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Moria delle api: uno studio americano conferma il ruolo nocivo dei pesticidi neonicotinoidi utilizzati anche con le coltivazioni Ogm

Un recente studio della Purdue University, dello stato dell’Indiana (USA), getta nuova luce sul ruolo dei pesticidi neonicotinoidi nella cosidetta moria delle api. Fino ad ora si aveva il sospetto che la Sindrome dello spopolamento degli alveari (SSA, in inglese CCD, ovvero Colony Collapse Disorder) fosse dovuto a differenti fattori, ambientali e non, la cui combinazione aveva determinato la classica tempesta perfetta causando il declino della popolazione delle api.

 

Ora si ha l’ennesima conferma, anche da una parte della comunità scientifica americana, sulla nocività dei suddetti pesticidi. Si tratta di sostanze solitamente utilizzate per la concia dei semi di mais – e di altre piante – per evitare attacchi di parassiti dopo la semina. La facilità d’uso, ma anche la scelta di alcune ditte di commercializzare unicamente semi conciati, ha permesso il diffondersi di questa pratica agricola.

 

Inizialmente la comunità degli apicoltori aveva puntato il dito contro le polveri che si liberano nei campi durante la semina. Si sosteneva che, attraverso questo sistema, si disperdessero nell’ambiente i pesticidi neonicotinoidi. Per capire meglio va detto che stiamo parlando di sostanze considerate letali per gli insetti anche a bassissime concentrazione. Lo studio sopracitato ha chiarito come l’esposizione delle api ai pesticidi di nuova generazione può avvenire in diversi modi. Tracce di sostanze sono state ritrovate sia nei campi dove era stato coltivato il mais, sia in quelli adiacenti. Inoltre gli stessi pesticidi sono stati individuati nel polline dei fiori di tarassaco (abitualmente visitato dalle api in cerca di nettare). Nel peggiore dei casi, viene assorbito anche dalle radici, per poi finire nel polline o nel nettare. I ricercatori sono riusciti infatti ad isolare i pesticidi incriminati anche nel polline immagazzinato in alcuni alveari sotto osservazione.

 

Lo studio assume una valenza diversa per i consumatori americani, visto che la maggior parte delle coltivazioni di mais statunitensi sono OGM e i semi subiscono comunque la concia con neonicotinoidi. La ricerca sembra confermare che la promessa delle coltivazioni OGM di un minore utilizzo di pesticidi sia una falsa chimera.

 

Alessandro Tarentini

Foto: Photos.com

 

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3 Commenti

  1. Per la semina del mais si utilizzano seminatrici di precisione pneumatiche. Queste aspirano il seme e lo depositano nel solco. Per fare questo occorre che i semi siano di forma regolare, si pensò allora di "confettarli", in modo che avessero la medesima forma e circonferenza. Poi si passò ad includere nella confettatura fertilizzanti, fungicidi ed insetticidi per proteggere il seme fino alla germinazione. Durante le operazioni di semina tutti ci accorgemmo dell’odore rilasciato dalle seminatrici, segno evidente che la confettatura non "teneva" e cedeva polveri, bastava renderla meno friabile ed il problema sarebbe stato risolto su due piedi. Personalmente ho dei dubbi sulla permanenza dei neonicotinoidi dovuti alla semina, questi sono usati per la lotta alle pulci e zecche degli animali da compagnia (fialette spot-on, collari), in frutticoltura ed orticoltura, il quantitativo di principio attivo, utilizzato nelle sementi, a lume di naso mi sembra di gran lunga inferiore rispetto agli altri. Da quanto detto si evince chiaramente che i neonicotinoidi sono utilizzati anche da noi, quindi collegarli agli OGM, come fatto nell’articolo è una forzatura bella e buona. Si può benissimo essere contro tale tecnica di selezione (cosa che condivido parzialmente), ma evitando delle arrampicate sugli specchi come in questo caso. Saluti

  2. Caro Diego,
    la ringrazio per la precisazione ma le faccio presente che numerosi sono gli studi che hanno dimostrato la tossicità dei nicotinoidi (es. Imidacloprid) nei confronti delle api. E’ noto infatti che tali sostanze sono tossiche per questi insetti in bassisimi quantitativi, come è stato specificato nell’articolo. Inoltre una cosa a cui tengo molto precisare è che non ritengo di aver fatto nessuna forzatura: è vero che i neonicotinoidi sono stati utilizzati anche in Europa ma questo è uno studio americano. Non tutta la comunità scientifica, a livello mondiale, aveva accettato la tesi dei pesticidi neonicotinoidi come responsabili per la SSA. Infatti ho scritto che dal punto di vista americano, dove il 90% del mais coltivato è OGM, questa ricerca aveva anche un significato "politico".
    cordialmente Alessandro Tarentini
    ps:non me ne voglia ma non mi piace quando mi si mettono le parole in bocca. Non faccio parte di nessuna associazione pro-biologico o pro-OGM e credo di aver riportato solo dei fatti oggettivi riportati nella pubblicazione scientifica cercando di fare cronaca e svincolandomi dalla facile propaganda. Oppure lei ha capito qual’è la mia opinione sugli OGM? 😉

  3. francesco Panella

    La confettatura del seme è un procedimento specifico, applicato ad es. ai semi di barbabietola da zucchero, che non è utilizzato per le cariossidi del mais. Per il mais è stata proposta e stra-usata, se non imposta!, la concia (impolveramento) come unica soluzione per contrastare l’arrivo di un nuovo parassita. I venditori di chimica e i loro banditori sbraitavano: "altrimenti non si salverà la coltivazione del mais in Italia". Ma nuovi insetticidi sistemici hanno una tossicità elevatissima in dosi infinitesimali (per eguagliare quella di 1 grammo d’Imidacloprid sono necessari oltre sette Kg, dicasi 7 kg!, del famigerato DDT). Eâ