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Prodotti ortofrutticoli brutti ma buoni: stop ai canoni estetici e allo spreco alimentare

prodotti ortofrutticoli brutti, patateOccorre dire basta alla normativa europea che impone rigidi canoni estetici alla frutta e alla verdura (Regolamento Ue 543/2011, poi modificato dal 1890/2021). Fino al 2008, infatti, la norma stabiliva finanche la curvatura massima di cetrioli e carote, intervenendo su 26 prodotti ortofrutticoli. Oggi la situazione si è evoluta e i canoni europei valgono solo per dieci tipologie di produzioni (mele, agrumi, kiwi, lattughe, pere, pesche, fragole, uva, pomodori e peperoni), ma contribuiscono a determinare uno spreco sui campi calcolato dalla Fao intorno al 20%. Anche a causa della crisi climatica, infatti, si moltiplica la frequenza degli eventi metereologici estremi, che mettono in crisi le filiere produttive non solo riducendo le quantità dei raccolti, ma anche modificandone l’aspetto esteriore.

È con quest’obiettivo che si è svolta lo scorso 7 dicembre alla Camera (in commissione agricoltura), un’audizione informale durante la quale due deputate (Susanna Cenni e Susanna Ciaburro) hanno presentato una risoluzione che chiede al Governo d’impegnarsi su questo fronte permettendo, a partire dai prodotti biologici, che puntano soprattutto sulla modalità di coltivazione e la salvaguardia del territorio e meno sull’aspetto esteriore, la commercializzazione di vegetali non aderenti agli standard estetici previsti dalla normativa europea (relativi a dimensioni, imperfezioni sulla buccia o colore).

prodotti ortofrutticoli brutti, iniziativa CosìPerNatura di NaturaSì
Il recupero dei prodotti imperfetti CosìperNatura, realizzato da NaturaSì ha permesso di ridurre al 4% la quota di vegetali rimasti in campo

All’incontro, nel quale sono intervenuti anche l’amministratore delegato della catena di negozi biologici NaturaSì, la presidente di FederBio e Fabio Ciconte di Terra! onlus, è stato chiesto di applicare la deroga prevista in sede europea come facoltà degli Stati membri (art. 4.3 del reg. 543), che permetterebbe di vendere al dettaglio i prodotti ortofrutticoli ‘fuori dai canoni’, con la dicitura “prodotti destinati alla trasformazione”. In realtà  “quando i prodotti vengono effettivamente destinati alla trasformazione – spiega Ciconte –, come accade per il 43% della produzione agrumicola italiana, sono venduti dai produttori a un decimo del prezzo del prodotto commercializzato per il consumo tal quale”. Un valore insostenibile per la maggior parte degli agricoltori, che finiscono per non recuperare neppure le spese.

Nel frattempo si moltiplicano le soluzioni che mirano al recupero di prodotti ortofrutticoli fuori dagli standard. Tra queste, il recupero dei prodotti imperfetti CosìperNatura, realizzato a partire dallo scorso anno da NaturaSì insieme a Legambiente e tuttora in corso, che ha permesso di ridurre al 4% la quota di vegetali rimasti in campo. “Abbiamo inaugurato quest’iniziativa soprattutto per offrire un prodotto biologico a prezzi ridotti (fino al 50% in meno di quelli abituali; ndr) – ha dichiarato l’amministratore delegato della catena Fausto Jori –, per non sprecare alimenti sani la cui produzione ha richiesto energia e lavoro, ma anche per per offrire un vantaggio economico agli agricoltori che da questa situazione subiscono perdite importanti. Il nostro ecosistema, dalle 300 aziende agricole fino ai consumatori, ha reagito molto positivamente alla proposta”.

© Riproduzione riservata; Foto: EcorNaturaSì

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Roberto La Pira

  Redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Avatar

    Non bastavano i canoni estetici per donne e uomini,oramai ” rifatti ” tutti uguali con il medesimo stampino ,ma pure per le verdure ,le patate e via dicendo mi sembra davvero troppo.
    La natura non risulta essere mai mperfetta ,e’ solo molto originale nel creare forme diverse.

  2. Avatar

    I brutti ma buoni.. Ditemi in quali reparto ortofrutticolo li vendono e li acquisto sicuramente a prezzo inferiore…

    • Avatar
      Giuditta De Vecchi

      Bella Dentro, 2 punti vendita a Milano, frutta e verdura imperfetta, fresca e a un prezzo inferiore rispetto alla gdo

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