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Ci sono voluti 25 anni dalla pubblicazione, e otto dallo scandalo dei cosiddetti Monsanto Papers, i documenti segreti nei quali era già scritto tutto quello che occorreva sapere, ma alla fine la rivista Regulatory Toxicology and Pharmacology ha ritirato lo studio fondamentale sull’innocuità del glifosato, sul quale si erano incentrate molte decisioni favorevoli. Giunge così a una conclusione almeno la parte scientifica della spinosa vicenda, perché da ora in avanti nessuno potrà più sfruttare quelle conclusioni inaffidabili per difendere l’erbicida ignorando le centinaia di studi che, al contrario, suggeriscono o dimostrano la pericolosità della sostanza, e i verdetti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

I fatti sul glifosato

È il 2000 quando un gruppo di ricercatori (Gary M. Williams del New York Medical College, Robert Kroes dell’università di Utrecht, Olanda e Ian C. Munro di Intertek Cantox, Canada) firma uno studio che sembra dimostrare la sicurezza del glifosato per la salute umana e, nello specifico, l’assenza di rischi oncologici. Negli anni seguenti diversi esperti avanzano dubbi su quelle conclusioni, ma lo scandalo scoppia nel 2017, quando sono resi noti i documenti interni della Monsanto, i Monsanto Papers appunto, che mostrano come quella pubblicazione sia frutto di un’operazione di Ghost Writing, cioè redatta dai tecnici dell’azienda e poi fatta firmare a quei tre ricercatori non dipendenti dall’azienda dietro un compenso economico la cui entità non è nota.

Glifosato
La maggioranza della letteratura scientifica non giunge mai alla conclusione che il glifosato sia una sostanza sicura e neppure innocua

Già nel 2015, peraltro, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso la sua agenzia per il cancro, lo IARC di Lione, era giunta a conclusioni opposte e aveva dichiarato il glifosato probabile cancerogeno (gruppo 2A).

Tuttavia, su quello studio del 2000 sono state basate decisioni fondamentali prese dalle principali agenzie regolatorie come la statunitense Environmental Protection Agency (EPA) e la stessa European Food Safety Agency (EFSA), e quello studio è stato ripreso da Donald Trump nella memoria presentata alla Corte Suprema per dare un entusiastico sostegno al glifosato e alla Bayer, da opporre alle migliaia di cause legali al momento in atto. Il gesto è opposto da quelli fatti da Joe Biden sempre in sede di Corte Suprema, e va contro le guerre ai pesticidi dichiarate e mai iniziate dal Segretario alla salute Robert Kennedy jr nel suo programma Make America Healthy Again (MAHA).

Le motivazioni del ritiro

Nello specifico, ecco le motivazioni del ritiro da parte della rivista:

Cancerogencità: le valutazioni espresse allora erano basate esclusivamente su dati prodotti da Monsanto. Gli autori non avevano preso in considerazione i numerosi studi di segno opposto già disponibili allora e riassunti anche in una revisione del 1999, affermando di averne considerati altri non pubblicati, e quindi impossibili da consultare.

Indipendenza degli autori: la partecipazione occulta di dipendenti di Monsanto gettava ombre pesanti sulla trasparenza e l’attendibilità delle conclusioni.

Falsa rappresentazione dei contributi: gli autori stipendiati da Monsanto, veri redattori del lavoro, non erano citati neppure nei ringraziamenti e questo rafforza i dubbi.

Compensi economici: i Monsanto Papers mostravano che esistevano i compensi per gli autori, ma di tali pagamenti non c’è traccia ufficiale. Il conflitto di interessi è dunque palese, anche se celato, e non ignorabile.

Consumatori, ambiente e scienziati

Il ritiro del lavoro, accolto con grande soddisfazione dai gruppi a difesa dei consumatori e dell’ambiente di tutto il mondo, nonché da decine di esperti che negli anni si sono battuti per uno stop al glifosato, sarebbe potuto arrivare anni prima e non ci sono molte giustificazioni per questo ritardo. Anzi, nei presupposti c’erano già le motivazioni che avrebbero dovuto spingere la rivista a non pubblicare un articolo del genere, e questo chiama in causa tanto il board editoriale, che oggi si dice dispiaciuto, quanto chi allora eseguì la revisione.

