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23 milioni di europei colpiti da malattie trasmesse dal cibo ogni anno. Ma è solo la punta dell’iceberg. Il rapporto dell’Oms Europa

male dolore addome pancia stomacoIn Europa, ogni minuto, 44 persone – più di 23 milioni ogni anno – si ammalano a causa del cibo. Virus, batteri, funghi, sostanze tossiche di vario tipo, naturali e non, mettono a rischio la salute dei cittadini europei, anche se la percezione di questa importante fonte di malattie è assai poco diffusa. 

Ce lo ricorda un rapporto dell’OMS Europa reso noto in occasione della giornata sulla sicurezza alimentare, svoltasi all’inizio del mese. Nel report quale sono stati fatti un po’ di conti e i numeri emersi sono con ogni probabilità solo la punta di un grandissimo iceberg che sfugge a ogni registrazione perché in gran parte caratterizzato, fortunatamente, da patologie non gravi, che non richiedono ricoveri o cure particolarmente intense.

Interessanti anche i risultati qualitativi: al primo posto ci sono le infezioni gastrointestinali capitanate da quelle da norovirus (15 milioni di casi), seguite da quelle da Campylobacter (5 milioni di casi), mentre i microrganismi più mortali sono le Salmonelle non tifoidee, seguite dai già citati Campylobacter e da norovirus, poi Listeria monocytogenes ed Echinococcus multiocularis. In tutto il continente, le infezioni con diarrea sono responsabili del 94% delle malattie di origine alimentare e del 63% dei decessi a esse collegate.

“Di solito non si pensa al cibo come a una fonte di potenziali rischi” ha commentato Dorit Nitzan, direttore delle emergenze per l’OMS Europa “ma la realtà è che ancora oggi un numero inaccettabile di persone si ammala e talvolta muore a causa del cibo. Ogni passaggio dovrebbe essere compiuto correttamente, appreso, controllato quando necessario: dal lavaggio delle mani ai metodi di cottura, dalla sorveglianza nazionale e internazionale alle filiere e così via. La giornata della sicurezza alimentare, organizzata anche con il Codex Alimentarius (sistema di linee guida e codici di buone pratiche, standardizzate a livello internazionale) va in questa direzione, ma di certo non basta”.

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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