Processo di analisi degli alimenti. Riso al microscopio, fagioli rossi allerta e grano in piastre di Petri su sfondo grigio, vista dall'alto. Concept: sicurezza alimentare

Dopo un decennio di paralisi, il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare vara un programma ambizioso: dalle microplastiche ai nuovi metodi di cottura e persino l’‘effetto cocktail’ degli interferenti endocrini. Ma senza un supporto reale il rischio è che resti l’ennesimo esercizio accademico.

Per oltre un decennio, il Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare (CNSA) è apparso come un’eccellenza scientifica ‘congelata’. Nonostante la presenza di accademici e tossicologi di fama, l’organismo è rimasto spesso nell’ombra, vittima di una cronica mancanza di input da parte del Ministero della Salute che ne ha depotenziato il ruolo consultivo e propositivo. Oggi, con l’approvazione del Programma Triennale 2026-2028 avvenuta il 30 marzo 2026, il Comitato tenta di invertire la rotta. Il documento non è solo una lista di buone intenzioni, ma un tentativo di riaffermare che la valutazione del rischio costituisce un “processo scientifico specialistico che richiede l’analisi sistematica di dati e studi”. Richiamando il Regolamento (CE) n. 178/2002, il CNSA ribadisce la necessità della “separazione funzionale tra valutazione e gestione del rischio” come requisito essenziale per garantire l’indipendenza scientifica delle valutazioni.

Dalla tradizione alla medicina metabolica

Il cuore del nuovo programma si snoda attraverso una visione integrata che parte dalla valorizzazione della tradizione per arrivare alle frontiere della medicina metabolica. Nel contesto della Dieta Mediterranea, definita un paradigma validato per la salute e la sostenibilità, il Comitato avverte che il potenziale protettivo di questo modello dipende da robusti presupposti di sicurezza alimentare. Oltre al noto problema del botulismo derivante da conserve domestiche inadeguate, l’attenzione si sposta sulla metainfiammazione, descritta come uno stato infiammatorio cronico di basso grado associato a disordini metabolici quali obesità e diabete di tipo 2.

Botulino conserve vegetali
Tra i temi da affrontare, c’è l’onnipresente questione del botulino e delle conserve fatte in casa

In questo ambito, la sicurezza alimentare converge con la nutrizione e la salute pubblica: il CNSA intende indagare come i contaminanti (pesticidi, metalli pesanti, interferenti endocrini) e gli additivi alimentari possano modulare i processi infiammatori, influenzando il microbiota e la permeabilità intestinale. L’obiettivo è supportare la ricerca nazionale mediante studi di nutrigenomica per chiarire l’interazione tra esposizione alimentare e salute metabolica.

Economia circolare e sicurezza alimentare

Un’altra sfida cruciale riguarda la transizione verso l’economia circolare e la prevenzione degli sprechi alimentari, obiettivi centrali dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Tuttavia, il Comitato evidenzia come l’impiego di materiali di recupero, sottoprodotti e rifiuti (ad esempio come fertilizzanti) possa comportare “l’emergenza di nuovi pericoli per il consumatore attraverso vie di esposizione non convenzionali”. Pratiche di recupero non adeguatamente regolamentate potrebbero introdurre agenti patogeni resistenti e contaminanti organici emergenti. Per questo motivo, il piano prevede di definire criteri tecnico-scientifici per distinguere le pratiche di recupero compatibili con elevati standard di sicurezza da quelle suscettibili di aumentare il rischio sanitario.

Parallelamente, il CNSA affronta il tema della disfagia, ponendo la ‘sicurezza reologica’ come determinante principale di prevenzione per le popolazioni vulnerabili. La sicurezza alimentare per un paziente disfagico non si limita all’assenza di patogeni, ma deve includere “coesione, viscosità, elasticità, adesività, durezza, granulometria e stabilità nel tempo della consistenza”. Il Comitato lavorerà per integrare questi controlli di consistenza nei sistemi di autocontrollo (HACCP) e per standardizzare le modalità di preparazione e somministrazione delle diete a consistenza modificata, raccordandosi alla norma UNI 11941:2024 e alla classificazione internazionale IDDSI.

Friggitrice ad aria con patatine fritte nel cestello sul piano di lavoro di una cucina, tra piastra a induzione e lavandino
Il CNSA si propone di analizzare anche i rischi legati ai nuovi metodi di cottura, come la friggitrice ad aria

Microplastiche

Il piano non trascura le minacce emergenti più insidiose, come le micro e nanoplastiche, le quali, essendo numericamente prevalenti, presentano rischi di “internalizzazione e migrazione tissutale” e il potenziale effetto ‘cavallo di Troia’ nella modifica della biodisponibilità dei contaminanti. Viene inoltre affrontato l’impatto dei nuovi metodi di cottura (friggitrice ad aria, sottovuoto) sulla formazione di acrilammide e idrocarburi policiclici aromatici, e la gestione degli interferenti endocrini (PFAS, pesticidi) secondo l’approccio ‘cocktail’, analizzando gli effetti su fertilità e sviluppo embrionale.

Le incognite

“Sono stato membro del CNSA per 10 anni – precisa Alberto Mantovani esperto dell’EFSA e dell’ECHA (Agenzia Europea Sostanze Chimiche) – e questa ripresa di attività da parte del nuovo Comitato non può che farmi piacere, soprattutto perché il piano di lavoro comprende argomenti emergenti, complessi e che richiedono un approccio interdisciplinare, in linea con la visione One Health. Il programma è indubbiamente ambizioso, e al CNSA si richiede di fornire indicazioni scientificamente solide chiare e tempestive al Ministero, al SSN e al sistema agroalimentare italiano. Ritengo quindi auspicabile che possa lavorare ‘facendo sistema’, giovandosi dell’ampia rete di esperti scientifici del nostro Paese, e lavorando in stretta collaborazione con EFSA”.

Il programma 2026-2028 è sicuramente ambizioso e tecnicamente solido, ma la sua riuscita resta legata a un’incognita strutturale. La capacità di produrre pareri tempestivi su temi complessi dipenderà interamente dal supporto e dagli input che il Ministero della Salute vorrà effettivamente fornire. Se l’amministrazione centrale non sarà in grado di garantire risorse, il piano rischia di rimanere, come i precedenti, un esercizio accademico destinato a i cassetti della Direzione Generale.

© Riproduzione riservata Foto: AdobeStock, Depositphotos

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