La tavoletta di fondente 70% appare insolitamente chiara in superficie e diversa nel gusto. Un lettore ci chiede cosa possa essere successo e se sia ancora commestibile.
Una tavoletta di cioccolato fondente acquistata a luglio e conservata in casa presenta un colore molto più chiaro del normale sulla superficie, mentre l’interno è scuro. Anche aroma e sapore sembrano cambiati. Abbiamo chiesto a Lindt di spiegare l’origine dell’alterazione e se possa compromettere la sicurezza del prodotto.
La lettera
Vi scrivo a proposito di una tavoletta Lindt Excellence 70% cacao acquistata in un supermercato Esselunga di Milano nel mese di luglio e aperta ieri, 26 settembre. La tavoletta è rimasta nella credenza di casa, a temperatura ambiente, che non ha mai superato i 30 °C. All’apertura ho trovato la superficie esterna di un colore marrone molto chiaro, uniforme e insolito per un fondente 70%. Sul bordo e all’interno invece, il cioccolato appare del consueto colore scuro, come mostrano le fotografie allegate. Anche il sapore mi è sembrato diverso dal solito: il gusto del cioccolato era presente, ma l’aroma del fondente risultava molto attenuato.

Vi chiedo se, sulla base delle fotografie e dei dati della confezione, potete spiegarmi che cosa possa aver causato questa alterazione dell’aspetto e del sapore, e se il prodotto possa essere ancora consumato. Vorrei anche sapere se ritenete utile esaminare la tavoletta che ho in parte mangiato sia sia la confezione.
Michele
La risposta di Lindt
Il fenomeno descritto dal consumatore, caratterizzato da una patina marrone chiaro/biancastra sulla superficie e dal mantenimento del colore scuro all’interno è noto come danno da calore (heat damage). Questo processo si verifica quando il cioccolato viene esposto, anche temporaneamente, a temperature superiori ai 20–22 °C (o a significative oscillazioni termiche). In tali condizioni, il burro di cacao naturalmente contenuto nel cioccolato si scioglie parzialmente e migra verso la superficie, una volta consolidatosi di nuovo, forma quella sottile patina chiara. Questo fenomeno causa, inoltre, una perdita di fragranza e un’attenuazione dell’aroma caratteristico del fondente.
Garantiamo che il cioccolato lascia i nostri stabilimenti in perfetto stato. Si tratta tuttavia di un prodotto estremamente sensibile, che necessita di particolari cure lungo tutta la filiera d’acquisto, comprese le fasi di trasporto, stoccaggio e punto vendita (da qui anche l’indicazione di “conservare in luogo fresco e asciutto”, come indicato sulla confezione). L’esposizione a temperature elevate durante i mesi estivi nei locali di vendita o durante la catena logistica può provocare questo tipo di alterazione, anche se il prodotto viene successivamente riposto in un luogo fresco.
Un fenomeno naturale
Si desidera assicurare sul fatto che l’affioramento del burro di cacao è un fenomeno di natura esclusivamente estetica e organolettica: il prodotto non è nocivo e rimane del tutto sicuro per la salute, sebbene le sue qualità di gusto, aroma e consistenza risultino ridotte rispetto ai nostri standard d’eccellenza. In merito alla richiesta del consumatore sull’esaminazione della tavoletta in suo possesso o della confezione originale, si precisa che non è necessario inviarci i campioni residui. I dati e il materiale fotografico forniti sono esaustivi e consentono di tracciare ed evidenziare la natura della problematica nei nostri sistemi aziendali di gestione della qualità.
Si evidenzia inoltre che, per ogni lotto di produzione, la nostra azienda conserva e monitora regolarmente appositi contro campioni in condizioni ambientali controllate. Le verifiche condotte sui contro campioni del lotto in questione hanno confermato il perfetto stato del prodotto, consentendo di escludere la presenza di difetti o anomalie all’interno dello stabilimento. Ringraziamo per la collaborazione: segnalazioni di questo tipo sono fondamentali per consentirci di intensificare i controlli e sensibilizzare costantemente la rete distributiva e i partner commerciali sulla corretta conservazione dei prodotti, in particolare durante i periodi dell’anno caratterizzati da temperature più elevate.
Commento de Il Fatto Alimentare
Conservare il cioccolato in frigorifero durante l’estate è una tentazione comune, anche se può favorire l’affioramento degli zuccheri (fat & sugar bloom), lasciando una patina biancastra. La temperatura ideale resta tra i 14 °C e i 18 °C. Nei nei mesi più caldi è quindi meglio comprarlo e consumarlo nell’arco di poco tempo.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24



Ho venduto cioccolata per 10 anni. Il titolare smetteva di acquistarla a fine maggio e riprendeva a settembre. Francamente non capisco perché lind la produca e la commercializzi nei mesi estivi .