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Come mai la Salmonella è finita nel cioccolato Kinder Ferrero? Ecco una possibile spiegazione del BfR tedesco

ovetti kinder ferreroMa cosa ci fa la Salmonella nel cioccolato Kinder Ferrero? Dopo il ritiro da parte dell’azienda di Alba di una serie di prodotti a base di cioccolato in 77 Paesi nel mondo è lecito farsi questa domanda. Il quesito è stato esaminato dall’Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (BfR) che propone un approfondimento tutt’altro che scontato. Prima di esaminare il problema bisogna ricordare che dopo i Campylobacter, le Salmonelle sono i batteri più diffusi perché si trovano nella carne poco cotta o cruda, nelle uova, negli ovoprodotti non trattati termicamente e in diversi alimenti di origine vegetale. Anche alimenti grassi come il cioccolato possono però essere contaminati da Salmonella e causare infezioni intestinali. Questo succede perché le Salmonelle anche se poche, sono ben protette dai grassi e transitano con tranquillità nello stomaco dove c’è un ambiente fortemente acido. A questo punto raggiungono indenni l’intestino, dove sono in grado di causare infezioni.

I focolai nei prodotti a base di cioccolato sono pochi e vengono divulgati principalmente dai report pubblicati su riviste scientifiche. L’ultimo focolaio in Germania si è verificato nel 2001 ed è stato causato dalla Salmonella Oranienburg. La malattia, nota come salmonellosi, è spesso accompagnata da diarrea e dolore addominale, ma sono possibili anche febbre, nausea e vomito. I bambini nei loro primi anni di vita e le persone con sistema immunitario indebolito, ad esempio a causa della vecchiaia o di malattie, sono particolarmente a rischio. La Salmonella viene comunque rilevata molto raramente nel cioccolato. Le autorità degli Stati federali tedeschi hanno riferito che su circa 2.500 campioni di cioccolato esaminati dal 2012 al 2019 la Salmonella non è mai stata rilevata. A seconda dell’età e dello stato di salute delle persone interessate, la dose minima infettiva varia da da 10mila a un milione di batteri, anche se nel caso del cioccolato, come abbiamo visto, un piccolo numero di germi può essere sufficiente a causare malattie. La Salmonella può sopravvivere nel cioccolato per diversi anni, ed è anche molto ben protetta grazie al basso contenuto di acqua del prodotto e alla presenza dei grassi. Un altro caso di salmonella nel cioccolato risale al 2007, quando il gigante della pasticceria Cadbury ha dovuto pagare una multa di 1 milione di sterline per reati alimentari e igienici a causa di un’epidemia di salmonellosi che ha coinvolto più di 40 persone.

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Roberto La Pira

  Sara Rossi

giornalista redazione Il Fatto Alimentare

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4 Commenti

  1. Mi risulta sia stata rinvenuta in un filtro del serbatoio del “buttermilk”.
    L’EFSA e l’ECDC hanno pubblicato un articolo dettagliato in merito.
    “At the Belgian Processing Plant B of Company A, monophasic S. Typhimurium matching the representative
    outbreak strain was identified on 15 December 2021 in own-check samples collected from residual raw materials
    from buttermilk tanks.”

    Quindi l’origine non pare sie ricunducibile direttamente alla materia prima massa di cacao, cacao in polvere o burro di cacao.

  2. C’è da osservare anche che la ricerca di Salmonella nel cioccolato è derivati ha diverse criticità intrinseche legate proprio alla matrice stessa; questo può portare facilmente a falsi negativi.

  3. Ma se la salmonella è dentro alle uova di cioccolato Kinder, sarà anche dentro agli altri tipi di cioccolato (stranieri). No?

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