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La Danimarca discute un’etichetta sull’impatto climatico degli alimenti. Una nuova sfida

etichettaIl governo danese sta progettando un’etichetta che indichi l’impatto climatico dei prodotti alimentari, in collaborazione con le industrie del settore. I prodotti alimentari verrebbero contrassegnati con adesivi che mostrano il loro impatto ambientale, secondo una proposta contenuta in un nuovo pacchetto sul clima del governo, come riferisce il quotidiano danese in lingua inglese The Local. “Vogliamo dare ai consumatori i mezzi per valutare nei supermercati l’impatto ambientale dei prodotti”, afferma il ministro per l’Ambiente Lars Christian Lilleholt, secondo il quale c’è “una richiesta di conoscenza su come i singoli consumatori possono contribuire a migliorare il clima mondiale”.

La proposta è sostenuta dagli imprenditori riuniti nel Consiglio danese dell’agricoltura e degli alimenti (Dafc), secondo il quale la questione non è semplice, perché “potrebbe essere necessario valutare l’impatto ambientale rispetto al valore nutrizionale del prodotto. Una bottiglia di soda può avere un basso impatto ambientale, ma non è un prodotto con cui puoi vivere”.

In una dichiarazione alla CNN, il direttore del DAFC, Morten Høyer, ha evidenziato anche un’altra difficoltà, se si vuole “sviluppare un’etichetta accurata. Dobbiamo includere ogni informazione in modo che prodotti come i sostituti vegetali della carne macinata, abbiano informazioni sull’impatto climatico della soia nel prodotto che viene prodotto in Sud America. Cose come queste sono difficili da calcolare, quindi abbiamo davanti a noi una bella sfida, prima di poter dire con certezza che abbiamo la soluzione giusta per un’etichetta climatica”.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Claudio Buttura

    Come sempre le Nazioni nordiche s’impegnano su questo terreno prima di altre; in questo caso, però, temo che non serva a molto.
    Bisogna invece cancellare le multinazionali o, in alternativa, obbligarle con la forza (es. con multe a dieci zeri) a modificare le loro ignobili e deleterie strategie di mercato.