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La Francia vieta l’importazione di ciliegie trattate con l’insetticida dimetoato (utilizzato l’anno scorso per 120 giorni in Italia)

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La Francia ha deciso di vietare l’importazione di ciliegie provenienti da paesi in cui è autorizzato il trattamento con il dimetoato

La Francia ha deciso di vietare fino alla fine dell’anno l’importazione di ciliegie provenienti da paesi in cui è autorizzato il trattamento con il dimetoato, un insetticida della classe dei fosforganici, che Parigi ha vietato sul proprio territorio dal mese di febbraio. Sono escluse dal divieto le ciliegie biologiche. Il provvedimento è motivato dal fatto che, secondo la Francia, i  residui del dimetoato attualmente consentiti, “non sono probabilmente sufficienti per assicurare la protezione dei consumatori”. Il paese, che importa ciliegie principalmente da Italia, Spagna e Turchia, è l’unica nazione europea ad aver adottato questo provvedimento restrittivo.  Nella riunione di metà aprile del comitato permanente dell’Ue per le piante, alimenti e mangimi si è discussa la richiesta di vietarne l’utilizzo su frutta e verdura in tutta l’Unione europea e di vietare la vendita delle ciliegie trattate. La Francia ha però sostenuto la propria posizione forte del parere emesso due giorni prima dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)  secondo cui “i dati non sono sufficienti per escludere chiaramente un rischio per i consumatori”. La Commissione Ue si è dichiarata contraria alla richiesta di misure di emergenza, sostenendo che nel parere dell’Efsa non vengono fornite le basi per sostenere che esiste un serio rischio per la salute.

pesticidi
Secondo l’Efsa “i dati non sono sufficienti per escludere chiaramente un rischio per i consumatori” derivato dai residui di dimetoato

Il 21 aprile, il governo francese ha quindi deliberato il divieto d’importazione di ciliegie da paesi che  autorizzano il trattamento con il dimetoato, per combattere un parassita particolarmente virulento, la Drosophila suzukii, in grado di distruggere i frutti. Il ministro dell’agricoltura, Stéphane Le Foll, ha spiegato che il provvedimento protegge i consumatori e difende l’interesse dei produttori. In un comunicato, il ministro francese afferma che, ad oggi, anche Spagna, Italia, Grecia e Slovenia hanno annunciato l’intenzione di non autorizzare il dimetoato sulle ciliegie. In Italia, nel 2015 il Ministero della salute ne ha autorizzato l’utilizzo sul ciliegio per 120 giorni.

Come la maggior parte degli insetticidi fosforganici, il dimetoato è un principio attivo neurotossico, nocivo per l’uomo per ingestione, inalazione e per contatto con la pelle. La  tossicità si esplica sul sistema nervoso centrale e simpatico e su quello periferico, agendo sulle connessioni sinaptiche e sulle terminazioni neuromuscolari.

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  Beniamino Bonardi

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4 Commenti

  1. Avatar

    Chissà quanti le comprerebbero ancora se accanto al prezzo ci fosse scritto “ciliege trattate con dimetoato per 120 giorni all’anno, un principio attivo neurotossico, nocivo per l’uomo per ingestione, inalazione e per contatto con la pelle. La tossicità si esplica sul sistema nervoso centrale e simpatico e su quello periferico, agendo sulle connessioni sinaptiche e sulle terminazioni neuromuscolari.”

    365 giorni all’anno bio!

    • Avatar
      COSTERNI CLAUDIO

      Io no di certo, non le comprerei.

      Ultimamente in un Supermercato della mia zona nord-est Friuli VG, ho smesso di acquistare le usuali buone e croccanti mele Fuji, quelle che preferisco da sempre.
      Da un po’ di tempo mangio le mele senza sbucciarle dopo averle lavate a mano in acqua tiepida, ma queste Fuji (non bio) avevano un sapore sgradevole sulla buccia e lo percepivo a lungo dopo averle mangiate.
      Mangiate a stomaco vuoto ho sentito almeno un paio di volte un leggero malessere a livello mentale per un paio d’ore.
      Un più uno fa due per me.
      Eliminate!
      Avrei voluto farle analizzare da qualcuno per sapere con che veleno erano state trattate!

      Anch’io acquisto bio, ma non sempre, ma la possibilità di scelta è davvero modesta e non sempre nel piccolo negozio locale che vende bio, la roba è fresca e di ragionevole qualità e sapore.

      E vado anche nella vicina Austria che spesso offre una scelta molto più ricca e variegata.

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      condivido appieno!

  2. Avatar
    giovanni sindona

    Perché non informate i consumatori che il dimetoato era autorizzato in Italia nell’agricoltura biologica(!!!) dell’olivo??