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Dopo il precedente di ottobre in Francia, una nuova ondata di attacchi hacker colpisce i frigoriferi dei supermercati in Europa e in Italia.

Un’ondata di attacchi hacker ha preso di mira, nella notte tra il 1° e il 2 novembre, i sistemi di refrigerazione dei supermercati in almeno sei Paesi dell’Unione Europea: Belgio, Svezia, Irlanda, Estonia, Paesi Bassi e Lussemburgo, a cui si aggiungono Italia e Germania. I pirati informatici sono riusciti ad accedere da remoto ai sistemi di controllo delle temperature, riconfigurando i parametri e trasformando banchi frigo e congelatori in veri e propri impianti di riscaldamento, con picchi che in alcuni casi hanno raggiunto i 50 °C.

Come avevamo già raccontato su Il Fatto Alimentare in occasione del primo caso analogo registrato in Francia a ottobre, le vulnerabilità hardware dei termostati industriali connessi in rete si stanno rivelando un punto critico per la stabilità della catena del freddo.

Nel nostro Paese il blitz digitale ha colpito la grande distribuzione in Sicilia. Secondo quanto dichiarato all’agenzia Adnkronos da Giuseppe Spadaro, direttore generale del gruppo Radenza (che gestisce la rete in franchising a marchio Coop nell’isola), l’incursione è avvenuta intorno alle 04:00 del mattino del 2 novembre. Secondo Federdistribuzione la violazione ha compromesso i banchi alimentari di almeno venti punti vendita, provocando il rapido scongelamento e il deperimento dei cibi conservati. Come riferito da fonti di Palazzo Chigi riprese dai quotidiani nazionali, segnalazioni su anomalie analoghe sono al vaglio delle autorità anche in Emilia-Romagna e Toscana.

Tonnellate di cibo nella spazzatura

A livello europeo, secondo quanto riportato da Rai News e dalla stampa internazionale (The Guardian), la devastazione dei banchi alimentari è stata massiccia. In Belgio sono finiti in tilt circa 40 punti vendita della catena Delhaize e 15 a marchio Carrefour, oltre a negozi Colruyt e Intermarché. In Svezia l’incursione ha bloccato i negozi Ica e Coop, costringendo i direttori a svuotare le corsie e a smaltire ingenti quantità di prodotti rovinati. Così come in Irlanda la catena SuperValu ha segnalato la compromissione di 13 punti vendita, mentre in Estonia e Lussemburgo l’attacco ha colpito prevalentemente piccoli esercizi commerciali.

Giovane donna esamina l'etichetta di uno yogurt da bere, kefir o latte davanti al banco frigo di un supermercato; concept: etichette
I nuovi attacchi hacker ai supermercati hanno portato alla distruzione di tonnellate di cibo

Secondo Stephan Moelans, amministratore delegato della società belga Sabcobel, gli aggressori avrebbero sfruttato falle di sicurezza in apparecchiature obsolete o non aggiornate collegate a Internet per la manutenzione remota, attivando forzatamente la modalità di sbrinamento. Nel mirino sono finiti nuovamente i sistemi di controllo della multinazionale danese Danfoss, già coinvolta nel precedente episodio francese.

Cybersecurity e vulnerabilità

L’Unione Europea, tramite il Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen, ha condannato l’accaduto definendolo un “tentativo deliberato di interrompere l’approvvigionamento alimentare”. Nel frattempo, Palazzo Chigi ha convocato un vertice d’urgenza coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano, insieme ai vertici dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e dell’intelligence, per valutare la portata del fenomeno e proteggere le infrastrutture alimentari nazionali.

L’attacco ai frigoriferi evidenzia una vulnerabilità che supera il settore alimentare. Come segnalato dagli esperti di cybersecurity e da diverse agenzie di intelligence internazionali, l’accesso remoto a dispositivi connessi alla rete — dai distributori di carburante alle reti idriche, fino alla domotica — espone a rischi sistemici ben più ampi.

© Riproduzione riservata. Foto: Depositphotos

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