L’allarme dei ricercatori: tre quarti dei prodotti per l’infanzia sono ultra processati.
Il cibo ultra processato dilaga tra i prodotti per l’infanzia, i baby food, perché le famiglie sono attratte dalla convenienza e dalla praticità, e probabilmente non informate a sufficienza sugli aspetti negativi associati a quel tipo di alimenti. Negli USA, almeno tre quarti dei prodotti per neonati e per bambini sono a tutti gli effetti ultra processati, ed è probabile che anche in altri paesi la situazione non sia molto diversa, perché le grandi multinazionali immettono continuamente sul mercato globale questo tipo di prodotti, proponendone sempre di nuovi.
Una fotografia impietosa
A censire gli alimenti venduti nelle prime dieci grandi catene di supermercati statunitensi hanno provveduto i ricercatori del George Institute for Global Health, che hanno vagliato 651 prodotti presenti nel database Food Switch, classificandoli secondo la definizione più accreditata, la NOVA, come ultra processati o no.
Il risultato è stato abbastanza impressionante, perché gli ultra processati sono risultati largamente dominanti.
Il 71% dei baby food conteneva infatti additivi, la grande categoria su cui si incentrano molti dubbi per possibili effetti negativi sulla salute dei bambini. Nello specifico, il 36% dei prodotti aveva esaltatori di sapidità, il 29% addensanti, il 19% emulsionanti e il 19% coloranti; in totale, sono stati identificati 105 additivi singoli.
Baby food e additivi
Come hanno sottolineato gli autori su Nutrients, gli additivi, e in particolare gli emulsionanti, gli stabilizzatori e gli addensanti, sono fortemente sospettati di alterare il microbiota intestinale, mentre i coloranti, soprattutto se sintetici, di influenzare il comportamento dei bambini.

Non è andata meglio con gli zuccheri: se nei prodotti classificati come non ultra processati la concentrazione media è risultata essere di 7,3 grammi ogni cento di alimento, negli ultra processati è salita a 14: praticamente il doppio, e per la maggior parte si trattava di zuccheri aggiunti. Particolarmente zuccherati sono risultati essere gli snack e il finger food, cibo da prendere con le mani, che avevano una concentrazione di zuccheri pari a 2,5 volte quella degli alimenti non ultra processati (14,4 g/100 versus 5,6 g/100).
Anche il sodio, di cui sono pieni soprattutto gli snack, è risultato essere in grande eccesso, e cioè a una concentrazione di 70 mg/100 g, contro i 41 g/100 g dei corrispettivi non ultra processati.
Ancora, da un altro punto di vista, praticamente tutti i prodotti confezionati come snack (il 94%) erano ultra processati, seguiti da quelli confezionati normalmente (86%) e da quelli in busta (73%), spesso a base di frutta e quindi considerati più sani, anche se spesso sono quelli meno sani in assoluto (eppure le vendite dal 2010 sono cresciute del 900%, negli Stati Uniti, anche grazie alla loro estrema praticità).
Tempo di agire
Secondo gli autori, che avevano già mostrato in uno studio precedente che due terzi dei prodotti per bambini non erano sani, in base alle definizioni date dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la situazione è preoccupante, soprattutto perché gli ultra processati sono sempre più presenti nei supermercati e nei negozi, e le famiglie sono invogliate ad acquistarli per motivi economici e di praticità. Tuttavia, anche a causa di un’etichettatura non soddisfacente, raramente i genitori si rendono conto della scarsa qualità nutrizionale di questi alimenti, come dimostra il caso eclatante delle bustine alla frutta.
È necessario quindi intervenire, almeno a livello di consapevolezza. E il momento sembra favorevole, dato che il segretario alla salute Robert Kennedy Jr. ha dichiarato guerra ai coloranti sintetici e in generale agli additivi. Alcuni dei primi sono già stati vietati, altri seguiranno e gli ultra processati sono il primo bersaglio del movimento Make America Healthy Again, come ricordato esplicitamente nelle nuove linee guida.
Resta da capire in che modo saranno conciliati gli interessi dei grandi gruppi industriali che hanno sostenuto economicamente la campagna elettorale di Donald Trump con quelli delle mamme che vanno a comprare il cibo per neonati e bambini nella GDO. Tuttavia, anche se il risultato della mobilitazione anti ultra processati fosse solo un aumento di consapevolezza, si sarebbe fatto comunque un passo in avanti.
Giornalista scientifica


