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Caffeina: dove si nasconde e qual è il limite consigliato. L’Efsa pubblica un dossier con le valutazioni per donne incinte, bambini e adulti

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Gli effetti stimolanti possono insorgere da 15 a 30 minuti dopo l’ingestione

Cinque tazzine di caffè espresso al giorno sono la quantità  consigliata per un adulto! È l’Efsa a dirlo nel dossier sulla caffeina appena pubblicato. Il documento prende in considerazione anche il problema della presenza della sostanza nelle da bibite zuccherate come la Coca-Cola o in quelle  energetiche come Red Bull o Monster e in altri alimenti come cioccolato, tè… (*).

Una nota riguarda i possibili rischi dovuti all’associazione con l’alcol e altre sostanze che si trovano nelle cosiddette bevande energetiche come la taurina e il gluconolattone. È inoltre presente assieme alla sinefrina anche in alcuni integratori alimentari venduti come dimagranti e miglioratori della prestazione sportiva. Anche alcuni farmaci e cosmetici contengono questa sostanza.

Se assunta oralmente, la caffeina viene assorbita rapidamente e completamente dall’organismo. Gli effetti stimolanti possono insorgere da 15 a 30 minuti dopo l’ingestione e permangono per alcune ore. Negli adulti l’emivita della caffeina, ovvero il tempo che l’organismo impiega a eliminare il 50% della caffeina, varia a seconda di fattori quali età, peso corporeo, gravidanza, assunzione di farmaci e lo stato di salute del fegato. Negli adulti sani, in media, l’emivita è di circa quattro ore, con oscillazioni dalle due alle otto ore.

 

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Nella maggior parte dei Paesi il cioccolato è stata la fonte principale per i bambini dai 3 ai 10 anni

È la prima volta che i rischi degli eccessi di caffeina vengono analizzati a livello di UE, e questo è stato possibile dopo che alcuni Stati hanno espresso preoccupazione per la salute in relazione a malattie cardiovascolari, disturbi del sistema nervoso centrale (ad esempio sonno interrotto e ansia) e possibili rischi per il feto durante la gravidanza.

Quanta caffeina possiamo consumare senza correre rischi? La risposta degli esperti scientifici dell’Efsa valutata per le persone adulte si basa su una media di dati raccolti a livello europeo. Ci sono grosse differenze tra i Paesi per quanto riguarda il contributo delle diverse fonti alimentari al totale della caffeina assunta dagli adolescenti. Il cioccolato è risultato essere la fonte numero uno in sei sondaggi, il caffè in quattro sondaggi, le bevande a base di cola in tre, e il tè in due. Nella maggior parte dei Paesi il cioccolato (che comprende anche le bevande a base di cacao) è stata la fonte principale per i bambini dai 3 ai 10 anni, seguito da tè e bevande alla cola.

Un motivo delle differenze nei livelli di consumo – a parte le abitudini culturali – è la concentrazione variabile di caffeina riscontrata in alcuni prodotti alimentari. Le concentrazioni nelle bevande a base di caffè dipendono dal processo produttivo, dalla varietà di chicchi di caffè usati e dalle modalità di preparazione (per es. caffè americano, espresso). I livelli riscontrati nelle bevande a base di cacao variano a seconda della quantità e del tipo di cacao usato dalle varie marche

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Una tazza di espresso contiene circa 80 milligrammi di caffeina, esattamente quanta può contenerne un energy drink, mentre una tazza di tè arriva a 50 milligrammi e una bevanda a base di cola 40

Un livello di assunzione di caffeina fino a 400 mg (circa 5,7 mg/kg per peso corporeo), consumata nel corso della giornata (cinque tazzine di espresso) non pone problemi di sicurezza per gli adulti sani della popolazione in genere, fatta eccezione per le donne in gravidanza.

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Per le bevande energetiche l’Efsa risponde che non ci sono problemi sulla sicurezza per dosi di caffeina sino a 200 mg

Per quanto riguarda invece dosi singole il valore non dovrebbe superare i 200 mg , circa 3 mg per kg di peso corporeo. Lo stesso quantitativo di caffeina non desta preoccupazioni anche se consumato meno di due ore prima di intenso esercizio fisico in normali condizioni ambientali. Sempre per quanto riguarda dosi singole secondo Efsa 100 mg di caffeina (circa 1,4 mg/kg pc) possono influire sulla durata e sulla qualità del sonno in alcuni adulti, soprattutto se assunte prima di andare a dormire.

Donne in gravidanza/che allattano. Un quantitativo di caffeina sino a 200 mg al giorno, da ogni fonte, consumato nel corso della giornata, non desta preoccupazioni per la salute del feto.

Bambini e adolescenti. Le dosi singole di caffeina considerate non preoccupanti per gli adulti (3mg/kg pc al giorno) possono essere applicate anche ai bambini, in quanto la velocità alla quale bambini e adolescenti metabolizzano la caffeina è per lo meno pari a quella degli adulti, e gli studi disponibili sugli effetti acuti della caffeina su ansia e comportamento in bambini e adolescenti confermano tale livello. Per il consumo abituale di caffeina da parte di bambini e adolescenti viene proposto un livello di sicurezza di 3 mg/kg pc al giorno. Ossia un bambino di dieci anni che pesi 30 chili raggiungerà il limite consigliato con 90 mg al giorno.

Alla domanda se la caffeina provoca un effetto nocivo se consumata assieme ad altri componenti presenti nelle “bevande energetiche”, l’Efsa risponde che non ci sono problemi sulla sicurezza per dosi singole di caffeina sino a 200 mg. Un consumo di alcol a dosi sino a circa 0,65 g/kg pc, che porta ad avere un tenore di alcol nel sangue dello 0,08% circa (livello al quale in molti Paesi è interdetta la guida di autoveicoli) non influirebbe sulla sicurezza di dosi singole di caffeina fino a 200 mg. Sino a tali livelli di assunzione è improbabile che la caffeina mascheri la percezione soggettiva di ebbrezza da alcol.

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Le assunzioni quotidiane medie, pur variando a seconda degli Stati membri, sono comprese in queste fasce

(*) La caffeina è naturalmente presente oltre che nel caffè e cacao, anche nelle foglie di tè, bacche di guaranà e noce di cola. Viene aggiunta normalmente a tutta una serie di alimenti come pasticceria al forno, gelati, dolci e bevande a base di cola. La caffeina è presente anche nelle cosiddette bevande energetiche insieme ad altri ingredienti come la taurina e il glucuronolattone. È inoltre presente assieme alla sinefrina anche in alcuni integratori alimentari venduti come dimagranti e miglioratori della prestazione sportiva. Anche alcuni farmaci e cosmetici contengono caffeina.

Leggi documento dell’Efsa completo.

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  Sara Rossi

Sara Rossi
giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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