, la farina non la mangia raffinata e l’olio lo vuole solo extravergine, l’altro non esiste neanche se non per tagliare olio commerciali venduti sullo scaffale a 4 euro il Litro.

    • Roberto La Pira

      L’intervento di Vittorio Krog supporta la scelta dei prodotti integrali, ma dice che Berrino sostiene tesi scorrette sulla nocività della farina bianca.
      Franco Berrino meno di un anno fa ha firmato, insieme ad una pluralità di colleghi europei, la quarta edizione dell’ ”European Code against Cancer” gratuitamente visionabile a questo indirizzo: http://www.cancerepidemiology.net/article/S1877-7821(15)00070-3/pdf . In tale sede si suggerisce di limitare i “refined starchy foods” (tra cui vi sono le farine bianche) e non di evitarli, il verbo “avoid” è stato usato per altre categorie di cibi, nessuna delle quali è comunque stata considerata un veleno. Questo è quello che Berrino ha firmato.
      Conosciamo bene la differenza tra olio di oliva e olio extravergine, forse è lei che deve fare un ripasso in quanto l’olio di oliva essendo raffinato e quindi deacidificato, ha un livello minimo di acidità che non può certo creare fastidio alla digestione.

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    Forse siamo arrivati alla comprensione del malinteso contrasto giornalistico: la quantità.
    Se siamo tutti d’accordo che Berrino ha esagerato con la definizione di “velenoso” per l’alimento farina bianca, perché così tanti distinguo sul fatto, che ovviamente lui si riferisca all’altissimo consumo quotidiano di questo alimento tecnologico, raffinatissimo e deprivato di frazioni nutrizionali indispensabili, raccomandate da tutti nei principi dietetici e poi dimenticati nelle scelte e prescrizioni quotidiane?
    Anche da un oncologo come Krogh e per quello che rappresenta?!
    Brava Renata per la completezza ed approfondimento dell’argomento.

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    Berrino, ha ragione, i cereali, non sono alimenti adatti all’uomo, ma agli uccelli e sono ancora più dannosi se sono modificati dall’industria. Fra i “veleni”, c’è anche lo zucchero bianco, il latte, la carne, l’alcool, il caffè e tutti i prodotti di provenienza industriale. Gli alimenti sani, sono quelli di origine naturale…