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Camion che trasportano cibo e spazzatura: in Inghilterra è polemica per l’igiene nelle procedure dei supermercati Tesco

tir camion 163071646La principale catena di supermercati britannica, Tesco, è sotto accusa per scarso rispetto delle norme igieniche, a seguito della pubblicazione di un articolo sul quotidiano The Guardian in cui si descriveva come, gli stessi camion che trasportano gli alimenti ai supermercati vengono utilizzati anche per prelevarne i rifiuti e i prodotti invenduti, da portare nei centri di smaltimento.

Secondo il giornale, Tesco avrebbe adottato questa scorciatoia per risparmiare sui costi, mentre la compagnia ribatte che si tratta di una recente politica, motivata da fini ambientali, perché in tal modo si evitano ventimila viaggi e si risparmiano 4,5 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno.

 

tesco logo supermercatiL’azienda contesta anche l’accusa di mancanza d’igiene, affermando di rispettare standard elevati e che tutti i camion vengono controllati e igienizzati dopo ogni trasporto, con una pulizia supplementare, se necessario. Secondo The Guardian, però, solo un quarto della flotta di camion di Tesco viene lavato e sterilizzato ogni settimana, anche se ogni conducente può richiedere un lavaggio supplementare, in caso fosse ritenuto opportuno.

 

I rifiuti dei supermercati Tesco sono ammassati in gabbie metalliche, rivestite con plastica trasparente, che secondo i critici può rompersi facilmente, consentendo al liquido dei rifiuti in putrefazione di cadere sul pavimento del camion, che, però, non viene poi toccato dai cibi freschi, che sono trasportati in gabbie con ruote.

 

Beniamino Bonardi

©Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

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    – ricordo che, ai tempi dell’infezione “mucca pazza”, gli abitanti di un paesino inglese erano stati colpiti in percentuale rilevante;
    – si è poi scoperto che la soppressione e “smaltimento” degli animali malati avveniva con i medesimi strumenti utilizzati per macellare gli animali sani, destinati all’alimentazione umana;
    – se manca la cultura dell’igiene (?moquette in bagno?), meglio girare alla larga…

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    Non ci sono scuse,o si trasporta spazzatura,o si trasporta cibo.

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    La distorsione, voluta dai “pseudo-verdi” ,di considerare ideologicamente “rifiuti” anche innocui prodotti scaduti per lo più confezionati, e comunque protetti e trasportati in condizioni refrigerate, prima denominabili come “materie prime secondarie” (es. da destinare ad alimentazione animale)ha portato ad una burocratizzazione pazzesca del tema con riflessi organizzativi e di costi ugualmente molto, molto importanti, che poi ricadono sempre sui consumatori, e favoriscono carriere politiche “verdi” senza per questo dare vantaggio ai consumatori, al sistema , e contrastare efficacemente gli abusi.

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    – se, mischiati agli “innocui” prodotti scaduti, ce ne sono altri con la confezione non integra, o comunque manipolati senza attenzione appunto perchè…non più commestibili,
    – mi sembra del tutto ragionevole che il trasporto avvenga con mezzi (non solo camion, anche gabbie metalliche ecc..) diversi da quelli utilizzati per i prodotti destinati al consumo…umano.

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    – insomma, se compro un formaggio confezionato (o un barattolo di yogurth) ho la ragionevole aspettativa di poterlo mettere in frigo senza “igenizzare” la confezione;

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    Certamente, le buone norme igieniche insite nei regolamenti CE, che devono risultare anche nei manuali di autocontrollo obbligatorio delle aziende produttrici, devono prevedere il preventivo controllo igienico sanitario responsabile dei sistemi di trasporto , refrigerati e non, di qualsiasi derrata alimentare destinata al consumo umano, e il tutto sotto il controllo dell’autorità veterinaria, con uguali responsabilità della catena distributiva. Quindi, nessuna necessità di igienizzare le confezioni da parte dei consumatori prima di introdurle nel frigo casalingo.

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    La cosa che lascia perplesso è un’altra.
    Tesco è famosa per i propri audit condotti sempre in modo rigoroso e certosino con i quali “fa le pulci” alle aziende fornitrici.
    Mi chiedo cosa avrebbero rilevato gli ispettori di Tesco se uno dei loro fornitori attuasse la stessa politica nella gestione degli scarti categoria 2 e 3.