Varie carni di manzo crude con spezie ed erbe aromatiche, spazio per la copia di sfondo in cemento scuro

L’Italia non dovrebbe produrre o importare “carne coltivata” (che a torto viene  spesso chiamata “sintetica”) per difendere la salute dei cittadini, il nostro modello produttivo, la nostra qualità, la nostra cultura, o più semplicemente a difesa della sovranità alimentare. Questo è quanto stabilito dai nostri governanti (leggi qui approfondimento). A parte il fatto che a tutt’oggi non ci sono evidenze scientifiche sui possibili effetti dannosi collegati al consumo di cibi coltivati, l’altro elemento da considerare è che questa carne, come ogni altro nuovo alimento (novel food) prima di essere commercializzata deve essere approvata da organismi internazionali (Fda, Efsa).

La realtà è però che gli italiani non producono buona parte della carne che mangiano. Per le carni avicole siamo autosufficienti, ma non possiamo vantare una qualsiasi tipicità di qualità nazionale. La produzione è il frutto di un’industria zootecnica di tipo internazionale scollegata dalle pratiche agricole. Un’eventuale produzione di carni avicole sintetiche non riguarda una sovranità nazionale e dovrà confrontarsi con il prezzo delle carni avicole industriali di produzione italiana e del loro impatto ambientale.

I consumi di carni bovine e suine degli italiani sono oggi scarsamente soddisfatti dalla produzione nazionale. Da qui i notevoli quantitativi importati perché noi mangiamo il 60% circa di carne bovina proveniente dall’estero e il 40% circa di quella suina. Dov’è quindi la sovranità alimentare di questa carne, se non nella diversa qualità gastronomica?

Ma quale e quanta è la carne di qualità made in Italy? C’è la carne delle bovine di razza da latte che a fine carriera vengono macellate e diventano hamburger, carne in scatola e ripieni per i tortellini. Un gradino più in su troviamo la carne importata in gran parte dalla Francia e di razze francesi allevate in Italia (soprattutto Charolaise e Limousine). Molto limitata è la carne bovina di qualità di razze italiane allevate da noi in circa cinquemila allevamenti su 150.000. Nella lista troviamo le razze Marchigiana, Chianina, Podolica, Romagnola, Maremmana, animali allevati per il 95% in collina e montagna e per il 60% al pascolo. Inoltre la gran parte di carne bovina di razza Chianina oggi non è prodotta in Italia, ma in Australia, Canada, Stati Uniti d’America e soprattutto Brasile. Ma quanta carne di razze pregiate italiane arriva sulle nostre tavole? Certamente meno di un etto per persona all’anno rispetto agli 8,5 kg totali. Si tratta soprattutto di carni usate nei ristoranti di lusso.

maialini carne suina
Il 40% circa della carne suina che consumiamo provene dall’estero

Per le carni suine, in Italia ci sono soprattutto maiali “pesanti” destinati alla produzione del prosciutto e dei salumi Dop allevati in strutture industriali. Poche sono le razze tipiche italiane che sono state ricuperate o sono in via di recupero (Calabrese, Casertana, Cinta senese, Mora Romagnola, Nera Parmigiana, Nero Siciliano e Sarda) con una produzione di carne estremamente limitata se non quasi insignificante. La rimanente quota pari al 40% degli animali sono di importazione e di razze sviluppate e vendute dalle industrie mondiali.

In questa situazione quale potrebbe essere l’impatto della carne coltivata sulla produzione italiana? Per dare una risposta a questa domanda, è utile vedere che cosa è successo per il vino italiano quando si è trovato a competere con la birra ottenuta in fermentatori più semplici, simili a quelli usati per le cellule animali, e le “bevande sintetiche” inizialmente a base di cola e ora solo a base di zucchero e additivi. La reazione è che gli italiani hanno diminuito i consumi di vino ma hanno preferito quelli di qualità e di produzione locale (vedi il “Fenomeno Prosecco”). Dal 1961 il consumo di vino è passato da 17 litri all’anno a circa 5 nel 2018. Contemporaneamente sono scomparsi i vini italiani da taglio e di bassa qualità e il vino è diventato la punta di diamante del Made in Italy  favorito da esportazioni e dall’innovazione.

