Home / Pianeta / La Francia vieta le gabbie per le galline ovaiole, dal 2022 solo uova fresche deposte all’aperto. Il divieto solo per le uova vendute al dettaglio, ma non per i prodotti trasformati

La Francia vieta le gabbie per le galline ovaiole, dal 2022 solo uova fresche deposte all’aperto. Il divieto solo per le uova vendute al dettaglio, ma non per i prodotti trasformati

uova gallineMantenendo fede a quanto aveva promesso in campagna elettorale il presidente Emmanuel Macron, il ministro dell’Agricoltura francese ha dichiarato che dal 2022 nel paese transalpino sarà vietata la vendita al dettaglio di uova provenienti da galline allevate in gabbia e sarà consentita solo quella di uova da galline allevate all’aperto. Nelle parole del ministro (En 2022, les œufs dit «coquilles» – en boîtes ou en vrac – seront issus d’élevage de plein air et plus d’élevage en cage) mancano le uova delle galline allevate a terra ma al chiuso, che non sono comprese né tra quelle vietate né tra quelle che saranno consentite. Bisognerà quindi aspettare il provvedimento legislativo per capire la reale portata delle nuove norme. Il consumo delle uova di galline allevate in gabbia continuerà comunque ad essere consentito per il loro uso nei prodotti trasformati.

In un’intervista a Europa 1-CNEWS-Les Echos, il ministro Stéphane Travert ha spiegato che i quattro anni prima dell’entrata in vigore del divieto serviranno ai produttori per adeguarsi alle nuove norme, anche se un po’ alla volta gli allevamenti in gabbia stanno già diminuendo. Attualmente, il 69% delle uova prodotte in Francia proviene da allevamenti di galline in gabbia, il 6% da galline allevate a terra, il 18% all’aria aperta e il 7% da agricoltura biologica. La Francia è il maggior produttore europeo di uova con 14,3 miliardi l’anno, di cui il 70% viene venduto al dettaglio e il 30% utilizzato negli alimenti trasformati.

Come riferisce Le Figaro, alcune catene di distribuzione francesi hanno già assunto iniziative autonome. Monoprix non vende uova da galline in gabbia già da due anni, Intermarché e Carrefour prevedono di farlo dal 2020, mentre Auchan, Lidl, Metro e Leclerc, che si erano dati come obiettivo il 2025, dovranno accelerare i loro piani.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Ciao, grazie molte dell’articolo, l’ho letto con attenzione e mi è piaciuto.