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Acrilammide negli alimenti aumenta il rischio di cancro: il parere dell’Efsa si apre alla consultazione pubblica

acrilammide e cancro caffè
L’acrilammide si forma negli alimenti, soprattutto amidacei, sottoposti ad alte temperature

Acrilammide e cancro: questa sostanza presente negli alimenti aumenta potenzialmente il rischio di insorgenza di un tumore per i consumatori in tutte le fasce d’età. I  bambini sono però maggiormente esposti per via del minore peso corporeo. Lo afferma l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha indetto una consultazione pubblica online, fino al 15 settembre, per raccogliere commenti sulla propria bozza di parere scientifico relativa alla presenza di acrilammide negli alimenti. L’acrilammide è prodotta dalla stessa reazione chimica che conferisce al cibo la doratura durante la normale cottura ad alta temperatura (+150°C). Il problema si pone sia in ambito domestico, come nella ristorazione e nell’industria alimentare. Stiamo parlando di caffè, prodotti fritti a base di patate, biscotti, cracker e pane croccante, pane morbido e alcuni alimenti per l’infanzia.

 

L’Efsa dovrà pubblicare un parere finale entro giugno 2015, poi spetterà alle autorità nazionali ed europee decidere l’adozione di eventuali misure, che potrebbero andare dai semplici consigli sulla cottura a livello domestico a un sistema di controlli sulla produzione di alimenti a livello industriale e commerciale.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: istockphotos.com

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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2 Commenti

  1. Avatar

    bravo Cracco che pubblicizza le patatine fritte. Campione!

  2. Avatar

    Una richiesta banale quanto scontata, come dovrebbe essere questa materia:
    Fare analisi a tappeto su tutti i prodotti incriminati,
    pubblicarli e prendere provvedimenti diretti con disposizioni, divieti ed autocontrollo dei produttori, è cosa che dovrebbe fare EFSA, o ci allerta perché va di moda il sadismo delle varie commissioni ed il masochismo commerciale?