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Francia, il governo ci ripensa: niente divieto per il biossido di titanio. Era stato promesso entro la fine del 2018

torta glassa dolciDietrofront del governo francese sull’eliminazione del colorante E171, cioè il biossido di titanio, sulla cui sicurezza sono sorti dubbi. Il bando all’uso di questo additivo negli alimenti entro la fine del 2018 era stato promesso lo scorso maggio dal segretario di Stato alla Transizione ecologica, Brune Poirson, che aveva rimarcato come fosse “essenziale interrogarsi sulla reale utilità di una sostanza il cui unico interesse è quello di rendere più bianchi del bianco gli alimenti, mentre ci sono seri dubbi sui rischi per la salute associati alla sua ingestione”.

In autunno, l’eliminazione del biossido di titanio era stata fatta propria anche dal parlamento francese, che l’aveva inserita nella legge sull’alimentazione. Ora, però, il ministro dell’Economia Bruno Le Maire, che ha anche la competenza in materia di Consumi e a cui spetta l’emanazione del decreto di divieto, ha detto che non ci sono le condizioni per un provvedimento di questo tipo. La motivazione, come hanno denunciato su Le Monde diverse associazioni dei consumatori, ambientaliste e della salute, è che “non ci sarebbe alcune pericolo serio o immediato per attivare la clausola di salvaguardia a livello europeo”.

Il biossido di titanio è comunemente usato, in parte sotto forma di nanoparticelle, come pigmento per conferire un aspetto bianco brillante e liscio a pasticcini e confetteria o per opacizzare yogurt e gelati. L’attenzione francese ai possibili rischi sanitari di questo additivo nasce da uno studio condotto su animali dall’Istituto nazionale francese per la ricerca agronomica (Inra), pubblicato nel gennaio 2017 dalla rivista Scientific Reports, secondo cui l’esposizione cronica a questa sostanza, tramite la sua ingestione, “provoca stadi precoci di cancerogenesi”. Lo studio aveva riscontrato lesioni precancerose al colon nel 40% degli animali coinvolti nel test dopo cento giorni. Tuttavia, aveva affermato l’Inra, allo stato attuale i risultati dello studio non sono direttamente applicabili all’uomo.

Nel successivo mese di aprile, l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione (Anses) aveva pubblicato il proprio parere sulla sicurezza dell’E171, affermando che “è necessario condurre, secondo modalità e un calendario da definire, gli studi necessari per una perfetta caratterizzazione dei potenziali effetti sanitari legati all’ingestione”. Il parere dell’Anses era stato richiesto dai ministri dell’Economia, della Salute e dell’Agricoltura del governo francese, dopo lo studio dell’Inra.

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La Francia ha deciso di non vietare l’uso dell’additivo E171 biossido di titanio, sulla cui sicurezza erano sorti dubbi

Cinque mesi dopo, nel settembre 2017, il mensile 60 millions de consommateur ha pubblicato i risultati dei test condotti su diciotto dolciumi particolarmente popolari tra i bambini, che in etichetta indicavano correttamente la presenza del colorante E171, cioè del biossido di titanio: tutti i prodotti contenevano il colorante sotto forma di nanoparticelle e ciò avrebbe dovuto essere indicato in etichetta con la dicitura “nano”, cosa che nessun produttore aveva fatto.

In seguito a questi test, il governo francese aveva sollecitato il completamento, da parte dell’Anses, del lavoro di raccolta di tutti i dati disponibili sul biossido di titanio negli alimenti, come si era impegnata a fare, e lo scorso febbraio aveva chiesto alla Commissione europea di sospendere l’uso del biossido di titanio e di rivalutare i suoi impatti. Ma alla fine non è successo niente.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Registro una ipersensibilità verso tutte le iniziative francesi, ma altri paesi europei altrettanto attivi in tema alimentare ed ecologico come la Germania, la Danimarca e la Svezia cosa fanno?