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Le ricette proposte in tv sono quelle più caloriche. I piatti dei programmi televisivi sono peggiori rispetto ai piatti pronti in vendita al supermercato

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Chi copia le ricette delle trasmissioni televisive accumula 5 kg in più

Chi segue le trasmissioni televisive di cucina e poi prepara le ricette descritte in questi show pesa in media cinque chili in più. Alcuni ricercatori della statunitense Cornell University hanno seguito 501 donne tra i 20 e i 35 anni, analizzando la correlazione tra l’indice di massa corporea (BMI) e la fonte a cui s’ispiravano per la preparazione dei piatti. Il risultato, pubblicato dalla rivista Appetite, è che le persone abituate a seguire le ricette degli show televisivi o dei social  tendono ad aumentare il proprio indice di massa corporea, mentre non c’è  significativa correlazione con il BMI se le ricette provengono dalla carta stampata o dai consigli di amici e conoscenti. Come osserva una delle ricercatrici, Lizzy Pope, il cibo televisivo dovrebbe essere solo un’esperienza visiva, non culinaria, dato che molte delle ricette presentate non sono sane dal punto di vista nutrizionale.

 

Un’altra ricerca, pubblicata nel dicembre 2012 dal British Medical Journal, ha confrontato cento ricette presentate da chef britannici che conducono programmi televisivi di cucina, con altrettanti piatti pronti venduti dalle 3 maggiori catene di supermercati della Gran Bretagna. Esaminando la composizione di tutti i piatti con le linee guida nutrizionali dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e della Standards Food Agency è emerso che nessuna delle ricette e nessun piatto pronto mostravano un corrispondenza  con le raccomandazioni dell’Oms. Anzi, le ricette degli chef televisivi erano meno sane dei piatti pronti, avendo molte più calorie, proteine, grassi, e meno fibre rispetto aI piatti pronti, che notoriamente non sono gli alimenti nutrizionalmente più raccomandabili.

 

Beniamino Bonardi

© Riproduzione riservata

Foto: iStockphoto.com

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3 Commenti

  1. Mi sembra un evidente bias di selezione, come direbbero i tecnici.
    Sembra abbastanza ovvio che se uno ha tanto interesse per il cibo da seguirne spasmodicamente le trasmissioni TV verosimilmente si dedica alla cucina, con annessi e connessi, di chi invece fa sport o guarda film e cucina solo “per mangiare” magari seguendo le ricette di mamme, nonne e zie.
    E’ altrettanto ovvio che il “pasto pronto” dello chef DEVE essere più complesso/calorico/sbilanciato di un banale scatolame o piatto pronto “industriale”: altrimenti come fai a farlo pagare il doppio ?

  2. ma è logico che non si possano riproporre quelle ricette tutti i giorni…
    chissà perché con i piatti pronti sto male per almeno due giorni, mentre con i piatti riproposti a casa no.

  3. A me personalmente fa un po’ ridere vedere pubblicare questi articoli.
    Per prima cosa sono studi condotti in USA e in UK dove già di natura la cucina è assolutamente sbilanciata.
    Seconda cosa, come diceva MAurizio, quello che fanno vedere in televisione non potrà mai essere la ricetta “dietetica”, non avrebbe senso proporre una ricetta da “tutti i Giorni”.
    Voi lo guardereste un programma televisivo dove vengono preparate cose “normali”, cose “da tutti i giorni”, cose “senza personalità” o cose “che potrebbero fare tutti”.
    Io personalmente no, io mi aspetto di vedere cose particolari, con prodotti di elevata qualità, con prodotti di gusto, e mi spiace dirlo ma sono prodotti calorici.