Lo stesso dovrebbe avvenire nelle produzioni di carni avicole, ma soprattutto bovine e suine italiane. Se gli italiani potessero usare le carni coltivate per alcuni prodotti di base, la carne vera di qualità acquisterebbe valore e avrebbe un prezzo più alto da riversare sugli allevatori che sarebbero in grado di produrre qualità e identità in modo analogo a quanto avvenuto per il vino. La ccarne coltivata è quindi un’opportunità da trasformare in un successo per un’Italia che geograficamente, per clima e disponibilità di buon terreno agricolo ha fortissime difficoltà produrre grandi quantità di carne bovina e suina.

Gli italiani se vorranno potranno, non dovranno, mangiare la carne coltivata o sintetica quando saranno poste in vendita nell’Unione Europea. Il futuro è d’obbligo perché il paradosso è che si è scatenata  questa paura nei confronti di un alimento non ancora disponibile? Gli italiani non hanno avuto paura di bere bevande a base di coca con additivi, e tutti gli altri alimenti tecnologici come i sostituti vegetali del latte e, soprattutto, la miriade di alimenti ipertrasformati e iperprocesssati. La paura di “carni sintetiche” sollevata nell’ambito di organizzazioni professionali, partiti politici o altro, non è quindi una questione tecnica e tanto meno scientifica, ma di tipo antropologico sociale e politico.

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gianni
gianni
23 Agosto 2023 13:24

Senza entrare troppo nell’argomento…….le persone non hanno avuto paura di mangiare alimenti trasformati e ultratrasformati……….
Ebbene mi sembrerebbe motivo sufficiente, dopo essere caduti dal pero quando si dimostra che questi alimenti non rispettano la salute, per diffidare di ulteriori tipologie simili dopo il brusco risveglio da una ubriacatura di fiducia nelle tecnologie alimentari.
In ogni caso non bastano le garanzie dei ricercatori di laboratorio e dei produttori per affermare che è infondato un dubbio, si chiama precauzione ormai sconosciuta e maltrattata.

michele piacentini
michele piacentini
Reply to  gianni
25 Agosto 2023 20:01

Già, però chi vuole impedire la commercializzazione di carne coltivata (che contiene solo cellule delle quali è composta la carne appunto) è sempre in prima fila per proteggere le varie multinazionali degli alimenti ultratrasformati. Come la mettiamo?

gianni
gianni
27 Agosto 2023 12:18

La sua prima affermazione sig. Piacentini è incompleta, c’è molto altro…………in seguito si chiariranno le cose meglio.
Ma soprattutto non tutti fanno quello che lei dice nella seconda , siamo abituati alle contese tra due contendenti e si spinge perchè sia sempre una guerra da stadio ma non è assolutamente vero che se non si è a favore della carne in vitro si sia automaticamente a favore dell’ultratrasformato e delle multinazionali.
Il dubbio non è ammesso?
Inoltre anche i prodotti di laboratorio sono pur essi emanazione di enormi interessi industriali, o no?

Sari
Sari
9 Settembre 2023 09:08

Non mangio alimenti ultra trasformati, non credo che le multinazionali o i nostri politici agiscano per il nostro bene o per altri nobili scopi e non mi fido di loro, soprattutto dopo questi ultimi tre anni. È evidente che questa opposizione alla carne coltivata nasce da politiche di lobby non certo da altro. Io comunque non ho nessuna intenzione di acquistare o consumare carne coltivata. Piuttosto divento vegana

ANTONELLA TURRIN
ANTONELLA TURRIN
10 Settembre 2023 13:02

non vedo l’ora di poter assaggiare la carne coltivata. non è facile essere vegani soprattutto se si cucina per la famiglia che non è vegana

Pinuccio
Pinuccio
Reply to  ANTONELLA TURRIN
12 Settembre 2023 11:40

Guardi che la carne coltivata è tutt’altro che vegana!

Alex
Alex
18 Settembre 2023 23:06

Non capisco tutto questo allarmismo su questo tipo di carne (che sempre carne è). Ormai il mondo in cui viviamo è sfruttato e quasi allo stremo. Dopo aver aspettato tutti i controlli (speriamo) rigorosi dagli organi preposti e successivamente il via libera alla commercializzazione, io sinceramente la proverei, tanto non è né ogm né trasformata chimicamente!