Ma l’importanza del ritiro, come detto, va ben oltre, e ora potrebbero cambiare molte cose. La stragrande maggioranza della letteratura scientifica attendibile prodotta in tutti questi anni non giunge mai alla conclusione che il glifosato sia una sostanza sicura e neppure innocua, per nessun essere vivente come per l’ambiente, e per Bayer sarà complicato dimostrare il contrario, così come lo sarà per le agenzie regolatorie che hanno continuato a prolungare le autorizzazioni per una sostanza tanto ubiquitaria quanto pericolosa.

© Riproduzione riservata Foto: Depositphotos.com

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Francis
Francis
12 Dicembre 2025 05:14

Finalmente, direi
Le grandi compagnie non si interessano quasi mai dei propri consumatori o dipendenti, per spendere meno e far pagare di più.. indipendentemente da quanto danno fanno. Finché rispettano gli standard minimi (a volte da loro addirittura fabbricati come in questo caso), a loro non importa. Si svegliano soltanto quando o vengono messi a nudo, ma tanto il danno è fatto.

Giova
Giova
Reply to  Francis
13 Dicembre 2025 22:00

Se sì svegliano …
Nel settore del tabacco, ad es., da recidivi, si sono buttati nel mercato delle sigarette a combustione lenta e in quello delle elettroniche, con tutti i rischi e i problemi di salute che comportano. E quando si trattò di adeguarsi al divieto di pubblicità delle sigarette, fecero “orecchio da mercante”, pagando profumatamente dei testimonial e dei personaggi famosi, o pubblici, che si facevano riprendere con la sigaretta in bocca, facilmente emulabili (termine che forse non è corretto, me ne scuso) dai ragazzi.
Purtroppo quando si è sconnessi dalla natura, dall’ambiente (anche antropico, sociale) e non si possiede il senso di appartenenza alla comunità umana le speranze di ravvedimento sono poche. E delinquere, o anche solo “seguire il mercato”, è facilissimo perché è la natura del sistema capitalistico.

Orazio
Orazio
12 Dicembre 2025 08:31

Premesso che nessun pesticida è un toccasana, compresi tutti quelli usati nel biologico, perché non viene data profondità al rischio? Con quali dosi di glifosato veniamo normalmente in contatto e a che dosi ed esposizioni ci potrebbero essere dei rischi? Ci sono molecole alternative più innocue? O la soluzione è il diserbo manuale?

Luigi Ascione
Luigi Ascione
Reply to  Orazio
12 Dicembre 2025 10:20

La soluzione è il diserbo meccanico con le corrette pratiche agronomiche di rotazione delle colture, l’abbandono del massimo profitto in monocoltura che ha impoverito l’agricoltura per arricchire i fornitori di servizi, pesticidi, concimazione chimica, il ritorno al concetto che la produzione di cibo sano abbassa anche i costi poi scaricati in termini ambientali e sanitari e di salute della popolazione e di insterilimento dei substrati agricoli. Parola di agronomo. Augh!

Giovanni Natale
Giovanni Natale
Reply to  Orazio
15 Dicembre 2025 09:59

Vuole per cortesia elencare i pesticidi usati nel biologico, con tanto di riferimenti bibliografici, dimostranti la loro cancerogenicità, preferibilmente con studi di metanalisi ?

Rino
Rino
12 Dicembre 2025 20:32

Articolo scritto in maniera molto arrafazzonata e pressapochista.
Le review sul glifosato dimostrano l’assoluta maneggevolezza e scarsissima tossicità di questo prodotto; l’inclusione nel gruppo 2A non dice nulla circa le dosi, senza contare che sono unicamente studi basati su animali e nessuna prova certa nell’uomo.

Valerio
Valerio
Reply to  Rino
13 Dicembre 2025 21:49

Di quali review sta parlando? Sono noti da anni i danni arrecati all’ecosistema, tanto che nel corso degli anni le case produttrici sono state costrette ad inserire in etichetta varie dichiarazioni di tossicità, che all’inizio negavano, e la presenza dei metaboliti del glifosato in buona parte delle acque potabili italiane. Bayer, che è subentrata a Monsanto nella produzione e commercializzazione del glifosato, sta ricevendo negli USA condanne per decine di milioni di dollari di risarcimenti a utilizzatori professionali (leggasi agricoltori) che lamentano gravi danni alla salute. Inoltre va sempre considerato che i pareri e gli studi compreso quello dell’EFSA considerano generalmente il solo principio attivo, mentre ovviamente gli effetti su ambiente e salute sono dovuti all’intero formulato commerciale, che comprende anche altre sostanze.

