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Le sette diete dimagranti da evitare secondo Altroconsumo. Per perdere peso è sempre meglio rivolgersi a un professionista

A pair of female feet on a bathroom scaleSpopolano in libreria e sono protagoniste di riviste. Vengono discusse nei salotti televisivi e diffuse da influencer sui social media. Stiamo parlando delle diete dimagranti, regimi spesso molto popolari che però a volte richiedono l’acquisto di prodotti e kit costosi, sono molto rigide e difficili da seguire, e talvolta sono inutili e dannose. Come spiega Altroconsumo, che ha analizzato i 25 regimi dietetici più o meno famosi, mettendone in luce pro e contro.

Per prima cosa, ricorda Altroconsumo, bisogna capire se una dieta dimagrante è veramente necessaria. I media e i social, infatti, impongono un modello di bellezza occidentale caratterizzato da un’estrema magrezza che spingono molti – soprattutto giovani donne e ragazze – a intraprendere diete dimagranti anche quando sono perfettamente normopeso. Per capire se, invece, è opportuno perdere qualche chilo, può essere utile calcolare il proprio Indice di massa corporea (Imc). In caso di sovrappeso accertato, la scelta migliore sarebbe quella di rivolgersi a un nutrizionista qualificato – medico dietologo, dietista o biologo nutrizionista – per farsi stilare un programma dietetico su misura.

Nutritionist with female patient
Se si intende intraprendere una dieta dimagrante è sempre meglio rivolgersi a un professionista qualificato

Tornando alle diete dimagranti più famose, tra le 25 analizzate da Altroconsumo, sette sono state giudicate “pessime” e quindi da evitare. Tra di esse spiccano alcuni tra i più famosi e popolari regimi dietetici degli ultimi anni: si tratta infatti delle diete Atkins, del gruppo sanguigno, Dukan, Fast, paleodieta, Lemme e South Beach.

La Atkins, una dieta chetogenica caratterizzata da un programma in quattro fasi, per esempio porta a una diminuzione rapida del peso, ma ha un pessimo equilibrio nutrizionale (apporto molto basso di carboidrati), quindi può essere seguita solo per periodi di tempo molto limitati e preferibilmente sotto controllo medico. In più è molto costosa ed molto difficile da trasformare in un’alimentazione equilibrata una volta raggiunto l’obiettivo di peso. La Dukan, come la Atkins, è una dieta chetogenica strutturata in quattro fasi, ma anche iperproteica e ipocalorica. Secondo la valutazione di Altroconsumo la dieta Dukan favorisce l’acquisizione di abitudini alimentari scorrette, con l’eliminazione di intere categorie di alimenti e macronutrienti in alcune fasi del programma, e se protratta a lungo può essere dannosa. È anche molto costosa.

dieta chetogenica
Tra le diete dimagranti sconsigliate da Altroconsumo ci sono regimi che limitano fortemente l’apporto di carboidrati

Anche la paleodieta è un regime iperproteico (ma non chetogenico) basata sull’alimentazione che, sostiene il suo inventore Loren Cordain, avrebbero seguito gli uomini prima dell’invenzione dell’agricoltura. Questa dieta potrebbe far assumere abitudini alimentari scorrette, secondo Altroconsumo, e rappresentare un rischio per la salute se seguita per lunghi periodi. Un’altra dieta iperproteica e ipocalorica è la South Beach, un regime in tre fasi, che prevede l’esclusione dei carboidrati. Anche in questo caso c’è il rischio di sviluppare abitudini alimentari scorrette e di danni alla salute se la dieta viene protratta a lungo.

