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Muller: la pubblicità dei milkshake venduti in Germania è sessista, scatta la protesta. Pin-up ammiccanti e bionde svampite negli spot

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I milkshake della Muller sono stati contestati per il loro carattere sessista ed esplicito, mostrando pin up in atteggiamenti allusivi

L’azienda tedesca Muller, nota per i suoi yogurt e latticini nonché per la pubblicità esplicita e ammiccante, ha recentemente esagerato sul suolo patrio. Gli ultimi spot e anche le nuove confezioni di milkshake sono stati accusati di sessismo e razzismo , tanto che è stata promossa su change.org una petizione per chiederne il ritiro.

Con l’intento di celebrare le pin-up anni ’50, la Muller ha messo in commercio confezioni di milkshake (vedi foto) con disegni di donne in atteggiamento provocante, mezze nude o coperte da quadretti di cioccolato e fragole. Le immagini sono considerate sessiste poiché presentano la figura femminile in chiave sessuale, con una funzione di mero oggetto. Sotto accusa non è la nudità – di per sé minima – ma lo sono l’espressione e la postura unicamente seduttive. Il milkshake al gusto di banana è accompagnato dal disegno di una donna bionda in topless con una gonna corta e un cappello in testa. Ancora più critica è la bottiglia di latte al cioccolato che mostra una donna dalla carnagione scura, nuda e nascosta dietro un pezzo di cioccolato fondente (da qui le accuse di razzismo). Le bottiglie sono rimaste in vendita pochi giorni, ma questo non ha impedito che insorgesse la polemica.

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La donna è oggetto e stereotipo: si accusa l’azienda di mancare di rispetto anche a tutte quelle donne che non hanno beneficiato delle conquiste recenti

Oltre ai milkshake, anche gli spot video targati Muller non mancano di pessimo gusto e di sessismo. In uno dei video si vede chiaramente una donna bionda, bella, in abbigliamento intimo – rispettando al meglio tutti gli stereotipi del caso – che cerca con difficoltà di capire come aprire un vasetto di yogurt. Il secondo pone l’accento sullo stereotipo della donna che non sa guidare.

Tutto ciò pone in posizione negativa e di inferiorità la figura femminile, vista come semplice corpo e oggetto. Non si tratta solo di nudità. Il messaggio che passa è un affronto doppio, visto che le donne degli anni ’50 non avevano a disposizione tutte le conquiste attuali.

In Italia, l’isituto di autodisciplina pubblicitaria è molto efficace e tempestivo nel censurare  spot e  messaggi sessisti. Recentemente si è pronunciato contro Buongiorno Italia per gli striscioni e i volantini pensati per pubblicizzare l’apertura di un nuovo punto vendita “Amsterdam Chips”. Il messaggio? “Oggi ve la diamo gratis. Mordi la patata”. Il Giurì ha dichiarato la pubblicità in contrasto con gli articoli del Codice che riguardano la volgarità, l’indecenza e le convinzioni morali, civili, religiose oltre che le violazioni alla dignità della persona.

 

Il video della Muller in cui la donna bella e bionda viene associata a stupidità

 

In questo video si prende di mira lo stereotipo della donna che non è in grado di guidare

 

 

  Redazione Il Fatto Alimentare

Redazione Il Fatto Alimentare

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3 Commenti

  1. Oggi veramente diventa un problema qualunque cosa, qualcuno si sente “offeso” ad ogni affermazione.
    Certo che se voglio sfondare in un pubblico maschile …………… non ci metto una suora.
    Basta non acquistare i prodotti.

    Non voglio certo difendere questa forma di “propaganda”, non mi piace, non fa parte del mio mondo e non comprerò un prodotto così, ma non voglio neanche essere bacchettone.
    Sul cattivo gusto ce ne è di tutte le sorti, ci sono semrpe stati, e sempre ci saranno, è una questione di scelte aziendali, ma certo non possiamo metterci a giudicare tutto e tutto.
    Mi chiedo cosa si direbbe oggi dell’ammiccante spot di Fellini con i famosi “RIGATONI”.

  2. personalmente non acquisto prodotti la cui pubblicità ritengo offensiva o diseducativa (ad esempio : kinder bueno così buono da far diventare cattivi), meno che mai acquisto prodotti di Mueller che oltre ad una pubblicità sessista che forse negli anni ’50 sarebbe passata inosservata, nei suoi prodotti una olio di palma ad esempio nei Mueller Mix.
    Secondo me non si tratta di essere bacchettoni, ma di avere ben chiaro che cosa sono il rispetto e la dignità.
    Per inciso, “rigatoni” era una pubblicità ironica ed azzeccata.

  3. Piccola osservazione. Come mai la parola “bacchettone” viene quasi sempre usata a sproposito?
    Cosa c’entra la pratica religiosa?

    bacchettóne Dal sito dellaTreccani
    Vocabolario on line
    bacchettóne s. m. (f. -a) [der. di bacchetta, forse perché nel medioevo questa serviva ai devoti e ai penitenti per flagellarsi]. – Chi osserva minuziosamente le pratiche religiose, più per ostentazione che per intima religiosità…