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La dieta chetogenica non fa bene al microbiota. Per l’intestino meglio un regime flexitariano

dieta sodieta chetogenicaLa dieta chetogenica è basata su un elevato quantitativo di proteine e grassi animali e un bassissimo contenuto in amidacei e zuccheri. Questo regime può aiutare a perdere perso, ma è associato a significative modifiche nella composizione della microbiota intestinale. Analogamente, la dieta vegana e quella definita americana, molto ricca in alimenti ultra-trasformati, provocano una perdita di varietà del cibo che invece è importante mantenere. La cosiddetta dieta flexitariana, che prevede tutte le tipologie di cibi nelle giuste proporzioni, è invece la migliore, da questo punto di vista.

Questa la conclusione di uno studio condotto in collaborazione dai ricercatori di Danone Nutricia Research, un centro di ricerca dell’omonima azienda in Francia, con quelli dell’Università della California di San Diego, appena pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. Gli scienziati hanno valutato i dati di 1.800 persone che stanno tuttora partecipando a una ricerca chiamata American Gut Project – Microsetta Initiative, lanciata proprio dall’università californiana con lo scopo di valutare la composizione del microbiota intestinale in un’ampia popolazione di volontari di numerosi Paesi. Lo scopo è  tracciare una mappa il più possibile completa e stabilire le associazioni con le diverse abitudini alimentari (per il continente europeo esiste una sezione coordinata dal Regno Unito).

DASH flexitarian mediterranean diet to stop hypertension, low blood pressure
Lo studio promuove la dieta flexitariana, a base vegetale ma con modeste quantità di cibi animali, come la migliore per il microbiota

In base alle abitudini alimentari, gli autori hanno individuato cinque tipi di dieta:

  • a base vegetale: è l’alimentazione dei vegetariani e dei vegani, che esclude totalmente o parzialmente le proteine animali e che, rispetto alle altre, è particolarmente ricca di fibre, in quanto incentrata appunto su frutta e verdura;
  • flexitariana: regime che prevede molta frutta e verdura e latticini, senza escludere la carne, che tuttavia ha un ruolo marginale;
  • dieta definita dell’americano coscienzioso: un’alimentazione che, pur essendo ricca di zuccheri, amidi raffinati e povera per quanto riguarda i vegetali freschi, prevede anche frutta secca a guscio, fibre integrali e latticini;
  • dieta americana standard: la dieta peggiore, con il suo alto contenuto di zuccheri (molti dei quali provenienti dalle bevande e dai dolci), ultra-trasformati, grassi animali e la scarsa presenza sia di vegetali freschi che di fibre;
  • la dieta di esclusione: il regime alimentare a cui appartiene la dieta chetogenica e che, appunto, esclude intere categorie di nutrienti (soprattutto gli zuccheri, semplici e complessi) a vantaggio di altre (le proteine e i grassi animali), creando volutamente uno squilibrio.
Healthy food high in protein
Nelle diete a bassissimo contenuto di carboidrati, come la chetogenica, si assiste a una riduzione dei bifidobatteri nell’intestino

I ricercatori  hanno analizzato, con un’indagine genetica, la composizione del microbiota dei partecipanti e hanno scoperto che a contare è l’alimentazione nel suo insieme, più che una singola classe di nutrienti. Poi hanno visto che la dieta chetogenica è collegata a una ridotta presenza di bifidobatteri che sono molto presenti nel microbiota  per il mantenimento di un equilibrio ottimale e per molteplici reazioni metaboliche. Per quanto riguarda le altre diete, la peggiore è risultata essere quella americana standard. La dieta a base vegetale, pur essendo positiva per l’elevato contenuto in fibre, impoverisce la varietà del microbiota, rendendolo meno eterogeneo. La migliore è la flexitariana, che preserva la varietà delle specie proprio grazie alla molteplicità di alimenti ammessi. 

In generale, secondo gli autori, più una dieta è varia e comprende anche molta frutta e verdura, latticini (meglio se fermentati), cereali integrali ricchi di fibre e proteine animali (anche se in quantità limitate), meglio sta il microbiota. Esistono insomma abitudini e regimi alimentari più o meno positivi per il microbiota. Secondo gli autori, bisognerebbe ricordarsene quando si opta per una dieta chetogenica o per altri regimi che volutamente sbilanciano l’apporto di intere categorie di alimenti. Dal punto di vista terapeutico, infine, le informazioni raccolte potrebbero aiutare a formulare programmi alimentari personalizzati e volti a riequilibrare le disbiosi agendo solo su ciò che si mangia.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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6 Commenti

  1. Invece di ricorrere a definizioni che ricordano diete folli come la keto, la nocarb, row food, iperproteica… sarebbe meglio chiamare col suo nome l’unica dieta equilibrata e completa, la dieta mediterranea, che non elimina alcun cibo e quindi non solo non ci priva di elementi e vitamine essenziali ma ci consente anche di mantenere un rapporto anche mentalmente sano ed equilibrato con il cibo, che non è solo “carburante” ma anche “fonte di piacere”, fustigarsi con gambi di sedano e acqua tiepida a ogni pasto invece di concederci il piacere di una bistecca e un bicchiere di vino ogni tanto porta alla depressione.

    • Credo che la dieta chetogenica sia un’ altra moda destinata a scomparire nel nulla ,come è successo con altre diete.Probabillmente questa guerra ai cereali ,presumo a mio parere, venga dal fatto ,che negli ultimi decenni abbiamo letteralmente cominciato ad ingozzarci di farine raffinate, in tanti diverse preparazioni .a cominciare dalla colazione con biscotti e pane bianco o brioches .Queste farine e soprattutto la 00 che una volta non esistevano ,possiamo equipararle a chili di zucchero, ,farine ad alto indice glicemico,niente a che vedere con i cereali integrali che si consumavano in passato .E comunque la dieta vegana può essere molto varia, molto più di quella abituale che si fa in Italia, che si riduce spesso a pasta carne e formaggio .Dipende che si intende per dieta vegana non basta escludere la carne e i prodotti animali ,se ben bilanciata e variata ,comprende una grande varietà di cibi diversi per non parlare delle verdure che vengono sempre variate a rotazione..Io sono comunque flexetariana senza carne però.

  2. La dieta mediterranea??? Ottima ma solo se si limitano le proteine animali nella quantità..E stiamo sempre lì..

  3. Chiedere a una multinazionale alimentare di giudicare le diete e come chiedere all’oste se il vino è buono.

    • con l’università, in collaborazione … e la pubblicazione sulla rivista scientifica è un altro elemento di affidabilità

  4. maria gabriella

    mi lascia un pò perplessa il fatto che la ricerca sia stata in collaborazione con Danone Research e ,guarda caso, la dieta migliore comprende praticamente quanto la vegetariana/ vegana, ma i più i latticini, meglio se fermentati!!