Home / Pianeta / Danimarca e Germania verso un logo sul benessere animale. Foodwatch contraria. La maggior tutela degli animali si deve pagare o deve essere un obbligo di legge?

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Un’anguria da 5.000 euro! Ecco i tre frutti più cari al mondo venduti in Giappone raccontati in un articolo di Italia Fruit News

La rivista online Italia Fruit News ha pubblicato un interessante articolo su alcuni costosissimi frutti …

4 Commenti

  1. magari potesse essere introdotta anche da noi, sarebbe un segno di civiltà, al posto dell’ignoranza attuale; GLI ANIMALI NON SONO OGGETTI AL NOSTRO SERVIZIO, SONO ESSERI SENZIENTI!

  2. Sono perfettamente d’accordo con la conclusione dell’articolo di Bonardi e sono convinto che il livello previsto dai tre cuori sia il minimo sindacale obbligatorio per legge, per tutti gli allevamenti di qualsiasi animale.
    Al suddetto livello minimo garantito si aggiungeranno altri livelli migliorativi, peraltro già previsti nel disciplinare degli allevamenti biologici e biodinamici.

  3. Ciò non li esclude da ulteriori e profonde sofferenze. La “morte felice” non è lo strumento giusto e coerente per migliorare il benessere Animale, ma solo un pretesto ipocrita per ucciderli “dolcemente”. Se questo mezzo deve essere utile a creare maggiore consapevolezza…ben venga, altrimenti serve ad incentivare altri strumenti di marketing indispensabili solo al profitto e non alla giusta e corretta informazione etica.

  4. Non si convince nessun carnivoro a diventare vegetariano o vegano, con un divieto.
    Più vantaggioso un percorso informativo sulla realtà degli allevamenti e richiamare le istituzioni sanitarie e l’istintivo rispetto, insito nella natura umana. (non di tutti purtroppo)
    In natura libera la catena alimentare prevede il carnivorismo e se per ipotesi astratta scomparissero gli animali carnivori, ci sarebbe l’invasione incontrollata dei non carnivori e lo stravolgimento dell’equilibrio evolutivo di milioni di anni.
    Ma purtroppo la natura libera non esiste quasi più e ci restano il mare, qualche foresta e gli allevamenti.
    Questo equilibrio è stato recentemente stravolto dai miliardi di esseri umani che debbono e vogliono mangiare di tutto e di più, senza ritegno ne consapevolezza degli effetti prodotti.
    La prima tappa di un percorso di presa di coscienza è l’informazione, poi i suggerimenti e le iniziative per migliorare la situazione con proposte alternative adeguate e non lo scontro ideologico, quindi concordo con Roberto sull’importanza dell’informazione diffusa sulla realtà drammatica di molti allevamenti animali.