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L’influenza aviaria arriva in Germania: improbabile la trasmissione all’uomo da uova e carne. I consigli del BfR

Mentre gli occhi del mondo seguono il vagabondare del coronavirus da un paese all’altro, in Germania ci si preoccupa anche per un altro virus potenzialmente pericoloso: quello dell’influenza aviaria, scoperto in un’oca selvatica e nel pollame da cortile. Il ceppo, H5N8, già presente negli anni scorsi in Europa, è stato identificato nelle regioni del Brandeburgo e del Baden-Wurttemberg, dopo la segnalazione in alcuni paesi dell’Est a fine 2019, ed è ora monitorato con attenzione.

L’istituto federale per la valutazione del rischio, il BfR, ha voluto rassicurare i cittadini. Per quello che si sa è assai improbabile che il ceppo influenzale possa essere trasmesso all’uomo attraverso la carne cruda o le uova. In passato la trasmissione è avvenuta quasi esclusivamente per contatto diretto con il pollame infetto. Ciò nondimeno, ha ritenuto opportuno ricordare le norme igieniche che devono seguire i consumatori per aumentare il livello di sicurezza:

  • Conservare e cucinare le carni avicole separatamente dal resto del cibo, soprattutto quando quest’ultimo non viene sottoposto a riscaldamento prima del consumo;
  • Pulire scrupolosamente con acqua calda e detergenti le superfici e gli utensili che entrano in contatto con il pollame crudo;
  • Smaltire immediatamente i materiali di imballaggio e i liquidi presenti, come l’acqua di scongelamento e simili;
  • Dopo avere manipolato carne di pollo cruda lavarsi le mani con acqua calda e sapone;
  • Cucinare correttamente il pollame, cioè assicurarsi che internamente alla carne la temperatura raggiunga i 70°C e li mantenga per almeno due minuti;
  • Cuocere bene le uova, per almeno 6 minuti, a seconda della grandezza, fino a quando tuorlo e l’albume diventano solidi.

Anche l’omologa agenzia francese per la sicurezza alimentare (Anses) si era occupata del problema e  in un rapporto aveva concluso che, per ora, tenendo presente i flussi migratori delle oche selvatiche che passano in Francia, non c’è motivo di elevare il livello della sorveglianza, sulla base dei criteri fissati nel 2016 in occasione di un’altra infezione da H5N8. Gli esperti hanno quindi raccomandato la tempestiva segnalazione di casi sospetti e di mantenere alta l’attenzione dei proprietari di allevamenti sulle misure di biosicurezza sia nei capannoni che nel trasporto.

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Roberto La Pira

  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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