La dieta dei gruppi sanguigni, invece, si basa sull’eliminazione di specifici alimenti in base, come dice il nome, al gruppo sanguigno delle persone: una teoria priva di alcun fondamento scientifico. Escludere intere categorie alimentari, inoltre, espone al rischio di carenze nutrizionali. La dieta Fast (dove la parola inglese “fast” significa “digiuno”), è un programma che prevede due giorni di semi-digiuno a settimana, con una restrizione calorica al 25% dell’apporto energetico raccomandato. Come la dieta dei gruppi sanguigni, è basata su teorie senza sufficiente supporto scientifico, spiega Altroconsumo, e non prevede alcuna regola per bilanciare i nutrienti: di fatto, l’alimentazione negli altri cinque giorni è totalmente libera, mentre per i due giorni di semi-digiuno ci sono solo alcune raccomandazioni. La dieta, inoltre, è difficilmente praticabile e il mantenimento del peso probabilmente è difficile.

woman keeping a diet and eating carrot in the kitchen
La dieta Fast prevede due giorni di semi-digiuno alla settimana, senza alcuna regola per bilanciare i nutrienti

La dieta Lemme è un controverso regime personalizzato (inventato dal farmacista Alberico Lemme) basato sul presupposto che l’accumulo di grasso sarebbe dovuto esclusivamente all’insulina e per questo sarebbe necessario eliminare zucchero, carboidrati e sale. Il regime è considerato pessimo perché scoraggia attivamente l’adozione di stili alimentari scientificamente riconosciuti come positivi, come la dieta mediterranea, e professa l’inutilità dell’attività fisica. Inoltre, non è bilanciata a livello nutrizionale  promette perdite di peso rapide senza sforzo.

Le altre 18 diete analizzate da Altroconsumo hanno ottenuto giudizi che vanno dal “buono” al “mediocre“. L’unico regime ad ottenere una valutazione buona è la dieta Carb’s Lover, che non dovrebbe mettere a rischio di carenze nutrizionali, tutte le altre si dividono tra “accettabili”, tra cui figura la nota dieta dell’indica glicemico, e “mediocri”, come le popolari Pesoforma, Tisanoreica e Zona. In ogni caso, è importante ripetere ancora una volta che per perdere peso, la scelta migliore resta sempre quella di rivolgersi a un professionista.

Per maggiori informazioni sulle altre diete clicca qui.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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11 Commenti

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    Tonino Riccardi

    Non c’è verso. Anche dopo questa pandemia di covid19 la gente non lo vuole capire. La dieta fai da te. persone che credono di essere dei medici. Ogni persona è un mondo. Oltretutto il medico di base non costa niente. Ti fa un’impegnativa per il medico dietologo e no gli costa niente. Però devono farsi la dieta loro. Per me è incomprensibile. Qualcuno ha una spiegazione ?

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      Antonio Pratesi

      Questa è un’ottima osservazione!
      Il problema è che i servizi di dietetica ospedalieri, quando presenti, non hanno personale sufficiente. Inoltre i trattamenti sono seri, bilanciati e progressivi senza risultati spettacolari come con altri trattamenti a pagamento (diete chetogeniche o low carb). La pubblicità fa credere che ci siano scorciatoie, le persone seguendo queste scorciatoie perdono peso rapidamente (acqua e muscoli oltre al grasso) e credono di aver trovato la formula magica.
      Il paziente dice al medico dietologo ospedaliero: “dottore con la sua dieta non perdevo peso, invece con la T…. (un tipo di dieta chetogenica) che ho preso in farmacia sono calato!”
      E’ un mondo alla rovescia dove i ciarlatani prosperano.

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    Tranne i casi patologici, per il resto le diete sono inutili e sono una assurdità relativamente moderna. Per il 95% delle persone basterebbe alzarsi e correre.
    L’essere umano ha imparato a mangiare secoli/millenni fa, ha imparato a seguire la stagionalità, ecc. nell’ultimo secolo invece, dal punto di vista alimentare, a me pare che l’essere umano medio (soprattutto occidentale) sia in caduta libera, abbia invertito il trend, non sa mangiare, non sa cucinare, non sa fare la spesa, non conosce nulla del cibo che compra, è imboccato dalle industrie, ma però è sempre pronto a seguire le mode e le diete di turno, cambiandole di stagione in stagione…inutilmente e privandosi di uno dei piaceri della vita: mangiare bene.

