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Meno buste per la spesa, più sacchetti per la spazzatura. Le conseguenze impreviste delle misure anti-plastica

sacchetti plastica bio spesa supermercatoLe norme per scoraggiare l’uso delle buste di plastica per la spesa potrebbero portare, paradossalmente, a un risultato opposto a quello voluto: potrebbero aumentare la quantità totale di sacchetti di plastica acquistati, in particolare quelli per i rifiuti. Negli ultimi anni l’effetto – è il caso di dirlo – indesiderato è già emerso in alcuni studi, e ora un’analisi dettagliata, compiuta dagli economisti dell’Università della Georgia e della Texas A&M University, e pubblicata su Environmental and Resource Economics, lo conferma su un campione più esteso.

I ricercatori hanno combinato i dati relativi a contee degli Stati Uniti dove era stata introdotta una limitazione (un divieto o il pagamento di un contributo) con quelli di contee in cui non c’erano vincoli, e geograficamente abbastanza lontane tra loro da non influenzarsi a vicenda. Gli autori hanno valutato, quindi, l’acquisto di sacchetti di plastica per la spazzatura rilevato attraverso i codici a barre. Il risultato non ha lasciato dubbi, per quanto riguarda i negozi di dimensioni medio-piccole: quando è in vigore un provvedimento che ha lo scopo di scoraggiare l’impiego di sacchetti monouso, alla fine se ne utilizzano di più. Ciò accade perché i negozi tendono ricorrere a buste con volumi più piccoli (o perché ancora concessi o perché sottoposti a minore ricarico) e i clienti non le riutilizzano per la spazzatura, come facevano prima. Al contrario, ne comprano di nuove, con il risultato di far aumentare produzione e vendita.

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Le misure per limitare l’uso di buste di plastica per la spesa possono far aumentare le vendite di sacchetti per la spazzatura

Così per esempio in California, dove numerose contee hanno introdotto norme specifiche, nel periodo di osservazione, un negozio medio ha venduto 57 chilogrammi di plastica in più ogni mese, in un intervallo che va da 13 a 60 chilogrammi di sacchetti da 15 litri in più, mentre per quelli più grandi, da 30 litri, l’incremento medio mensile è stato compreso tra 16 a 100 chilogrammi per negozio. Lo stesso si è visto misurando la vendita di sacchetti dei rifiuti in base al volume: l’aumento di quelli da 15 litri è stato del 55-75%, quello per le buste da 30 litri dell’87-110%, e si è avuto anche un incremento generalizzato dei sacchetti di piccolo volume, laddove permessi. Si tratta delle misure più piccole utilizzate per la spazzatura domestica, che risentono delle norme sulle buste della spesa: a conferma di ciò, i sacchi da 50 litri o più, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Nelle contee usate come controlli, come atteso, negli stessi periodi di tempo non ci sono state variazioni significative. Una conferma ulteriore è giunta poi dal fatto che l’involontario aumento è emerso sia con i divieti che con le tasse, proprio perché, evidentemente, è la mancata disponibilità di sacchetti riutilizzabili a fare la differenza nel comportamento, e a convincere i clienti ad acquistare altra plastica per i rifiuti. Un effetto positivo, comunque, si è avuto nei supermercati grandi e negli ipermercati: sui grandi numeri, la plastica venduta su base mensile è diminuita in quantità che possono fare la differenza, rispetto allo smaltimento finale. Cioè, anche se i clienti hanno acquistato sacchetti di plastica per i rifiuti domestici, al quantità netta venduta si abbassa dopo l’introduzione delle misure.

Il commento degli autori non è comunque negativo: provvedimenti di questo tipo sono senz’altro utili, anche per l’effetto di sensibilizzazione, ma sono anche più complessi di quanto si potrebbe pensare. Quando li si progetta, sarebbe quindi opportuno prevedere anche le conseguenze negative, e cercare di predisporre le norme in modo da limitare queste ultime, e da consentire (anzi se possibile stimolare) comunque ai cittadini di riutilizzare i sacchetti per i rifiuti.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

giornalista scientifica

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Un commento

  1. sarebbe più facile riutilizzare gli shoppers se non si autodistruggessero al minimo stress dei contenuti, oltre alla loro estrema inaffidabilità per trasportare pesi.

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