L’Antitrust condanna a una multa di oltre 23 milioni tre big degli snack per un cartello sulle patatine destinate ai supermercati. Gare pilotate, clienti spartiti e prezzi meno competitivi. Vittime Eurospin, Lidl, Coop, Conad, Esselunga, Carrefour…
L’Antitrust ha sanzionato Amica Chips, Pata e Preziosi Food, le tre aziende leader di mercato delle patatine fritte e snack salati come le tortillas, a una multa di oltre 23 milioni di euro. L’accusa è di avere dato vita a un’‘intesa segreta’, per non farsi concorrenza nelle gare destinate alla fornitura di patatine e snack ai supermercati. In pratica, invece di competere fra di loro per aggiudicarsi la commessa, le aziende si coordinavano dividendosi i clienti. Nel dettaglio, Amica Chips dovrà pagare 8.239.210 euro, Pata 7.555.387 e Preziosi Food 7.503.550. Le sanzioni sono state ridotte in misura variabile dal 10 fino al 50% perché le aziende hanno collaborato e beneficiato del programma di clemenza. L’istruttoria era stata aperta nel 2024 dopo la segnalazione di un whistleblower.
Il cartello riguardava il mercato degli snack salati prodotti per le varie catene di supermercati che poi li rivendevano con il loro marchio (prodotti cabinati in gergo private label). Le insegne coinvolte e vittime del cartello secondo l’indagine sono: Coop, Conad, Esselunga, Carrefour, Lidl, Aldi, Eurospin, Selex (Famila, A&O), VéGé, Despar, Tigre, MD, Crai, Penny Market e Pam Panorama.
Il meccanismo, che andava avanti da anni, era molto semplice e anche efficace. Le aziende tendevano a spartirsi i clienti, lasciando che ciascuna gestisse i propri clienti senza essere attaccata dalle altre. Quando venivano indette gare i vari operatori partecipavano solo formalmente. Le imprese infatti presentavano offerte meno convenienti, permettendo a quella ‘designata’ di vincere.
Il sistema consentiva anche di mantenere i prezzi elevati. Le conseguenze di questo sistema non sono solo teoriche. Quando i produttori non si fanno concorrenza, i supermercati pagano di più patatine e snack e hanno meno margine per abbassare i prezzi sugli scaffali. Il risultato è che i prodotti a marchio del supermercato sono venduti a un prezzo maggiore.
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Giornalista professionista, direttore de Il Fatto Alimentare. Laureato in Scienze delle preparazioni alimentari ha diretto il mensile Altroconsumo e maturato una lunga esperienza come free lance con diverse testate (Corriere della sera, la Stampa, Espresso, Panorama, Focus…). Ha collaborato per 7 anni con il programma Mi manda Lubrano di Rai 3 e Consumi & consumi di RaiNews 24