Giova
Giova
Reply to  Rino
13 Dicembre 2025 22:16

La classe di appartenenza sarà rivista proprio per questa notizia, per nulla raffazzonata, ma chiara. E cioè, ci sono persone che per nascondere i misfatti causati da loro stessi a milioni di api, ad es., e agli agricoltori con malattie professionali, ad es., hanno costruito delle prove, specificamente, uno studio, farlocco, che li solleva da ogni responsabilità. Rendendo insufficienti gli studi che dimostrano la pericolosità del glifosato.
Studi dai quali si dovrà, probabilmente, ripartire per arrivare a delle conclusioni forti e certe; tali da escluderne per sempre l’impiego.
Ci si chiede perché le nostre tasse debbano servire a finanziare delle ricerche continue, finalizzate alla tutela della salute e dell’ambiente, per fare fronte ad imprese che non rispettano elementari principi di precauzione, o addirittura ne convalidano la sicurezza con prove false.

Paola
Paola
12 Dicembre 2025 23:40

I soldi pagano molto di più di una ricerca giusta ed equilibrata. Non so se i responsabili di questi inganni sono consapevoli di aver fatto ammalare e morire molte persone. Ora basta!

Luigo
Luigo
13 Dicembre 2025 10:22

Da anni si combatte l’utilizzo del Glifosato senza nessuna via d’uscita. Finalmente uno studio mirato, sancisce l’enorme pericolosità di questo potente erbicida. La Monsanto, ha quindi sempre difeso con meccanismi corrotti, questo erbicida. Io personalmente, tutto ciò che arriva dalla Monsanto, non lo acquisto proprio per il fatto che la suddetta, ha sempre difeso certi pericolosissimi pesticidi. Grazie a Voi, per il vostro impegno e trasparenza che con professionalità ci rendete capaci di comprendere l’oscurità di certe manipolazioni. Grazie ancora.

Vincenza Zagaria
Vincenza Zagaria
13 Dicembre 2025 11:36

GRAZIE!!!

rosaria
rosaria
13 Dicembre 2025 11:59

finalmente sono stati smascherati questi ricercatori che si vendono così facilmente…. propongo una raccolta di firme per fare si che anche EFSA Europea,modifichi le sue decisioni…..

Patrizia
Patrizia
13 Dicembre 2025 13:38

Forse q questo punto l’Unione europea che stava per approvare qualcosa sui pesticidi (scusate non ricordo che cosa) farà finalmente marcia indietro come i tanti attivisti di WeMove chiedono. Sicuramente non sarà contenta la Germania per la sua Bayer, ma almeno i consumatori mangeranno meglio

luigiR
luigiR
Reply to  Patrizia
15 Dicembre 2025 15:02

purtroppo il glifosato non è l’unico erbicida usato in agricoltura, anche se ne rappresenta la maggior parte…

Maria Rita
Maria Rita
13 Dicembre 2025 16:28

Sarà la volta buona perché si prendano provvedimenti più restrittivi? Ne dubito purtroppo…

Franco
Franco
13 Dicembre 2025 17:09

Ora sarebbe interessante conoscere le motivazioni con cui l’Europa, e l’Italia, continuano a procrastinare la messa al bando di questo pesticida, senza commissionare mai studi approfonditi superpartes.

Azul98
13 Dicembre 2025 19:28

Una lotta durata decenni,con dimostrazioni di decessi dovuti all’uso di questo potente erbicidida altamente cancerogeno, con conseguenze per il corpo umano devastanti come per l’ambiente, non risparmia nulla, viene spruzzato con aeroplani o piper su enormi tenute che vengono irrorate da questo agente chimico con conseguenze che tutti sapevano, molti hanno vinto la causa contro il fornitore ufficiale che era la Monsanto, poi acquistata dalla Bayer, che formarono il famigerato Monsanto-Bayer Mergers per avere il monopolio del pesticidi più tossici e potenti come il Gliposato, e tutte le Nazioni facenti parte dell’Europa Unita come Fitosanitario l’avvelcon dubbie qualità ma che rendeva fefe euro sulla salute qui ,come in qualsiasi parte del Mondo dove è sempre stato usato in abbondanza in totale indifferenza per l’Ambiente, inquinandolo, entrando come una nuova pandemia nei polmoni nei tessuti di chi lo usava senza alcuna protezione causandone la follia e di conseguenza l’avvelenamento di Acque potabili, aria, e suolo. Una catastrofe che si poteva benissimo evitare se c’era un minimo di buon senso.