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    Altroconsumo è una rivista eccellente e quasi unica nel panorama editoriale italiano. Ma quando periodicamente affronta questo argomento, non so perché, si perde nei falsi bias legati, appunto, al tema delle diete. Esistono ormai centinaia di articoli scientifici sulle diete chetogeniche eppure è come se non esistessero affatto. Per non parlare dei carboidrati, da dove esce “una carenza da carboidrati” proprio non si sa (occorre leggere l’articolo completo), poiché non esistono, di fatto, carenze di questo tipo. Rimane interessante il fatto che, perlomeno, qualcuno può trarre spunto dall’articolo per approfondire le tematiche, complesse e poco note legate al mondo delle diete.

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      Tonino Riccardi

      Caro Gianni hai scritto tante…belle parole ma ti sei dimenticato la più importante. Prima di fare una dieta andate dal vostro medico di famiglia. Non costa niente. Non lo volete capire ???

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      Tonino Riccardi, i medici di base, ad eccezione di quelli specializzati in dietologia, non hanno una formazione in nutrizione, non sono previsti esami di dietetica e quant’altro nel loro percorso accademico. E spesso propongono diete stilate con software a pagamento che non hanno nessuna valenza, non sanno neanche come si usa un bioimpedenzionetro e, spesso, non sanno leggere il grafico che ne deriva. Meglio rivolgersi sempre ad un nutrizionista, un dietologo o una dietista. Queste sono le tre figure chiave che offre l’ordinamento italiano.

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      “Esistono ormai centinaia di articoli scientifici sulle diete chetogeniche ”

      Esatto, bravo, e tutti senza eccezione (quelli seri, non quelli dei venditori di prodotti dietetici) evidenziano in modo chiarissimo che si tratta di diete pericolose e dannose, specialmente per i reni, squilibrate dal punto di vista nutrizionale, e dal punto di vista pratico del tutto inutili perché portano al cosiddetto “rimbalzo” ossia all’immediata ripresa del peso (e spesso al suo superamento) non appena si termina la dieta (che per evitare gravi danni alla salute deve essere breve) e si riprende la nutrizione equilibrata.

      Di fatto l’unica dieta che una persona di buon senso possa adottare, sempre che per motivi di salute un nutrizionista specializzato non gliene prescriva una differente, è la mediterranea, equilibrata e ricca di tutto ciò che serve, riducendo leggermente ma costantemente (non, oggi digiuno e domani mi strafogo) l’apporto calorico quotidiano e aumentando l’attività fisica, anche solo andando a piedi in ufficio (no, il monopattino non fa dimagrire), prendendo le scale e non l’ascensore, andando a ballare…

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      Altroconsumo va bene quando si parla di lavatrici. E solo perché non sono un esperto di lavatrici. Perché ho il timore che se fossi un esperto di lavatrici, troverei delle magagne enormi.
      Insomma, Altroconsumo è come Report: sembra tutto bellissimo, finché non parlano di qualcosa che conosci.
      Io ne so abbastanza di alimentazione e di vino. Quando Altroconsumo parla di alimentazione e vino, c’è da mettersi le mani nei capelli. Per quale motivo dovrebbe essere affidabile in TUTTI gli altri ambiti?
      La verità è che, volendo occuparsi di tutto, in molti casi la qualità è più che discutibile.

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    Tonino Riccardi

    Antonio Pratesi. Esatto. Ciarlatani. Non è questo il contesto ma direi a qualsiasi livello.

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    Tonino Riccardi

    Andrea Tibaldi ne sa di alimentazione ? I titoli ? Almeno ci mettiamo il cuore in pace e non pensiamo al solito laureato all’Università della vita. Grazie.

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