Lo IAP blocca la campagna pubblicitaria dell’integratore che promettere l’eliminazione delle microplastiche dal corpo: genera false aspettative.
La campagna promozionale dell’integratore Plastikdren della società Guna è finita nel mirino dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP). Con l’ingiunzione n. 18/26 del 29/06/2026, il Comitato di Controllo dello IAP ha infatti bloccato la pubblicità del prodotto sui giornali con il suggestivo claim: “Microplastiche nel tuo corpo? Plastikdren la scelta naturale per liberarti dell’artificiale”. Secondo l’organismo di controllo, il messaggio viola apertamente l’Articolo 2 del Codice di Autodisciplina, che punisce la comunicazione commerciale ingannevole. Il tema della presenza di microplastiche nell’organismo umano è da tempo al centro di un vivace dibattito scientifico, ma da qui a proporre un ‘rimedio naturale’ per liberarsene il passo non è breve.
A finire sotto accusa è l’integratore a base di chitosano, che viene presentato come un prodotto in grado di “catturare nel tratto gastrointestinale le microplastiche ingerite e favorirne l’eliminazione”. Un’affermazione suggestiva ma priva di fondamento scientifico.
Per poter vantare proprietà benefiche, i componenti di un integratore devono prima ottenere il via libera dall’EFSA. Nel caso del chitosano, l’unico effetto salutistico riconosciuto e approvato riguarda il contributo al mantenimento dei normali livelli di colesterolo nel sangue. Nessun richiamo, dunque, alla presunta ‘cattura’ delle particelle plastiche. A nulla serve, sottolinea infine il Comitato, citare genericamente “studi scientifici” negli annunci per accreditare il prodotto: la pubblicità non è la sede opportuna per validare teorie mediche, compito che spetta unicamente alle autorità sanitarie preposte prima dell’immissione sul mercato.
Nel momento in cui scriviamo (23 luglio), a distanza di quasi un mese dall’Ingiunzione, sul sito del produttore Guna si trovano ancora affermazioni come “PLASTIKDREN è l’integratore alimentare innovativo che aiuta a intrappolare le microplastiche nel tratto gastrointestinale, riducendone l’assorbimento e favorendone l’eliminazione.” (vedi schermata sotto).
© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos, Guna
giornalista redazione Il Fatto Alimentare