Azul98
13 Dicembre 2025 20:07

Kevin Folta: lo Scienziato Negazionista che negava ogni evidenza di tossicità e cancro assunto dalla Monsanto, insultava chiunque lo ostacolasse, come è la Monsanto. Intanto la popolazione ignara moriva di cancro, leucemia, aveva disfunzioni nel sistema centrale nervoso, diabete, malformazioni, mutazioni genetiche, sia esseri umani che animali e il biostistema degradato in maniera talmente enorme che non è più possibile coltivare nulla, respirare un aria talmente tossica e avvelenata che ti entra nei polmoni, nel sangue, avvelenando chiunque, poi la Famigerata Monsanto-Bayer Mergers, per avere il monopolio del pesticida , i parenti hanno vinto cause contro la Monsanto, ma niente la fermava, in Continenti come America Latina, Asia, Africa, Dove venivano buttate con i piper sui campi coltivati con la gente che era dentro, il profitto su tutto, nessuna protezione causandone malattie degenerative, malformazioni, cancro, un Europa ruffiana e falsa con il Mercosur lo vendeva a milioni di dollari noncurante delle conseguenze che provocava, sia all’estero che nelle Nazioni facenti parte dell’Europa Unita, come il Paraquat, dopo 25 anni di lotte e petizioni si è bloccato un mostro che si guarda ciò che ha fatto c’è da vergognarsi di fare parte della razza umana. Tutto avvelenato, acqua potabile, Aria, e ciò che erano terreni fertile in nome del maledetto denaro.

Tarci
Tarci
14 Dicembre 2025 07:45

La vostra forza e scrivere quello che non va. Vorrei che fosse possibile avere informazioni tutti i giorni sulle cose che non vanno bene sui giornali in edicola grazie mille per quello che fate per la sicurezza alimentare!

Mara Mainardi
Mara Mainardi
14 Dicembre 2025 16:11

Siete grandi, continuerò a sostenervi nel limite del mio possibile, veri giornalisti dalla parte dei consumatori. Grazie

Maria Antonia
Maria Antonia
14 Dicembre 2025 17:56

Chissà quanti tumori avrà causato.
Quanto c’è ne sarà ancora immagazzinato e che verrà comunque usato a continuo scapito della salute umana animale e dell’ambiente.
Innegabile lo sdegno.

Roberto Defez
Roberto Defez
15 Dicembre 2025 14:01

Agnese Codignola, è opinabile quello che lei afferma a proposito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ addirittura vero il contrario. Lo IARC, che non è un’agenzia regolatoria, ha messo il glifosato nella categoria dei Probabili cancerogeni: ma IARC valuta il pericolo, non valuta il rischio e se valutassimo tutti il rischio non usciremmo di casa perchè IARC mette tra i SICURI cancerogeni le radiazioni solari. Invece noi usciamo di casa e facciamo anche il bagno in mare perchè valutiamo il rischio. IARC non ha titolo per valutare il rischio e per questo nel meeting congiunto dell’OMS con la FAO sui pesticidi (JMPR) le due organizzazioni hanno redarguito IARC di non occuparsi di cose che non conosce. OMS e FAO hanno addirittura richiamato i governi nazionali a richiamare i loro rappresentanti in IARC che si stavano occupando di questioni che non sono di loro competenza. Anche da quello che lei scrive, il ritiro dell’articolo (giustissimo e molto tardivo) non è imputato a dati falsificati, ma a disonestà nel dichiarare i conflitti d’interesse.
Il glifosato è improbabile che sia cancerogeno come dichiarato da tutte (ripeto TUTTE) le agenzie regolatorie mondiali. Capisco che questo non fa fare il titolo di un articolo giornalistico, ma almeno corrisponde ai fatti e non ai desideri di chi distorce i fatti.

