Secondo i CDC è probabile che siano in corso più focolai con origini diverse. La lattuga e altre insalate sono diventate il principale filone d’indagine.
Quella che sembrava un’insolita impennata di casi si sta trasformando in una delle più vaste epidemie di ciclosporiasi registrate negli Stati Uniti negli ultimi anni. I casi di infezione da Cyclospora cayetanensis sono ormai quasi 7mila, tra confermati e sospetti, anche se probabilmente i numeri reali sono molto più alti. Intanto, la fonte della contaminazione continua a sfuggire agli investigatori, che però hanno ristretto il campo delle indagini alla lattuga e alle altre insalate.
I numeri della Cyclospora
Secondo gli ultimi dati dei Centri per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CDC), ci sono 1.645 casi confermati e 5.100 casi sospetti ancora in fase di conferma, distribuiti in 34 Stati. Quello più colpito resta il Michigan, che ha riportato oltre 3.300 casi. Il parassita Cyclospora provoca in genere episodi di diarrea acquosa, spesso esplosiva, che possono durare anche settimane. Sebbene la mortalità sia rara, nelle persone più fragili il rischio di complicanze, soprattutto legate alla disidratazione, può rendere necessario il ricovero: dall’inizio dell’epidemia se ne contano 141. Finora non si registrano decessi.

La causa della contaminazione non è ancora stata individuata e le indagini sono complicate da diversi fattori, tra cui il tempo di incubazione della malattia, che arriva anche a 14 giorni, e i tagli dell’amministrazione Trump alle agenzie federali (ne avevamo parlato in questo articolo). Secondo i CDC, inoltre, è molto probabile che quella in corso non sia un’epidemia con un’unica fonte, ma focolai multipli con origini diverse, il più grande dei quali si sta verificando in Michigan, Kentucky, Ohio e West Virginia.
Le autorità sanitarie ritengono inoltre probabile che il numero delle diagnosi continui a crescere almeno nelle prossime settimane, sia perché la stagione della ciclosporiasi non è ancora terminata, sia perché tra il contagio e la comparsa dei sintomi possono trascorrere fino a due settimane.
Lattuga e insalate sotto indagine
Dopo più di mille interviste a persone infettate da Cyclospora cayetanensis, le autorità sanitarie del Michigan hanno ristretto le indagini alla lattuga e altre insalate come possibili veicoli del contagio, senza però riuscire a restringere il campo a un marchio o un produttore. Intanto, la catena di fast food Taco Bell ha deciso di rimuovere temporaneamente gli ingredienti a rischio dai menu di alcuni ristoranti, in via precauzionale: finora le autorità non hanno individuato alcun legame tra la catena e l’epidemia.
La ciclosporiasi si contrae ingerendo alimenti, soprattutto frutta, verdura ed erbe aromatiche fresche, o acqua contaminati da oocisti del parassita (ne abbiamo parlato più in dettaglio in questo articolo). Negli ultimi decenni lamponi, basilico, coriandolo, lattuga e altre verdure a foglia hanno provocato la maggior parte dei focolai, perché il loro consumo a crudo e la loro superficie irregolare rendono difficile eliminare completamente le oocisti con il semplice lavaggio. Solo la cottura è in grado di inattivarle efficacemente.
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Giornalista professionista, redattrice de Il Fatto Alimentare. Biologa, con un master in Alimentazione e dietetica applicata. Scrive principalmente di alimentazione, etichette, sostenibilità e sicurezza alimentare. Gestisce i richiami alimentari e il ‘servizio alert’.


