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Yogurt Nestlé con pezzetti di vetro: l`ennesima bufala corre in rete e crea inutile allarmismo

 Attenzione! Avviso importante a tutti i genitori! Nestlé sta chiedendo di restituire gli alimenti per bambini alla banana con scadenza 2012

 E’ questo il testo della bufala che ha occupato per qualche giorno la rete, focalizzando l’interesse di migliaia di mamme. Come sempre accade quando si inventa una notizia, il segreto è miscelare storie vere e inventate creando un cocktail convincente. Quando la bugia comincia a diffondersi è però difficile arginarla, anche intervenendo subito, come ha fatto Nestlè con un comunicato datato 14 luglio, dove spiega che  una partita di  yogurt P’tit Pot alla banana – vedi foto – con pezzetti di vetro  è stata ritirato in Francia due settimane fa ma che l’Italia non è stata minimamente coinvolta.

Purtroppo la bufala  ha fatto breccia e in poche ore si è creato allarmismo. La presenza di corpi estranei nei prodotti  è un incidente che capita con una certa frequenza nelle aziende alimentari, come si può constatare esaminando le allerta evidenziate ogni settimana sul bollettino del Rasff.

Certo i consumatori vorrebbero sempre e giustamente prodotti senza problemi, ma questo succede solo nelle favole. Gli incidenti relativi ai corpi estranei sono un problema e il sistema di allerta europeo è in grado di intervenire tempestivamente ogni qual volta viene segnalato un problema  informando tutti i paesi.

Se il lotto  sospettato di contenere pezzetti di vetro fosse stato venduto anche in Italia, Bruxelles avrebbe informato immediatamente le autorità sanitarie  italiane  e la  Nestlè avrebbe ritirato i vasetti come è accaduito in Francia.

Per rendersi conto  di come funziona il sistema di allerta europeo basta scaricare gratuitamente il  dossier  “Che cosa c’è nel piatto: il vetro, il topo, l’insetto. Verità e leggende sul cibo metropolitano”.

Il  dossier  spiega come funziona il sistema di allerta e di sicurezza in Italia e in Europa,  racconta le bufale divulgate in rete e sui giornali (latte pastorizzato 5 volte, hamburger che non ammuffiscono mai,  la favola dell’invasione del pomodoro cinesi, il pesce Pangasio inquinato), focalizza  l’attenzione  sulle false notizie pubblicate dai media (cancellata la legge sui cibi adulterati, etichetta di origine obbligatoria….) e sulle furberie inventate da alcuni produttori per fare business.

Un capitolo è dedicato  agli spot e ai messaggi pubblicitari ingannevoli firmati da grandi aziende come: Lazzaroni, Coca-Cola, Kilocal, Danacol … censurati dall’Antitrust e dal Giurì. Si tratta di sentenze che i giornali di solito non pubblicano per motivi di opportunità.

 

Il dossier si può scaricare gratuitamente cliccando qui  oppure  dalla pagina di Facebook  curata da ilfattoalimentare.it..

 


 

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