Dopo anni di proteste e critiche da parte di associazioni, ricercatori e cittadinanza, l’azienda spagnola Nueva Pescanova rinuncia al primo allevamento intensivo di polpi al mondo.
Non si farà l’allevamento l’allevamento intensivo di polpi a La Palmas. L’azienda spagnola Nueva Pescanova ha infatti annunciato di aver abbandonato il progetto di costruire il primo impianto al mondo per l’allevamento commerciale dei polpi, che sarebbe dovuto sorgere sull’isola di Gran Canaria, in Spagna. La decisione non è del tutto inaspettata: Nueva Pescanova, infatti, non aveva presentato la valutazione ambientale richiesta dalle autorità di Las Palmas per concedere l’autorizzazione (ne avevamo parlato in questo articolo). Anche l’Autorità portuale della città ha confermato la notizia.
La vicenda è iniziata nel 2021, quando l’azienda aveva annunciato l’intenzione di aprire sull’isola di Gran Canaria il primo allevamento intensivo di polpi, capace di allevare e macellare un milione di cefalopodi l’anno. Da allora associazioni come Compassion in World Farming, membri della comunità scientifica, attivisti e comuni cittadini hanno protestato contro il progetto, sollevando preoccupazioni di carattere ambientale e relative al benessere animale.
“Dopo anni di pressione e campagne, questa è una vittoria enorme per i polpi, per i nostri oceani e per tutte le persone che si sono unite a noi per fermare il primo allevamento di polpi al mondo. – dichiara Elena Lara, Senior Research and Policy Advisor di Compassion in World Farming, – I polpi sono animali selvatici intelligenti, non merce da rinchiudere in allevamenti intensivi. La decisione di abbandonare questo progetto invia un messaggio forte e chiaro: il futuro del cibo non può essere costruito sulla sofferenza degli animali o su pratiche insostenibili. Ora i governi devono fare un passo in più, vietando l’allevamento dei polpi e impedendo l’espansione dell’acquacoltura di specie carnivore.”
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.



Grazie al cielo e a tutti quelli che si sono battuti in nome dell’intelligenza animale
…una bellissima notizia!!!!
Felice che abbiano abbandonato il progetto !!
Che bella notizia!!!! I polpi meritano rispetto, come tutti gli animali della Terra!
Ottima notizia. Nella dichiarazione, però, c’è un’affermazione sinistra e un poco ambigua:”….perché sono animali intelligenti, non merce da rinchiudere in allevamenti intensivi….”. Temo che qualcuno pensi che l’opzione di allevamenti intensivi di animali dipenda dal loro QI o dal fatto che siano o ,meno specie carnivore. Molto meglio il passaggio successivo che auspica un radicale cambiamento di queste pratiche in generale.
Molto bene. Avanti così!
Meno male
Ne sono
Molto felice,
Sono molto contento dì questa notizia ,speriamo che seguano altre notizie simili per tutti gli allevamenti intensivi degli animali
Bene ma … la richiesta di polpo da parte dei consumatori diminuira’ ? Io ne dubito . Sono piu’ propensa a credere che crescera’ , come tutta la richiesta di carni . Povero mare , sempre piu’ distrutto !!!! La campagna successiva deve essere l’ astensione dal consumo ( o perlomeno la riduzione ) dei polpi . Possibilmente accompagnata da azioni di RIPOPOLAMENTO , per combattere gli squilibri ambientali ( es, granchi blu) dovuti allo sconsiderato prelievo di polpi in natura