Roberto Defez
Roberto Defez
Reply to  Roberto Defez
16 Dicembre 2025 09:02

No. Capisco che la cosa sia complessa da digerire, ma gli articoli che anche io pubblico sulle riviste scientifiche non sono adatti al lavoro che fanno le Agenzie Regolatorie: EFSA, ECHA, EPA, Health Canada o Australia. Anche il Ministero dell’Ambiente e della protezione del consumatore tedesco smentisce IARC. Un articolo (che ripeto, anche io li pubblico) è un testo di 15-20 pagine, quello che ricevono le Agenzie Regolatorie è di 10.000 pagine. Sono studi fatti per valutare la tossicità e l’effetto di tutte le sostanze in circolazione, non per pubblicare una innovazione della biologia. Sono testi noiosi e pedanti, diversi dalle pubblicazioni su riviste scientifiche. Dire che il glifosato e’ cancerogeno è facile e non si rischia nulla, dire che “probabilmente” non lo è mette a rischio l’intera credibilità di tutte le agenzie regolatorie mondiali. Abbiate rispetto per le agenzie regolatorie e ricordate che la sfiducia tutta italiana per EFSA ci ha probabilmente fatto perdere l’arrivo dell’Agenzia europea per il farmaco che avrebbe portato 1,5 miliardi di euro di indotto.
Poi Lei chiede di trovare alternative: esiste già l’alternativa, è già sul mercato: l’acido pelargonico. Per trattare un ettaro di terreno deve spendere 8-10 volte di più del trattamento col glifosato e l’acido pelargonico ha lo stesso profilo tossicologico del glifosato, solo che non è ancora entrato nel frullatore mediatico. Il glifosato è privo di brevetto da 24 anni e quindi costa pochissimo: siete sicuri che tutta questa inimicizia per un agrofarmaco da banco non faccia il gioco (e l’interesse) di chi mira solo a mettere sul mercato il suo nuovo prodotto?
Comunque a breve dovrei pubblicare sul Foglio un mio articolo.

Agnese Codignola
Agnese Codignola
Reply to  Roberto Defez
16 Dicembre 2025 10:43

Il fatto che uno studio sia viziato da conflitti di interesse così macroscopici e gravi inficia totalmente i dati riportati: e guarda caso quello studio è rimasto un unicuum o quasi, mentre tutti gli altri giungevano a conclusioni opposte e molto più preoccupanti. Quanto al resto, sono anni che è in atto una polemica feroce tra diverse agenzie, di cui abbiamo dato conto, spiegando che alcuni verdetti sono basati su prove indipendenti, altri su dati di aziende, alcuni su prove prodotte internamente e altri solo su prove portate da altri e così via. Lo IARC è un braccio dell’OMS, comunque, e i conflitti ci sono stati soprattutto con l’EFSA e con l’EPA.
Personalmente, dopo aver visto per anni decine di studi più disparati che suggeriscono fortemente la cancerogenicità del glifosato ritengo che si dovrebbe eliminare, anche perché questo costringerebbe le aziende e i ricercatori a cercare davvero alternative, e anche perché tutti ne abbiamo nell’organismo (e forse non è un caso se i tumori giovanili sono in forte aumento). E questo a prescindere da pronunciamenti di agenzie che hanno comunque referenti anche politici. Io credo alla scienza fatta bene, e al principio di precauzione

Roberto Defez
Roberto Defez
Reply to  Agnese Codignola
16 Dicembre 2025 11:49

Sulla storia dei tumori giovanili come se fossero causati dal glifosato non esiste nessun passaggio logico, ma è una affermazione destituita di qualunque prova di causa effetto validato da studi epidemiologici. Anzi gli studi di coorte (ossia quelli statisticamente significativi dicono l’opposto. Legga questo per favore: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29136183/ Nessun rapporto di causa effetto con nessun tipo di tumore (su 45000 agricoltori che lo usano in maniera professionale, non come noi consumatori), tranne in un caso dove i numeri sono troppo bassi per fare una statistica. Le faccio notare che una delle autrici (De Roos) firma anche uno degli articoli citati da IARC per dire delle PROBABILI correlazioni tra glifosato e linfoma non-Hodgkin.
Lei si limita alla polemica tra EFSA o ECHA e IARC, allora legga cosa scrivono WHO e FAO e poi mi spieghi se non è IARC ad essere solo. Qui basta leggere il punto 49: https://www.fao.org/fao-who-codexalimentarius/sh-proxy/en/?lnk=1&url=https%253A%252F%252Fworkspace.fao.org%252Fsites%252Fcodex%252FMeetings%252FCX-716-31%252FREPORT%252FFinal%252520report%252FREP19_GPe.pdf
Queste sono le opinioni di FAO e WHO sul glifosato: https://www.fao.org/fileadmin/templates/agphome/documents/Pests_Pesticides/JMPR/2016_JMPR_Summary_Special.pdf

