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Francia, nuove norme sull’origine e regole più ferree per prodotti vegetali con la denominazioni di cibi animali

Fried crispy chicken nuggets with ketchup on white boardNuove regole per l’origine in etichetta e per i nomi dei sostituti vegetali in Francia. È stata infatti approvata e pubblicata la legge sulla trasparenza delle informazioni sui prodotti alimentari, con l’obiettivo di rendere più chiare e comprensibili le etichette. Le principali misure della norma  legge riguardano nuovi obblighi sull’indicazione di origine di alcuni alimenti e lo stop ai nomi associati alla carne per i sostituti vegetali. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda il capitolo “origine”, come ricorda Assobio, in Francia sono attualmente in vigore disposizioni che obbligano le imprese a indicare solo la provenienza delle carni bovine. Ora, la nuova legge estenderà tale obbligo ai piatti consumati in mense, ristoranti o da asporto che contengono carni suine, caprine, ovine e pollame, per cui dovranno essere segnalati il paese di allevamento e di macellazione.

La Francia ha introdotto il divieto di usare denominazioni associate alla carne per descrivere e commercializzare gli “equivalenti” prodotti vegetali

Ma le nuove regole sull’origine non riguardano solo la carne. A partire dal gennaio 2021, le miscele di miele dovranno indicare in etichetta il paese di raccolta in ordine decrescente di peso, mentre viene introdotto l’obbligo di segnalare la provenienza anche per i prodotti a base di cacao – grezzo o trasformato – realizzati e venduti in Francia. Per la birra è stato disposto l’obbligo di indicare  il nome e l’indirizzo del produttore, mentre per il vino venduto da ristoranti e bar è stato introdotto l’obbligo di informare i consumatori circa l’origine o il nome della Dop o Igp.

Ma la misura che sicuramente farà discutere di più riguarda il divieto di usare denominazioni tipicamente associate ai prodotti di origine animale, in particolare alla carne e ai suoi derivati, per “descrivere, commercializzare e promuovere prodotti contenenti proteine vegetali oltre una certa soglia” ancora da definire. Il provvedimento segue idealmente il divieto, stabilito a livello europeo nel 2013, di utilizzare il termine “latte” e i nomi dei derivati per indicare le bevande vegetali e i sostituti di formaggi e latticini a base vegetale. Da anni in Europa si discute sull’opportunità di utilizzare denominazioni tradizionalmente attribuite ai prodotti a base di carne per definire le alternative vegetali, ma la Francia è il primo paese ad agire.

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  Redazione Il Fatto Alimentare

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