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Bangladesh, continua l’avvelenamento di massa da arsenico nell’acqua potabile. Nessuno si assume la responsabilità di affrontare il problema e gli investimenti restano insufficienti

Hands in gloves hold a retort with a transparent liquid. Natural background - grass, trees. In retort water, forests reflection. Concept - clean water, water quality, ecology, environment
Dura da oltre 20 anni l’emergenza arsenico nelle acque potabili in Bangladesh

Nonostante siano passati decenni da quando il problema è stato identificato, in Bangladesh milioni di persone sono ancora esposte all’arsenico nell’acqua potabile. Lo denuncia un articolo pubblicato dalla rivista The Lancet, che ricorda come la scoperta fu fatta nel 1990, quando si calcolò che fossero 58 milioni le persone del Bangladesh esposte al veleno, veicolarti attraverso i pozzi dell’acqua potabile. A distanza di oltre due decenni e nonostante il lavoro di scienziati di tutto il mondo, le promesse del governo e delle agenzia internazionali, circa 40 milioni di persone, pari a un quarto della popolazione del Paese, sono ancora esposti all’arsenico. Le morti sono stimate in alcune decine di migliaia l’anno e i bambini possono subire effetti per tutta la vita.

Questo avvelenamento di massa continua, sebbene gli scienziati abbiano indicato come il problema arsenico potrebbe essere affrontato e risolto in 10-15 anni, filtrando l’acqua e scavando pozzi più profondi. Il fatto, afferma The Lancet, è che in questi ultimi vent’anni né il governo del Bangladesh né le istituzioni internazionali, si è assunto la responsabilità di affrontare il problema, investendo le risorse necessarie per risolverlo. Il governo, da parte sua, cerca di minimizzare la gravità della situazione, respingendo anche la tesi, dimostrata da vari studi, che individua nel riso la fonte primaria dell’arsenico, a causa dell’irrigazione dei campi con acqua inquinata.

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  Beniamino Bonardi

Beniamino Bonardi

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Un commento

  1. Girando intorno al problema non si troveranno mai le soluzioni adeguate, soprattutto se si continua ad avvelenare le falde superficiali con diserbanti e concimi che rinnovano continuamente l’apporto di arsenico inorganico tossico ed altri metalli pesanti.
    Filtrando l’acqua, gettando la prima acqua di bollitura del riso e dei cibi interi ed integrali che abbiamo prelavato, rimediamo parzialmente a valle, ma il problema a monte cresce e lievita sempre più.
    Purtroppo il problema è mondiale, Italia compresa per zone critiche e non solo in Bangledesh.