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I betaglucani riducono il colesterolo: ulteriori conferme dalla scienza. Ne occorrono 3 g al giorno, con una dieta varia

Per i betaglucani sempre più presenti neii claim salutistici utilizzati nelle etichette dei prodotti alimentari, è arrivata una nuova conferma scientifica.

 Queste fibre solubili (più esattamente polisaccaridi non amidacei) presenti nella crusca dei chicchi di cereale (in particolare orzo, fino al 7% e avena, 5%, e in misura assai minore in segale, 2%, e frumento, meno dell’1%), nel lievito del pane e in molti tipi di funghi, hanno effetti positivi nel controllo e nella diminuzione del livello del colesterolo del sangue. In particolare, ne riducono l’assorbimento a livello intestinale e ne inibiscono la sintesi nel fegato. Quindi, in prospettiva, possono essere considerate un valido aiuto dietetico nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Il “boom” sullo scaffale del supermercato di vari prodotti contenenti betaglucani (biscotti, pasta, riso…) si deve soprattutto al riconoscimento di tali effetti da parte della Fda (Food & Drug Administration) negli Usa e dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) in Europa.

Ilfattoalimentare.it ha dato notizia dei recenti pareri dell’Efsa che hanno riconosciuto validità agli studi relativi all’effetto positivo sul sistema cardiocircolatorio.

Ora le valutazioni dell’Efsa trovano ulteriore conferma in una meta-analisi degli studi sull’effetto del consumo di betaglucani da orzo e avena sui livelli ematici di colesterolo. La ricerca, condotta da Tiwari e Cummins dell’Institute of Food and Health, presso la facolta di Scienza dell’agricoltura, del cibo e di medicina veterinaria University College di Dublino, è stata pubblicata sul numero di aprile 2011 di Nutrition.

La meta-analisi ha considerato i risultati di 30 diverse pubblicazioni, per un totale di 126 studi clinici. I risultati hanno evidenziato che il consumo di betaglucani si associa a una riduzione significativa del livello di colesterolo totale e Ldl (il colesterolo cattivo, dannoso per le arterie).

Per ottenerlo, è necessario assumere 3 g al giorno di betaglucani, attraverso una dieta varia ed equilibrata che comprenda un insieme di alimenti che, in una o più porzioni, contribuiscano a raggiungere la quota. 

La Food & Drug Administration  ha autorizzato negli Stati Uniti l’indicazione salutistica relativa ai betaglucani, a condizione che ogni singola porzione di alimento (definita in 55 g per la pasta, 30 g per i biscotti ….) contenga almeno 0,75 g di queste fibre. La gran parte dei prodotti a base di cereali venduti in Italia che associano il loro contenuto di betaglucani al controllo del colesterolo,  è in linea con le condizioni americane. 

Dario Dongo

foto: Photos.com

Per saperne di più:

http://www.nutrition-foundation.it/news.php?act=visual&nid=001524

www.efsa.europa.eu/en/scdocs/doc/1461.pdf

Fda: Guidance for Industry: A Food Labeling Guide

 

Articoli di Ilfattoalimentare.it:

La questione dei betaglucani che riducono il colesterolo, infiamma il dibattito scientifico. Un nuovo parere dell’Efsa promuove le fibre vegetali

Betaglucani: in arrivo le decisioni europee sulle diciture relative al colesterolo

 

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