Dal 17 gennaio 2026, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo decreto del Ministero della Salute, è scattato il divieto assoluto per i medici di prescrivere e per i farmacisti di allestire preparazioni galeniche dimagranti contenenti paroxetina. Il provvedimento riguarda, più in generale, qualsiasi principio attivo appartenente alla classe degli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI).
Il provvedimento colpisce una pratica diffusa ma controversa: l’impiego di farmaci nati per trattare la depressione e i disturbi d’ansia all’interno di miscele magistrali personalizzate, preparate dai farmacisti su prescrizione medica per favorire la perdita di peso. Ora, ai medici è vietato prescrivere queste sostanze per tale finalità e ai farmacisti è proibito allestire i relativi preparati. Finisce così una pratica da tempo sotto osservazione: l’impiego di farmaci antidepressivi in miscele magistrali destinate alla perdita di peso, spesso presentate ai pazienti come soluzioni ‘su misura’.

Le ragioni del divieto per le preparazioni a base di paroxetina
Alla base della decisione c’è il parere della Commissione Scientifica ed Economica (CSE) dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che ha valutato le evidenze disponibili e la letteratura scientifica. Il giudizio è netto: per l’uso dimagrante, il rapporto beneficio/rischio degli SSRI è sfavorevole. Secondo la Commissione non esiste un dimostrato effetto dimagrante di queste sostanze. C’è di più l’impiego di SSRI in galenici personalizzati espone a gravi rischi di interazione farmacologica, specialmente quando combinati con altri componenti spesso presenti in queste miscele.
Anche il Consiglio Superiore di Sanità ha rafforzato questa linea, raccomandando il potenziamento del monitoraggio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità sulle prescrizioni e sollecitando una comunicazione specifica a medici e farmacisti sui rischi della ‘poli-associazione’.
Già in passato, il Ministero aveva dovuto intervenire per limitare l’uso di sostanze psicoattive spacciate per coadiuvanti della dieta. Questi farmaci venivano spesso inseriti in ‘cocktail’ percepiti erroneamente come sicuri dai pazienti solo perché preparati in farmacia, ma che in realtà nascondevano derive terapeutiche controverse.
Cosa resta consentito?
È fondamentale precisare che il divieto riguarda esclusivamente lo scopo dimagrante. L’AIFA chiarisce che resta ferma la possibilità di utilizzare preparazioni magistrali a base di paroxetina o altri SSRI per le indicazioni terapeutiche autorizzate (come depressione o disturbi d’ansia), laddove le formulazioni industriali già disponibili in commercio non siano idonee alle necessità specifiche del paziente.
© Riproduzione riservata Foto: Depostiphotos


