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Sicurezza alimentare: buoni i risultati in Europa, lo conferma il rapporto annuale del RASFF. Tra le criticità maggiori il virus dell’epatite nei frutti di bosco in Italia

Da 35 anni il sistema RASFF (Rapid Alert System for Food and Feed) aiuta gli europei a migliorare la propria consapevolezza in materia di sicurezza alimentare. I  puntuali allarmi hanno contributo ad aumentare la sensibilità di un’opinione pubblica e hanno avuto  importanti ricadute a livello normativo. Il sistema funziona anche se non mancano problemi, lacune, meccanismi da ottimizzare, soprattutto per quanto riguardala tracciabilità delle filiere (come confermano gli scandali della carne di cavallo o del virus dell’epatite A nei frutti di bosco). Questo è il messaggio veicolato dal rapporto annuale del RASFF 2014 che riassume i risultati in un’infografica, consultabile qui.

RasffNel 2014 sono stati emanati complessivamente 3.157 avvisi, 751 dei quali classificati come allerta, 410 come indicazioni per follow up, 623 come avvisi di attenzione e 1.373 come notifiche di respingimento. Rispetto all’anno precedente le allerte sono aumentate del 25%, mentre le altre segnalazioni sono diminuite.

Analizzando i motivi che hanno spinto il RASFF a emanare le segnalazioni, si notano alcune voci in diminuzione (come le allerte provenienti dalle dogane), altri in aumento come i controlli realizzati in proprio dalle aziende, insieme alla scoperta di sostanze tossiche  negli alimenti e alle segnalazioni dei consumatori. In aumento anche le analisi per le merci provenienti da Paesi extra EU. Tra le voci specifiche, i metalli pesanti come  arsenico inorganico, cadmio, piombo, mercurio sono tra i più controllati e, purtroppo, tra i più presenti nel pesce ma non solo.

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Frutti di bosco contaminati dal virus dell’epatite A , uno dei maggiori allerta riscontrati in Europa e soprattutto in Italia

Un altro problema diffuso riguarda la presenza di batteri o virus patogeni, ma anche di sostanze chimiche potenzialmente pericolose come allergeni e additivi non previsti o non sicuri, con una serie di esempi dei casi eclatanti: l’anice stellato cinese, contaminato da un veleno proveniente da una varietà di anice tossica; i pomodori del Marocco con  alcaloidi; le uova tedesche con Salmonella , le salsicce danesi farcite di Listeria e, naturalmente, i misti frutti di bosco surgelati all’epatite A diffusi in tutta Europa ma soprattutto in Italia dove sono stati totalizzati  oltre 1700 casi .

    Anche gli integratori alimentari o dietetici possono subire contaminazioni o avere sostanze vietate tra gli ingredienti
Anche gli integratori alimentari o dietetici possono subire contaminazioni o avere sostanze vietate tra gli ingredienti

Il dossier dedica  grande spazio alle tossinfezioni alimentari che hanno colpito i Paesi europei nel 2014, dall’E.coli alla Listeria, dalla Salmonella ai Norovirus. Ci sono poi  le segnalazioni sui biocontaminanti, cioè sostanze che si formano spontaneamente in un alimento e che possono costituire un pericolo per l’uomo. Un esempio tipico è l’istamina, che si forma nel pesce e può dare origine a reazioni talvolta gravi. Il RASFF si adegua ai tempi, come dimostra un capitolo dedicato a integratori alimentari e dietetici. si tratta di un terreno minato per via dei numerosi sistemi di commercializzazione esistenti in rete  difficili da controllare. Spesso negli integratori si trovano  sostanze non dichiarate: farmaci quali il litio (antipsicotico) il sildenafil (principio attivo del viagra), la sibutramina (antiobesità, molto pericoloso), vere e proprie droghe come il principio attivo della cannabis e molti altri. nel gruppo delle segnalazioni troviamo  i residui  di pesticidi ed erbicidi e i contaminanti nei mangimi (che rappresentano il 10% del totale delle segnalazioni), tra i quali OGM, elementi chimici e micotossine. La parte finale è dedicata al RAFFS stesso, al funzionamento e alla direzione che prenderà nei prossimi anni; le tavole conclusive fotografano, Paese per Paese, anno per anno, la situazione attuale e quella immediatamente precedente.

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L’Unione Europea può contare su un solido sistema di controlli per la sicurezza alimentare

Interessante la top ten delle allerte più frequenti: al primo posto c’è il mercurio nel pesce, segnalato soprattutto dall’Italia. Seguono aflatossine, salmonelle, cromo, listeria, e.coli (shigatossine), manganese, OGM e altre sostanze non autorizzate in zone fuori dall’Europa, tra i quali spicca l’aumento l’Asia, continente dal quale provengono alimenti oggetti di azioni del RASFF in costante aumento e  superiore alle altre aree geografiche. Al RASFF il lavoro non manca e probabilmente ci sono migliorie da apportare. Ma se l’Europa sta meglio di altri Paesi e confederazioni il merito è anche di questa rete che cerca di catturare tutto ciò che può costituire un pericolo, e avvisa subito le autorità di ciò che ha pescato. Compreso il mercurio.

 

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  Agnese Codignola

Agnese Codignola
giornalista scientifica

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