Roberto Defez
Roberto Defez
Reply to  Agnese Codignola
16 Dicembre 2025 12:14

No. Capisco che la cosa sia complessa da digerire, ma gli articoli che anche io pubblico sulle riviste scientifiche non sono adatti al lavoro che fanno le Agenzie Regolatorie: EFSA, ECHA, EPA, Health Canada o Australia. Anche il Ministero dell’Ambiente e della protezione del consumatore tedesco smentisce IARC. Un articolo (che ripeto, anche io li pubblico) è un testo di 15-20 pagine, quello che ricevono le Agenzie Regolatorie è di 10.000 pagine. Sono studi fatti per valutare la tossicità e l’effetto di tutte le sostanze in circolazione, non per pubblicare una innovazione della biologia. Sono testi noiosi e pedanti, diversi dalle pubblicazioni su riviste scientifiche. Dire che il glifosato e’ cancerogeno è facile e non si rischia nulla, dire che “probabilmente” non lo è mette a rischio l’intera credibilità di tutte le agenzie regolatorie mondiali. Abbiate rispetto per le agenzie regolatorie e ricordate che la sfiducia tutta italiana per EFSA ci ha probabilmente fatto perdere l’arrivo dell’Agenzia europea per il farmaco che avrebbe portato 1,5 miliardi di euro di indotto.
Poi Lei chiede di trovare alternative: esiste già l’alternativa, è già sul mercato: l’acido pelargonico. Per trattare un ettaro di terreno deve spendere 8-10 volte di più del trattamento col glifosato e l’acido pelargonico ha lo stesso profilo tossicologico del glifosato, solo che non è ancora entrato nel frullatore mediatico. Il glifosato è privo di brevetto da 24 anni e quindi costa pochissimo: siete sicuri che tutta questa inimicizia per un agrofarmaco da banco non faccia il gioco (e l’interesse) di chi mira solo a mettere sul mercato il suo nuovo prodotto?
Comunque a breve dovrei pubblicare sul Foglio un mio articolo.

Agnese Codignola
Agnese Codignola
Reply to  Roberto Defez
16 Dicembre 2025 12:36

Ho sempre avuto rispetto per le agenzie, come si può (ri) leggere in 14 anni di articoli. Gli studi scientifici, tuttavia, non possono essere ignorati, a prescindere dai dossier. E le cause perse da Monsanto (accusata di aver provocato tumori con il glifosato) non credo si basino sul nulla.

Angela De Cesare
Angela De Cesare
15 Dicembre 2025 18:18

Finalmente era ora!

M. S.
M. S.
16 Dicembre 2025 15:04

Ottimo lavoro

Giuseppe Crivaro Agrotecnico
Giuseppe Crivaro Agrotecnico
28 Dicembre 2025 10:30

Il glifosato è un diserbante sicuramente cancerogeno e non commestibile. Molto economico e utile per le tecniche agronomiche ma va saputo usare. Per prima cosa non deve esserci traccia nei prodotti alimentari che si vanno a coltivare. Seconda cosa va fatto mirato senza inquinare fonti di acqua, ecc. Se poi le leggi acconsentono che vi sia una tolleranza anche se minima negli alimenti come la farina e quindi pane, pasta, dolci, ecc., il problema sono le leggi che sono fatte da persone incompetenti e la mancanza di controlli specialmente alle dogane. Popolo italiano svegliamocci. Ai nostri agricoltori gli vietiamo di tutto per produrre sano e meglio, poi importiamo tutte le schifezze del mondo senza controlli per la salvaguardia della nostra salute solo perché costano di meno.

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