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In Francia la frutta e la verdura arriva direttamente dal contadino, costa meno e c’è più varietà: la storia delle Amap

frutta verdura cassetta
Il sistema d’acquisto delle Amap permette ai consumatori di incontrare il produttore pagando in anticipo, un paniere di frutta e verdura alla settimana

Ancora poco conosciute in Italia, le Amap, Associazioni per il mantenimento di un’agricoltura paesana, sono realtà che in Francia distribuiscono frutta e verdura seguendo modalità di produzione e vendita diverse da quelle commerciali tradizionali. Il sistema d’acquisto permette ad un gruppo di consumatori di incontrare personalmente il produttore pagando in anticipo, un paniere di frutta e verdura alla settimana. Normalmente il contratto prevede la consegna dei prodotti per un periodo di sei mesi: primavera-estate o autunno-inverno. Il prezzo varia in base alla grandezza del cesto: si va dai 12 ai 25 euro.

 

La prima esperienza di Amap risale al 17 aprile 2001 quando per 120 franchi – 20 euro – in una fattoria di Ollioules, nel sud della Francia, Daniel e Denise Vuillon preparano il primo paniere “paesano”. Un po’ di carote, dieci zucchine, due mazzetti di ravanelli, tre insalate, e poi mizuna, menta, timo, una busta di fave, una busta di spinaci, quattro barbabietole, cinque arance, un cestino di fragole e sei uova: la prima associazione era nata.

 

amap-logo
In Francia le Amap sono 1.600 e distribuiscono 100.000 panieri alla settimana

Considerata all’inizio come una moda cittadina per bobos – una sorta di versione francese dei nostri radical chic – , le Amap si sono moltiplicate in modo esponenziale con il passare degli anni, inaugurando un nuovo modo di produrre, distribuire e consumare prodotti agricoli. Oggi sono 1.600 e distribuiscono 100.000 panieri alla settimana. C’è anche un sito internet che raggruppa tutte le associazioni del Paese fornendo una mappa per trovare il gruppo d’acquisto più vicino e le indicazioni se si vuole creare un nuovo centro. Il successo è dovuto soprattutto alla qualità della frutta e della verdura coltivata in prossimità (nella regione) senza l’uso di pesticidi, fertilizzanti chimici o organismi geneticamente modificati, anche se non si tratta necessariamente di prodotti biologici. In ogni cesto è garantita una varietà di almeno sette prodotti.

 

frutta cassetta
I consumatori francesi sostengono l’agricoltura stipulando un contratto con il produttore, che grazie al pagamento anticipato può programmare meglio il lavoro

L’altro fattore da considerare è la crescente volontà dei consumatori francesi di sostenere un settore in crisi come l’agricoltura stipulando un contratto direttamente con il produttore, che grazie al pagamento anticipato ha la possibilità di programmare meglio il lavoro. In più, chi sceglie questo canale è poco interessato alla standardizzazione e alla perfezione del prodotto. Per questo motivo gli agricoltori riescono a vendere la totalità del raccolto senza grossi scarti dovuti al calibro o all’aspetto di frutta e di verdura.

 

Da ultimo, l’acquisto dei panieri ha permesso a diversi consumatori di scoprire una varietà di prodotti che difficilmente avrebbero potuto conoscere. «Ho imparato ad apprezzare e cucinare persino le barbabietole», racconta Eloise, 23 anni, che da tre studia a Parigi. «In Francia è da un po’ che si sente parlare delle Amap, ma solo un anno fa ho deciso di provare il paniere per un’intera stagione. Sono molto soddisfatta. Il cesto è abbondante e sempre diverso».

Ogni settimana Eloise ritira il proprio cesto nel diciottesimo arrondissement in una sala in cui l’associazione effettua la distribuzione di frutta e verdura. Nicolas – l’agricoltore dell’Amap a cui Eloise partecipa – arriva direttamente dalla propria fattoria fuori Parigi con un furgone carico di cassette. Tutti gli aderenti danno una mano a scaricarle, poi si procede alla distribuzione.

 

zucca verdura
L’acquisto dei panieri ha permesso a diversi consumatori di scoprire nuove varietà di prodotti

I costi sono ridotti al minimo: in questo caso non c’è imballaggio e ognuno riempie le borse che si è portato da casa. Ma le modalità di consegna variano da un’associazione all’altra, in base alle esigenze e possibilità dell’agricoltore e degli aderenti. Il prezzo resta tuttavia sempre competitivo rispetto a quello delle grandi catene di supermercati, che di conseguenza propongono sempre di più prodotti biologici, di provenienza regionale e certificata.

«La parte migliore resta la sorpresa», sorride Eloise. Dalla borsa della settimana ha sfilato una zucca gialla che si rigira tra le mani, perplessa. «Sarà meglio che mi metta a cercare una ricetta per cucinarla. Questa è davvero una prima volta».

 

Edoardo Malvenuti

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Redazione Il Fatto Alimentare

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7 Commenti

  1. Avatar

    In Italia se vai ai mercatini gestiti dagli agricoltori o affini la paghi o di più o come al supermercato, basta mandare un sms al 47947 del Mipaaf con il nome di ciò che si sta acquistando (pera, mela, cetriolo etc) e ci si accorge subito che i prezzi praticati non sono quelli alla produzione ma alla vendita.

    • Avatar
      mariolina cimina

      ciao non puoi paragonare le cose dei contadini con quelle coltivate x la grande distribuzione (mercati rionali e supermercati). se vuoi capirci qualcosa di piu’ guarda il servizio di report intitolato “buon appetito”. io e i miei amici che abbiamo fondato un gruppo d’acquisto solidale, ne abbiamo viste di queste cose girando a destra e a manca x trovare dei buoni prodotti.

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    Io compro da alcuni mesi tramite Cortilia.it e trovo a buona qualità e prezzi convenienti oppure uguali a quelli del supermercato, con la differenza che il guadagno va all’agricoltore che non risente dello strangolamento tipico della Gdo.

    Comunque sia sono abbonato, con consegna quindicinale (che posso comunque gestire secondo le mie necessità) incrementando poi con ordini di carne, uova ed altri prodotti.

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    esiste da anni anche in Italia

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    Io faccio parte di un Gas (www.gas-sestocalende.it) e il nostro Gas fa parte di una cooperaticva (www.aequos.eu) che raccoglie 35 Gas, e compriamo principalmente frutta e verdura (e non solo) direttamente dai produttori.
    Sarebbe bello che altre iniziative come la nostra fosse presente in tanti posti d’ Italia
    Francesco Schino

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    raffaele billo

    Ho un’azienda agricola impostata sulla vendita diretta dei miei prodotti, posso confermare che non sempre riesco mantenere dei prezzi al di sotto dei supermercati, a volte mi chiedo cosa rimane al contadino che produce quel prodotto, ci sono aziende che hanno una gestione industriale praticando la monocultura, ma tutto questo non porta benessere alla società, poi vuoi mettere la freschezza e il grado di maturazione dei frutti raccolti solo quando sono maturi, se un consumatore non distingue questi aspetti credo che sia poco attento e poco interessato al cibo.
    Da gennaio ho iniziato la vendita tipo amap a Bologna vedi il sito wwwfilocorto.it

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    Nei mercati dei contadini praticano dei prezzi nettamente superiori ai supermercati. A loro vendono a basso prezzo e vogliono rifarsi con i clienti diretti.
    Sei mesi fa chiesi a varie aziende produttrici il prezzo di 1 kg di pinoli: costavano di più da loro che in un qualunque negozio al dettaglio (e si trattava dello stesso prodotto: pinoli pisani).