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Come ridurre il consumo di bevande zuccherate: gli interventi più efficaci secondo una revisione indipendente Cochrane

te freddo ghiaccio limeBibite gassate, tè freddi, energy drink, succhi di frutta, acque aromatizzate, tè e caffè caldi dolcificati in vendita nei  distributori: sono tutti esempi di bevande zuccherate praticamente onnipresenti, dalle scuole agli uffici ai luoghi pubblici oltre che in molte abitazioni, e finite da tempo nell’occhio del ciclone per gli effetti negativi sulla salute. È ormai ben noto che un consumo eccessivo di bevande zuccherate si associa ad aumento di peso e alla crescita del rischio di diabete e malattie cardiovascolari, per non parlare di quello di carie. Ecco perché da tempo singoli paesi e agenzie sanitarie internazionali come l’Organizzazione mondiale della sanità stanno cercando strategie efficaci per contrastarne il consumo, come la famosa sugar tax, già in vigore in alcuni paesi e richiesta in Italia alla ministra della Salute Giulia Grillo da una campagna lanciata dal Fatto Alimentare nell’ottobre 2018. 

Oltre alla tassa, però, anche altre misure possono essere introdotte a livello locale o nazionale per cercare di ridurre il consumo di bevande zuccherate. Una nuova revisione sistematica dell’organizzazione indipendente Cochrane fa il punto sulle azioni  più efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo. 

succo frutta bambini
Cochrane ha analizzato le varie strategie per scoraggiare il consumo di bevande zuccherate

Gli esperti Cochrane hanno preso in considerazione 58 studi dedicati a una serie di interventi di tipo “ambientale”, relativi cioè al contesto fisico o sociale in cui una persona sceglie quale bevanda comprare o consumare (scuole, supermercati, ristoranti). Non sono però state considerate indagini su sugar tax e interventi educativi, oggetto di altre revisioni Cochrane. Nel complesso gli studi, della durata media di circa un anno, hanno riguardato oltre un milione tra bambini, adolescenti e adulti. 

Come spesso accade nel caso di queste revisioni, la prima informazione a emergere dall’analisi è che molti dei dati disponibili sono di qualità medio-bassa, ciò significa che è opportuno continuare a fare ricerca sul tema. Sembra tuttavia che alcuni interventi siano davvero efficaci nell’aiutare le persone a ridurre i consumi di bevande zuccherate. Si tratta in particolare di:

  • sistemi di etichettatura di facile comprensione (semafori o stelle);
  • limitazione della disponibilità di queste bevande negli ambienti scolastici, dove possono essere sostituite dall’acqua;
  • offerta, nelle scuole, di piccoli premi per la scelta delle bevande più salutari, magari identificate con l’apposizione di particolari emoticon;
  • aumento dei prezzi delle bevande zuccherate in ristoranti, negozi e centri commerciale (indipendente da eventuali sugar tax);
  • inserimento nei menu per bambini presenti nelle catene di ristoranti tipo fast food di acqua o bevande più salutari rispetto a quelle comunemente proposte;
  • promozione, all’interno dei supermercati, dei prodotti più salutari;
  • erogazione (nei paesi che li utilizzano) di buoni alimentari per incentivare l’acquisto di frutta e verdura
  • misure per promuovere la disponibilità anche a casa di bibite a basso contenuto calorico, per esempio attraverso la consegna a domicilio di acqua. 
versare bevanda analcolica nel bicchiere di vetro
Anche se queste misure possono dare alcune conseguenze negative, sono comunque più numerosi gli effetti positivi

Certo, si tratta di misure che possono avere anche alcune conseguenze negative, anche se non tutti gli studi presi in considerazione le evidenziano. In ogni caso, alcune indagini hanno mostrato come il profitto dei ristoranti che aumentano i prezzi delle bevande zuccherate può diminuire, o che i bambini bevono meno latte quando a scuola ricevono acqua gratis. O, ancora, il disappunto di  alcuni consumatori verso queste misure. I ricercatori precisano che misure come i piccoli premi per i bambini che scelgono il latte non zuccherato rispetto a quello dolcificato possono sì portare a una diminuzione dei consumi, ma allo stesso tempo possono comportare un aumento dello spreco di  questo latte, che viene scelto ma di fatto non consumato. In ogni caso, secondo gli autori la bilancia pende più verso il piatto dei vantaggi, per cui si tratta di misure che vale la pena utilizzare in modo ampio. Infine, i ricercatori ricordano che esistono altri interventi potenzialmente validi anche se al momento non ci sono dati sufficienti per consigliarli. 

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  Valentina Murelli

Valentina Murelli
giornalista scientifica

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Un commento

  1. Avatar

    Per evitare zuccheri aggiunti non ci sono alternative all’abitudine e “la voglia di qualcosa di dolce” si soddisfa di gran lunga con nutriente frutta di stagione, possibilmente di qualità ed a Km 0 (o quantomeno non millemila).