Home / Sicurezza Alimentare / Mestoli, teglie e stampi di plastica sono sicuri? Ancora molti dubbi. Meglio essere prudenti e scegliere con attenzione gli utensili da usare in cucina

Mestoli, teglie e stampi di plastica sono sicuri? Ancora molti dubbi. Meglio essere prudenti e scegliere con attenzione gli utensili da usare in cucina

silicone plastica utensili cucina stampi 174711507
Si moltiplicano le preoccupazioni sulle sostanze che gli utensili da cucina in plastica possono rilasciare

Colorate, pratiche ed economiche le materie plastiche sono presenti nelle nostre cucine in mille forme,  ci sono gli stampi per dolci in silicone, i mestoli e le schiumarole in nylon, e anche la melamina utilizzata per ciotole, piatti e vasellame spesso destinato ai bambini. Da qualche anno però si moltiplicano le preoccupazioni sulle sostanze che questi utensili  possono rilasciare, in particolare a determinate condizioni, per esempio quando sono esposti al calore o all’usura. Stiamo parlando delle “ammine aromatiche” o “materie organiche volatili libere” un’espressione che può nascondere una sostanza tossica come la formaldeide.

 

In passato, ci sono state spesso denunce che riguardavano emissioni preoccupanti, riscontrate in teglie in silicone e, soprattutto in articoli provenienti da paesi extra europei, tanto che dal 2011 la Commissione Europea ha imposto per alcuni di questi materiali utilizzati negl oggetti per la cucina  – melamina e poliammide – misure molto severe e un programam di costanti controlli a campione. Il settore però non è ancora pienamente regolamentato: per quanto riguarda il silicone, ad esempio, mancano norme europee specifiche, e in alcuni paesi, tra cui l’Italia, anche una legislazione nazionale.

 

silicone plastica utensili cucina paletta 168733279
Il settore non è pienamente regolamentato: per quanto riguarda il silicone, mancano norme europee specifiche

I dubbi restano, tanto che l’associazione francese di consumatori UFC Que Choisir ha testato 75 utensili di vari materiali – silicone, nylon, melamina – per vedere se bisogna preoccuparsi. I risultati sono stati abbastanza rassicuranti: solo due stampi in silicone su 26 e due utensili in nylon su 25 hanno liberato dosi eccessive di materie organiche volatili, mentre il vasellame in melamina ha superato il controllo senza problemi. Il dato sembra confermare il risultato ottenuto nel 2010 da Altronconsumo nel corso di un’analisi focalizzata ad  individuare l’eventuale cessione al cibo di sostanze nocive durante la cottura al microonde. Meno confortanti invece le analisi che arrivano da un’inchiesta svizzera: in questo caso sono stati valutati 13 stampi in silicone, tre dei quali sono stati considerati insoddisfacenti o inaccettabili.

 

silicone plastica utensili cucina stampi 156682342
Sembra impossibile evitare del tutto il trasferimento di materie organiche da questi prodotti al cibo , anche se si tratta di quantità aldisotto delle soglie previste

Come regolarsi, dunque? In realtà sembra impossibile evitare del tutto il trasferimento di materie organiche da questi prodotti, anche se generalmente si tratta di quantità di gran lunga inferiori alle soglie di rischio. In Europa la materia è normata dal regolamento europeo sulle materie plastiche Reg. 10/2011 che impone limiti di migrazione specifica per più di 930 sostanze. Si tratta di una lista positiva, in altre parole vuol dire  he solo queste sostanze sono autorizzate.

 

In particolare le ammine aromatiche hanno un limite  massimo di trasferimento molto basso (10 microgrammi per kilogrammo di cibo), mentre per la formaldeide potenzialmente rilasciata da oggetti di melamina, il limite è di 15 milligrammi/kg cibo. L’organismo incaricato del supporto scientifico e tecnico alle politiche europee è il Joint Research Centre a Ispra,  che ha anche redatto una on line sulle  modalità con cui vengono effettuati i controlli (Guidelines on Testing Conditions for Articles In Contact With Foodstuffs (With A Focus on Kitchenware) – A EURL-NRL-FCM Publication)

 

silicone plastica utensili cucina  pennello 179026324
Alcuni suggeriscono di usare in cucina vetro o altri materiali inerti

Uno dei problemi ancora in sospeso riguarda l’assenza di dati certi sui possibili effetti provocati dall’accumulo nel tempo di queste sostanze. Per  questo motivo alcuni suggeriscono di limitarne quanto possibile l’uso, sostituendole con il vetro o altri materiali inerti e di usare prudenza quando si tratta di teglie da forno o di articoli monouso come piatti o bicchieri da pic nic che non deveono essere reimpiegati più volte.

«I prodotti usa e getta sono testati come monouso, il che implica che il limite di migrazione deve essere rispettato alla prima prova sperimentale. I materiali per uso ripetuto vengono invece testati 3 volte di seguito, con l’imposizione del limite rispettato alla terza prova», spiega Catherine Simoneau esperta del Joint Research Centre. Anche se nei laboratori si tiene generalmente conto dell’uso improprio definito come “worst foreseeable use’”, o peggior uso possibile.

Lo stesso criterio vale per gli utensili da forno, anche se molti suggeriscono di scegliere gli stampi che in etichetta segnalano la possibilità  di utilizzo fino a 280°C. Per le teglie o gli stampi, il consiglio è di  limitare le possibili emissioni effettuando un paio di giri “a vuoto” mettendo all’interno del pane bagnato da gettare dopo la cottura, e facendo accurati lavaggi.

 

Paola Emilia Cicerone

© Riproduzione riservata

Foto: Photos.com

  Valeria Nardi

Valeria Nardi
Giornalista

Guarda qui

bere acqua

Pfas: acqua, latte e uova sono le principali fonti di esposizione alimentare. Il rapporto dell’Istituto superiore di sanità

È l’acqua la principale fonte di esposizione ai famigerati Pfas, seguita dagli alimenti prodotti a …

2 Commenti

  1. Fatta salva la sacrosanta esigenza di non provocare, all’interno degli alimenti, migrazione di materiale di cui sono costituiti sia gli UTENSILI MANOVRATI – manualmente o asserviti a meccanismo – (fruste, spatole, cucchiai, forchette, schiumarole, stecche, etc.) che i RECIPIENTI IN CUI SI MANOVRA IL PREPARATO (teglie, stampi, piastre, griglie, setacci, padelle, casseruole, terrine, bicchieri e quant’altro), francamente non capisco perché si debba mettere a rischio la salute preferendo la velleitaria fantasia di forme, colori e consistenze, alla sperimentata inerzia degli appropriati alluminio, terracotte, acciaio, rame, vetro, pietra e via dicendo.

    • Sono anche io dello stesso parere ma credo che, come sempre, la pubblicità sia diretta che soprattutto indiretta, quì giochi un ruolo basilare. Tutto questo abbinato ad una galoppante ignoranza specifica su tecniche anche generiche di cucina fortemente umiliate da un gran numero di annunci e programmi specifici, non ultime le gare sceneggiate di praticammente tutte le trasmissioni che si presentano come trasmissioni di cucina