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Coronavirus, le pettorine gialle di Coop Lombardia per ricordare ai clienti di tenere le distanze

Da sabato 4 aprile nei supermercati Coop Lombardia è partita una nuova iniziativa per proteggere dipendenti e consumatori dal rischio coronavirus. Tutto il personale addetto alla vendita indossa una pettorina gialla con un messaggio che ricorda ai clienti di mantenere le distanze di sicurezza. Su alcune si legge “Se vedi il colore dei miei occhi sei troppo vicino! Stai almeno a 1 metro” oppure “Se leggi quello che c’è scritto qui sotto – La diffusione del virus avviene con l’emissione di aerosol anche solo parlando (in caratteri piccolissimi) – sei troppo vicino. Stai almeno a 1 metro”.

L’iniziativa è nata nel mese di marzo da UniCoop Firenze ed è stata ripresa da Coop Lombardia, modificando alcuni messaggi. “Per Coop Lombardia – spiega l’azienda – la sicurezza dei propri clienti e dipendenti è da sempre un valore imprescindibile ed anche in questo momento la cooperativa sta adottando tutte le misure di prevenzione utile. I clienti hanno apprezzato l’originale modalità di comunicazione.”

pettorine coop lombardia coronavirusI supermercati sono tra le attività essenziali rimaste aperte dopo la serrata generale decisa dal governo. Adesso in molte regioni prima di entrare al supermercato è obbligatorio indossare una mascherina e molti punti vendita mettono a disposizione dei clienti guanti e gel per sanificare le mani. Tutto ciò va bene ma non deve dare un falso senso di sicurezza, con il rischio di ignorare altre contromisure per proteggersi dal coronavirus. La cosa più importante di cui spesso ci si dimentica è proprio di mantenere quando si fa la spesa una distanza interpersonale di almeno un metro (meglio due).

© Foto di Francesca Cassaro

  Redazione Il Fatto Alimentare

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woman doctor wearing medical mask doing thumb up.

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Un commento

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    Giorni fa i miei genitori, ultra 80enni, sono andati alla Coop di Via Padova e mi hanno detto che l’ingresso dei clienti non era regolato in maniera ferrea come capita da Esselunga e non gli hanno misurato la temperatura, come previsto dall’ordinanza regionale in corso.